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Concetti Chiave

  • Il pessimismo storico di Leopardi, attivo tra il 1816 e il 1819, considera inizialmente la natura come benevola, permettendo all'uomo di vivere serenamente grazie alle illusioni.
  • Con il progresso e la civiltà, Leopardi evidenzia come le illusioni vengano smascherate, portando alla consapevolezza dell'infelicità umana.
  • Nel pessimismo cosmico, la natura diventa indifferente e maligna, provocando un incessante desiderio di piacere nell'uomo, mai completamente soddisfatto.
  • Leopardi modifica la sua visione del suicidio, passando dall'accettazione alla condanna, poiché infligge dolore a chi resta e sottolinea l'importanza della fraternità sociale.
  • Il pensiero finale di Leopardi sostiene un atteggiamento eroico, invitando l'uomo a reagire contro la forza della natura e a unirsi per affrontare le difficoltà comuni.

Qual è il Pessimismo Storico di Leopardi?

Sono due le fasi principali del pensiero leopardiano:

1. È quella del pessimismo storico, enunciazioni teoriche e grandi dibattiti, che vedono contrapposti i romantici ed i classicisti è che durano per circa un decennio è che sono particolarmente attivi dal 1816 al 1819. La prima fase del suo pensiero coincide con gli anni che vanno dal 16 al 19. In una prima fase del suo pensiero Leopardi esprime un giudizio positivo sulla natura. La natura secondo Leopardi ha un ruolo positivo, benefico nei confronti dell'uomo.

Nella prima fase la natura è considerata benevola. Non c'è nessuna fase in cui secondo , leopardi la vita dell'uomo è felice, ma nella prima fase le illusioni della natura permettono all'uomo di vivere più serenamente, perché l'uomo non è consapevole della sua condizione. Con la civiltà le illusioni vengono smascherate. Il progresso distrugge le illusioni. Nella prima fase del pensiero la causa dell'infelicita dell'uomo è il progresso, la civiltà. L'uomo moderno può recuperare le illusioni degli antichi attraverso il recupero dei valori passati. Si chiama pessimismo storico perché il frutto dell'avanzare dell'affare azione della civiltà, del progresso. L'uomo antico era infelice, ma non sapeva di esserlo. Questa decadenza della realtà si può ritrovare anche nell'esperienza di ciascun uomo: finché si é giovani si vive di illusioni, di speranze, ma quando invecchiando entra in gioco la realtà c'è un crollo.

Transizione al Pessimismo Cosmico

I motivi del cambiamento del pensiero si Leopardi sono diversi:

Leopardi entra in un periodo di crisi, si allontana dalla religione, si avvicina al sensismo (secondo cui le idee sono dipendenti dalle sensazioni). In questi anni (20-21) c'è anche il fallimento dei moti liberali che porta Leopardi ad avere sfiducia negli impegni civili.

2.Pessimismo cosmicoNel 22 c'era stato il viaggio a Roma che avrebbe dovuto aprire un mondo diverso e invece risultò deludente e quindi c'è il progressivo avvicinamento alla filosofia meccanicistica. Viene rifiutato da Leopardi tutto ciò che è spirituale. Secondo Leopardi il corso è l'uomo, è il corpo che pensa. La felicità per l'uomo è un piacere sensibile e materiale. L'uomo ha desiderio di piacere e il piacere che l'uomo desidera è un piacere infinito che quindi non può essere mai soddisfatto. Il piacere illimitato dell'uomo non può essere risolto dai sensi che sono limitati. L'uomo è in costante continua ricerca di piacere che però non viene mai soddisfatto. L'infelicità consiste proprio in questo: la causa dell'infelicità è il rapporto tra il bisogno di piacere e l'impossibilità di provare il piacere. La natura è responsabile di tutto questo perché la natura è ciò che suscita nell'uomo il bisogno del piacere. In questa fase cambia la visione della natura: passa da benevola a maligna (che è indifferente nei confronti dell'uomo) la natura pensa a conservare se stessa.

