Concetti Chiave
- Leopardi identifica l'infelicità umana come una conseguenza della civiltà, che disturba la vera felicità, dando vita al pessimismo storico.
- Nella sua teoria del piacere, Leopardi sostiene che l'uomo aspira al piacere, ma quello desiderato supera sempre quello effettivamente raggiunto.
- Il pessimismo cosmico di Leopardi si basa sull'idea che la natura sia spietata, generando un conflitto tra il bisogno di felicità e la realtà della vita.
- Leopardi, nella sua ultima fase, sottolinea l'importanza dell'impegno civile come strumento per mitigare il dolore e accrescere la felicità collettiva.
- Il messaggio della Ginestra rappresenta un esempio di come il pessimismo leopardiano possa trasformarsi in un progetto di civiltà e solidarietà umana.
Qual è il Pessimismo Storico di Leopardi?
Leopardi affronta subito il nodo problematico che resterà poi sempre al fondo del suo pensiero, l’infelicità umana. In questa sua prima fase del pensiero, sostiene che la causa non è quella della natura che lui considera benevole perché essa assegni all’uomo una condizione realmente felice, ma bensì la causa dipende dalla civiltà, perché essa viene a turbare i concetti della felicità. Le cause dell’umanità sono quindi storiche ed è per questo che la prima fase di pessimismo il Leopardi viene chiamato pessimismo storico.
La Teoria del Piacere
Nella fase che va dal 1819 al 1823 Leopardi si allontana dal cattolicesimo e aderisce al sensismo illuministico, dove indaga dal bisogno di essere felici e dalla possibilità di diventarlo. Sempre nello stesso periodo Leopardi consolida un punto di vista rigorosamente materialistico ispirato al meccanicismo settecentesco. Nasce quindi quello che Leopardi chiama teoria del piacere, dove l’uomo aspira naturalmente al piacere, ma il piacere desiderato è sempre superiore al piacere effettivamente conseguito.
Il Pessimismo Cosmico
Nella seconda fase di pessimismo invece, Leopardi si rifà la stessa domanda sul perché dell’infelicità umana, e questa volta dipende dalla natura, che non è più benevola ma spietata, perché da un lato ci inculca il bisogno di felicità e dall’altro per averci creato per la felicità. Adesso dunque le cause sono da ricercare nella vita stessa. Questa seconda fase di pessimismo di Leopardi viene chiamata quindi pessimismo cosmico.
L'Impegno Civile e La Ginestra
Nella terza ultima fase, che si definisce con nettezza, torna in primo piano l’esigenza dell’impegno civile. Il pessimismo leopardiano diventa così un progetto di civiltà. Sulla coscienza del vero deve infatti basarsi un nuovo modo di vivere da parte degli uomini, dove essi devono allearsi per ridurre il più possibile il dolore di tutti gli uomini e accrescere la felicità consentita dal loro stato fisico-biologico. In essa, esemplare è il messaggio della Ginestra.
Domande da interrogazione
- Qual è la causa principale dell'infelicità umana secondo Leopardi nella sua fase di pessimismo storico?
- Come si evolve il pensiero di Leopardi nella sua teoria del piacere?
- In che modo Leopardi integra l'impegno civile nel suo pensiero nella fase finale del pessimismo?
Leopardi sostiene che l'infelicità umana derivi dalla civiltà, che turba i concetti di felicità, piuttosto che dalla natura, che considera benevola (Il Pessimismo Storico di Leopardi).
Nella teoria del piacere, Leopardi afferma che l'uomo aspira naturalmente al piacere, ma il piacere desiderato è sempre superiore a quello effettivamente raggiunto, evidenziando un contrasto tra aspirazione e realtà (La Teoria del Piacere).
Nella sua ultima fase, Leopardi enfatizza l'importanza dell'impegno civile, proponendo un progetto di civiltà che mira a ridurre il dolore umano e aumentare la felicità, come esemplificato nel messaggio della Ginestra (L'Impegno Civile e La Ginestra).