Concetti Chiave
- Leonardo ha realizzato opere celebri a Milano e Firenze, tra cui la Dama con l'ermellino e la Monna Lisa, entrambe rappresentative della sua abilità ritrattistica.
- La Monna Lisa, iniziata tra il 1503 e il 1506, è un'opera unica per la sua continua evoluzione, rimanendo incompiuta e mai consegnata al committente.
- Il dipinto si distingue per la raffigurazione sobria della protagonista e l'integrazione innovativa tra soggetto e paesaggio, creando un'atmosfera viva e interconnessa.
- Il movimento è un tema centrale nell'opera, con il contrasto tra l'apparente immobilità del soggetto e la dinamica del paesaggio circostante.
- Leonardo esprime l'inafferrabilità della natura e dell'animo umano attraverso la tecnica dello sfumato, creando un effetto di continua trasformazione e instabilità.
Leonardo a Milano e Firenze
Leonardo aveva già dimostrato le sue capacità di eccelso ritrattista a Milano, dove aveva eseguito anche la celebre Dama con l'ermellino (1489-90), opera che raffigura la giovanissima Cecilia Gallerani, amante di Ludovico Sforza. La sua fama in questo campo era ben nota anche a Firenze e quando vi ritornò gli venne commissionato il Ritratto di dama in un paesaggio, identificato da Vasari come il ritratto di Lisa, moglie del mercante fiorentino Francesco del Giocondo, e per questo solitamente citato come La Gioconda o Monna Lisa.
Il viaggio della Monna Lisa
L’opera è indubbiamente il quadro più conosciuto di Leonardo - verosimilmente è anche il ritratto più famoso nel mondo - e ha suscitato nei secoli le più disparate interpretazioni. L’artista lo iniziò tra il 1503 e il 1506 a Firenze, ma vi si affezionò a tal punto da non consegnarlo più al committente: lo portò con sé a Milano, poi a Roma e quindi in Francia. In un’epoca imprecisata il dipinto fu probabilmente tagliato di qualche centimetro ai lati, dove si intravedono le basi di due colonne che dovevano sostenere l’arco di un loggiato.
Descrizione della Monna Lisa
Monna Lisa è raffigurata leggermente di tre quarti, con indosso una sobria veste scura, un manto ugualmente scuro e un delicatissimo velo trasparente sui capelli, senza alcun gioiello. In questo senso si allontana nettamente dai ritratti contemporanei, che privilegiavano lo status sociale dell’effigiato, sottolineandone la ricchezza e il potere attraverso i vestiti, i monili e tutto quanto potesse evidenziarne il ruolo nella società.
L'unicità del paesaggio
Assolutamente originale e unico è anche l’inserimento del soggetto in un paesaggio che non è puro sfondo, ma è parte viva e integrante dell’opera. La donna e l’ambiente sono impastati della stessa luce, che sfuma i contorni delle guance, del collo e delle montagne lontane, si posa carezzevole sulla pelle e sull’acqua, si riflette sulle pieghe delle maniche e sui tornanti della strada.
Movimento e espressione
Tutto in questo dipinto è movimento: lo spazio, che, avvolto nelle nebbie sullo sfondo, si fa vivo in primo piano con il percorso tortuoso della strada, il fiume e il ponte, e il personaggio, apparentemente immobile e quieto, ma il cui corpo è percorso da una morbida torsione che lo rende partecipe della vita della natura. Il celebre sorriso che increspa appena il volto (ma in qualche modo sembra che sorridano anche gli occhi, sottolineati da una delicatissima ombra sfumata) e l’espressione che varia a seconda dei punti di osservazione incarnano l'essenza stessa dei sentimenti umani, che mutano in continuazione e che non è possibile fissare. Forse solo Antonello da Messina era riuscito a riprodurre nei suoi ritratti sguardi intelligenti e penetranti come quello della Gioconda, in grado di dialogare con lo spettatore, senza eguagliarne però l’inquietudine e la mobilità.
L'inafferrabilità della natura
Ciò che Leonardo esprime mirabilmente in quest’opera è l’inafferrabilità della natura e dell’animo umano, la loro continua mutevolezza e instabilità, malgrado gli studi che si sforzano di indagarli: tecnicamente l’effetto è ottenuto con il celebre sfumato, ossia attraverso numerose velature sottili di colore, contorni manipolati direttamente con le dita, l’impiego di una luce dorata e la resa di un’aria spessa che ovatta le forme.
L’apparente incompiutezza del dipinto e il fatto che Leonardo abbia continuato a ritoccarlo, trasformando un ritratto in un’immagine ideale, costituiscono il suo fascino e lo rendono il manifesto non solo del modo di dipingere dell’artista, ma anche della sua visione della realtà e della natura come entità in continua trasformazione.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della Dama con l'ermellino nella carriera di Leonardo a Milano?
- Perché la Monna Lisa è considerata un'opera unica e famosa?
- In che modo il paesaggio contribuisce all'opera della Monna Lisa?
- Quali tecniche utilizza Leonardo per esprimere l'inafferrabilità della natura?
- Cosa rende la Monna Lisa un'opera apparentemente incompiuta?
La Dama con l'ermellino, realizzata tra il 1489 e il 1490, dimostra le capacità di Leonardo come ritrattista e contribuisce alla sua fama, specialmente a Milano, dove ritrae Cecilia Gallerani, amante di Ludovico Sforza.
La Monna Lisa, iniziata tra il 1503 e il 1506, è celebre per il suo misterioso sorriso e l'espressione che varia a seconda dell'angolo di osservazione, rendendola un ritratto che incarna la complessità dei sentimenti umani.
Il paesaggio nella Monna Lisa non è solo uno sfondo, ma parte integrante dell'opera, con la luce che unisce il soggetto e l'ambiente, creando un'atmosfera viva e armoniosa.
Leonardo utilizza il celebre sfumato, con velature sottili di colore e contorni manipolati, per rappresentare la mutevolezza della natura e dell'animo umano, creando un effetto di profondità e instabilità.
La Monna Lisa appare incompiuta perché Leonardo continuò a ritoccarla, trasformando il ritratto in un'immagine ideale, il che contribuisce al suo fascino e riflette la visione dell'artista sulla realtà come entità in continua trasformazione.