La natura mira soltanto alla sua autoconservazione e se per fare ciò deve distruggere altre forme di vita non se ne preoccupa perché non se ne accorge. Pessimismo cosmico perché l'infelicità è la condizione esistenziale dell'uomo (uomo di tutte le epoche, di tutte le estrazioni sociali). In questa fase arriva anche a negare la felicità degli antichi (mente prima diceva che gli antichi erano felici o inconsapevoli della loro infelicità). La natura è matrigna, il ruolo della civiltà, invece, è inizialmente duplice: viene riconosciuto alla civiltà il merito di aver svelato all'uomo la realtà della sua condizione di infelicità, gli ha dato la dignità della consapevolezza, dall'altra però lo ha reso più fragile e egoista. Tra il 23 e il 27 Leopardi approda a queste posizioni, assumendo un atteggiamento di atarassia. Il saggio che si distacca dalle passioni dell'uomo.

saggio che si distacca dalle passioni dell'uomo.

L'Atarassia e la Fraternità Sociale

3 (sempre pessimismo cosmico). Questa espressione di Leopardi muta con la stesura del dialogo di Plotino e arriva al 30 e al suo pensiero definitivo. Leopardi riconosce l'importanza della dimensione sociale dell'uomo. L'importanza della fraternità sociale per poter contrastare insieme la natura, l'unica vera nemica dell'uomo. Siamo sempre nel pessimismo cosmico. Però l'uomo deve unirsi con gli altri uomini e tutti insieme devono contrastare la natura pur nella consapevolezza della natura. Nel dialogo di Plotino affronta il tema del suicido, infatti prima giustificava il suicidio mentre ora lo accusa perché chi si suicida si libera dell'infelicità della vita e fa soffrire chi gli è vicino. Alla fine il momento finale di Leopardi viene definito come l'atteggiamento eroico di Leopardi che non si fa schiacciare dalla natura per quanto la natura sia forte e superiore all'uomo, perché l'uomo deve reagire e non farsi schiacciare dalla natura. Questo atteggiamento ricorda l'atteggiamento titanico di Alfieri ( ma c'è una dimensione collettiva che in Alfieri non c'è).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra il pessimismo storico e il pessimismo cosmico di Leopardi?
  2. Il pessimismo storico di Leopardi, attivo tra il 1816 e il 1819, vede la natura come benevola e le illusioni come un modo per vivere serenamente, mentre il pessimismo cosmico, che emerge successivamente, considera la natura come indifferente e maligna, evidenziando l'infelicità come condizione esistenziale dell'uomo.

  3. Come influisce il progresso sulla visione di Leopardi riguardo alla felicità umana?
  4. Leopardi sostiene che il progresso e la civiltà smascherano le illusioni che permettevano all'uomo di vivere serenamente, portando alla consapevolezza della propria infelicità, che diventa una condizione inevitabile.

  5. Qual è il ruolo della natura nel pensiero di Leopardi durante la fase del pessimismo cosmico?
  6. Nella fase del pessimismo cosmico, Leopardi descrive la natura come matrigna e indifferente, che si preoccupa solo della propria autoconservazione, causando così l'infelicità dell'uomo, il quale è in costante ricerca di un piacere che non può mai soddisfare.

  7. In che modo Leopardi cambia la sua visione del suicidio nel corso del suo pensiero?
  8. Inizialmente Leopardi giustificava il suicidio come una via di fuga dall'infelicità, ma successivamente lo condanna, poiché chi si suicida infligge sofferenza a chi gli è vicino, evidenziando l'importanza della fraternità sociale.

  9. Qual è l'atteggiamento finale di Leopardi nei confronti della natura e dell'infelicità?
  10. Leopardi adotta un atteggiamento eroico, incoraggiando l'uomo a non farsi schiacciare dalla forza della natura, ma a reagire e unirsi agli altri per affrontare insieme la vera nemica, che è la natura stessa.

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