Concetti Chiave
- Leopardi attraversa un periodo buio dopo un tentativo di fuga, perdendo la fede nella poesia e dedicandosi alla prosa.
- Durante questo periodo compone le Operette morali, un'opera che riflette la sua esperienza con i classici e la filosofia sensista.
- Le Operette morali si presentano in diversi generi letterari, principalmente come dialoghi filosofici e prosa.
- Il pessimismo cosmico di Leopardi segna un passaggio nella sua visione della natura, considerata maligna e indifferente verso l'uomo.
- Nei suoi scritti, come il Dialogo della natura e di un islandese, Leopardi evidenzia che l'esistenza umana è legata alla sofferenza, senza un evidente finalismo positivo.
Leopardi e il suo periodo buio
Dopo un fallito tentativo di fuga dalla casa di Recanati Leopardi di chiude sempre di più in sè stesso e trascorre un periodo molto buio al punto tale da non credere più nella poesia, che per lui voleva dire sogno, illusione. Si dedica quindi ad un'attività diversa, la prosa.
Le Operette morali e la filosofia
Compone in questo periodo le Operette morali nelle quali è ravvisabile la grande esperienza dei classici, e la filosofia sensista.
Le operette morali non sono un unico genere letterario ma si rifanno a diversi generi: dialoghi, racconti, canti. Non vi è un genere univoco per tutte le operette morali ma quelle famose si presentano sotto forma di dialogo filosofico, in prosa filosofica.
Qual è il pessimismo cosmico di Leopardi?
Con questa produzione Leopardi raggiunge uno dei punti più bui del suo pessimismo al punto tale che segna il passaggio dal pessimismo storico a quello cosmico, una fase in cui la natura è considerata maligna.
La natura da materna diventa matrigna, una figura che non si cura del bene dei figli, come li avesse acquisiti senza volerli. Diventa maligna perchè non ricerca la felicità dell'uomo ma ne vuole semplicemente salvaguardare la specie sacrificando il singolo debole. In questa concezione si ritrova Darwin, a prova della vasta cultura leopardiana anche in materia scientifica. L'operetta morale che più di tutti è simbolo di questa nuova teoria è il Dialogo della natura e di un islandese alla fine della quale la natura spiega che la sua funzione è solo quella di creare al fine che gli uomini non si estinguano, non di creare un posto nel quale possano essere felici. A prova che non vi è un finalismo esplicito in essa alla fine la natura si mangia l'islandese per sottolineare che l'uomo esiste ma tutte le ricerche del suo finalismo esistenziale non hanno una risposta. L'unica risposta del perchè l'uomo esista è per soffrire. Ecco perchè pessimismo cosmico, perchè la sofferenza discende dalla natura stessa.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del periodo buio di Leopardi nella sua produzione letteraria?
- In che modo le Operette morali di Leopardi si differenziano da un genere letterario unico?
- Come si manifesta il pessimismo cosmico di Leopardi nella sua visione della natura?
Durante il suo periodo buio, Leopardi si ritira in sé stesso e perde fiducia nella poesia, dedicandosi alla prosa e componendo le Operette morali, che riflettono la sua esperienza con i classici e la filosofia sensista.
Le Operette morali non appartengono a un unico genere, ma si esprimono attraverso diversi stili, come dialoghi, racconti e canti, con una prevalenza di dialoghi filosofici e prosa filosofica.
Il pessimismo cosmico di Leopardi segna un passaggio in cui la natura è vista come maligna, non interessata alla felicità dell'uomo, ma solo alla salvaguardia della specie, come evidenziato nel Dialogo della natura e di un islandese, dove la sofferenza è l'unica risposta all'esistenza umana.