Concetti Chiave
- Giacomo Leopardi nasce il 29 giugno 1789 a Recanati, da una famiglia aristocratica, e cresce in un ambiente familiare rigido e distante.
- Intorno al 1816, Leopardi avvia un intenso periodo di studio, dove approfondisce le lingue classiche e la poesia, segnando il suo passaggio dall'erudizione alla creazione poetica.
- Nel 1818, Leopardi rifiuta il conservatorismo del padre e inizia a scrivere opere d'ispirazione patriottica, esprimendo il desiderio di indipendenza dalla chiesa.
- Dopo una deludente esperienza a Roma nel 1822, torna a Recanati, dove scrive importanti opere come le "Operette morali" e diverse canzoni.
- Trasferitosi a Firenze nel 1830, Leopardi vive intensi amori e amicizie, pubblicando la prima edizione dei "Canti" e stabilendosi infine a Napoli con l'amico Antonio Ranieri.
Infanzia e formazione di Leopardi
Giacomo Leopardi nasce il 29 giugno 1789, a Recanati, piccolo centro delle Marche allora territorio dello Stato pontificio. E' il primogenito del conte Monaldo Leopardi e della marchesa Adelaide Antici. La madre Adelaide, fredda e anaffettiva, sorveglia severamente la vita di casa.
Intorno al 1816 Giacomo inizia un periodo di "studio matto e disperatissimo" nella ricca biblioteca del padre. Impara le lingue classiche e legge appassionatamente gli autori greci, latini e italiani, però si ammala di scogliosi e soffre di frequenti febbri.
Conversioni letterarie e politiche
Nel 1816 avviene la sua prima "conversione letteraria", ovvero il passaggio dall'erudizione (ampio corredo di cognizioni e informazioni relative a uno o più campi del sapere), a cui si è dedicato fino ad allora, al "bello" della poesia. In quell'anno legge la "Biblioteca italiana", l'articolo di Madame de Stael Sulla maniera e l'utilità delle tradizioni. Il diciottenne Leopardi rispose inviando alla rivista due Lettere in cui affermava di rifiutare la nuova poetica.
Nel 1817 Leopardi dà inizio alla compilazione del quaderno dello Zibaldone. Sempre in questo periodo si innamora della cugina Geltrude Cassi.
Nel 1818 matura la sua seconda "conversione", quella politica: dichiara di rifiutare il conservatorismo (atteggiamento politico proprio dei partiti conservatori e dei loro seguaci) del padre, sostenitore del dominio temporale della chiesa. Leopardi invece vorrebbe l'indipendenza dalla chiesa: scrive perciò le sue prime canzoni d'ispirazione patriottica, All'Italia e Sopra il monumento di Dante. Simili idee lo portano a frequenti liti con il padre; il giovane soffre per questo e per la mancanza d'affetto della madre.
In quello stesso anno scrive il Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica, in cui ribadisce la sua preferenza per il Classicismo. L'anno successivo avviene la sua terza "conversione", quella filosofica: scopre il "solido nulla"; abbandona la fede religiosa e si professa ateo e materialista. In questo clima di disperazione scrive i primi "idilli" in versi, L'Infinito e Alla luna.
Delusioni e ritorni a Recanati
Nel 1822 ottiene di soggiornare a Roma, ma la capitale dello Stato pontificio gli suscita grande delusione. Nel 1823 fa ritorno a Recanati. L'anno successivo scrive le prime venti Operette morali e pubblica le dieci Canzoni composte fra il 1818 e il 1823.
Nel 1825 riparte da Recanati. Soggiorna a Bologna e poi a Milano. Questo è anche l'anno dell'infelice amore per la contessa Teresa Carniani-Malvezzi.
Nel 1827 si trattiene per alcuni mesi a Firenze, dove frequenta i letterati cattolico-liberali della rivista "Antologia", e conosce Manzoni.
Nel 1828 Leopardi è a Pisa, dove torna a scrivere versi: sono i mesi più sereni della sua vita. Rimasto privo di mezzi economici è costretto a fare ritorno alla casa paterna di Recanati. Nel 1829 compone la maggior parte degli altri "grandi idilli", tra cui La quiete dopo la tempesta, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, Il sabato del villaggio, Le ricordanze.
Amori e amicizie a Firenze
Nel 1830 una raccolta di denaro gli consente di lasciare per sempre Recanati. Si trasferisce a Firenze, dove si innamora della gentildonna fiorentina Fanny Targioni Tozzetti. Stringe amicizia con l'esule napoletano Antonio Ranieri. Nel 1831 esce a stampa a Firenze la prima edizione dei Canti. Ottiene dal padre un assegno mensile che gli sarà corrisposto fino alla morte. Nel 1833 si stabilisce a Napoli con Ranieri. Nel 1835 pubblica una nuova e arricchita edizione dei Canti. L'anno successivo la censura borbonica sequestra l'edizione in corso delle Operette morali. Con Ranieri si stabilisce presso Torre del Greco, dove compone La ginestra. Muore nel 1837.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali influenze formative nella vita di Giacomo Leopardi?
- Come si sviluppano le conversioni letterarie e politiche di Leopardi?
- Quali eventi segnano il ritorno di Leopardi a Recanati?
- Qual è l'importanza del soggiorno a Firenze per Leopardi?
- Quali sono le ultime opere e la fine della vita di Leopardi?
Leopardi cresce in un ambiente familiare rigido e severo, con una madre anaffettiva e un padre conte. Inizia un intenso periodo di studio nella biblioteca paterna, dove apprende le lingue classiche e si appassiona alla letteratura, nonostante le sue malattie fisiche (cfr. "Infanzia e formazione di Leopardi").
Nel 1816, Leopardi passa dall'erudizione alla poesia, rifiutando la nuova poetica. Nel 1818, rifiuta il conservatorismo del padre e scrive canzoni patriottiche, esprimendo il desiderio di indipendenza dalla chiesa (cfr. "Conversioni letterarie e politiche").
Dopo una delusione a Roma nel 1822, Leopardi torna a Recanati nel 1823, dove scrive le prime venti Operette morali e pubblica dieci Canzoni. Questo periodo è caratterizzato da un'intensa produzione letteraria (cfr. "Delusioni e ritorni a Recanati").
A Firenze, Leopardi si innamora di Fanny Targioni Tozzetti e stringe amicizia con Antonio Ranieri. Qui pubblica la prima edizione dei Canti nel 1831, segnando un momento cruciale nella sua carriera letteraria (cfr. "Amori e amicizie a Firenze").
Leopardi pubblica una nuova edizione dei Canti nel 1835 e compone La ginestra. Si stabilisce a Torre del Greco con Ranieri, dove continua a scrivere fino alla sua morte nel 1837 (cfr. "Amori e amicizie a Firenze").