Concetti Chiave
- Giacomo Leopardi critica il Romanticismo nel suo Discorso, considerando la sua concezione negativa della realtà incompatibile con il fine dell'arte, ovvero la bellezza.
- Leopardi sostiene che la poesia “fantastica” dell'antichità non possa essere riproposta nell'era moderna, che richiede una poesia “sentimentale”.
- Alessandro Manzoni, al contrario, abbraccia pienamente la poetica romantica, sostenendo che le regole classiche limitano l'ispirazione dell'artista.
- Manzoni afferma che il valore di un'opera si misura non in base alle regole esteriori, ma sulla base delle intenzioni dell'autore e della loro realizzazione.
- Nella sua corrispondenza, Manzoni critica anche l'uso della mitologia, respingendo l'idea che sia necessaria per conferire poeticità a un'opera.
Leopardi e la critica al Romanticismo?
Giacomo Leopardi, con il Discorso di un italiano sopra la poesia romantica, si schiera contro il Romanticismo. La sua polemica nasce in seno alla concezione negativa della realtà che in quanto tale non può perseguire il fine dell’arte, cioè la bellezza. L’opposizione al realismo romantico ha un fondamento ben diverso da quello dei classicisti. Essa, si fonda su una concezione congeniale alla condizione dei popoli nella fase iniziale della propria cultura. D’altra parte “storicizzando” l’essenza della poesia, Leopardi finirà per ammettere che la poesia “fantastica” antica non può essere riproposta nell’età razionalistica moderna, a cui si addice la poesia “sentimentale”, affermazione di fatto pienamente romantica.
Manzoni e l'adesione al Romanticismo
La posizione di Alessandro Manzoni: Adesione piena alla poetica romantica esprime viceversa negli stessi anni, Alessandro Manzoni, con la Lettera al signor Chauvet e la lettera a Cesare D’Azeglio Sul Romanticismo contribuisce a definire i caratteri, toccando i temi principali della battaglia romantica contro il classicismo. Nella prima argomenta che esse limitano l’ispirazione e l’espressione dell’artista. Importante è soprattutto l’affermazione per la quale il giudizio sull’opera letteraria non deriva dal confronto con le regole esteriori, ma da quello tra le intenzioni dell’autore e la loro effettiva realizzazione. Nella lettera Sul romanticismo Manzoni polemizza l’uso della mitologia respingendo l’idea che essa sia necessaria a rendere poetico il contenuto dell’opera letteraria.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Leopardi nei confronti del Romanticismo?
- Come si differenzia la posizione di Manzoni rispetto a quella di Leopardi?
- Qual è il ruolo della mitologia secondo Manzoni nel contesto romantico?
Giacomo Leopardi critica il Romanticismo nel suo "Discorso di un italiano sopra la poesia romantica", sostenendo che la concezione negativa della realtà non può perseguire il fine dell'arte, ovvero la bellezza. La sua opposizione si basa su una visione che si discosta dai classicisti, riconoscendo che la poesia "fantastica" antica non è riproponibile nell'epoca moderna, dove prevale la poesia "sentimentale".
Alessandro Manzoni, a differenza di Leopardi, aderisce pienamente alla poetica romantica, come evidenziato nelle sue lettere. Manzoni sostiene che le regole esteriori limitano l'ispirazione dell'artista e che il giudizio su un'opera deve basarsi sulle intenzioni dell'autore e sulla loro realizzazione, piuttosto che su confronti con il classicismo.
Nella sua lettera "Sul Romanticismo", Manzoni polemizza contro l'uso della mitologia, affermando che non è necessaria per rendere poetico il contenuto di un'opera letteraria, contribuendo così a definire i caratteri distintivi della poetica romantica.