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Concetti Chiave

  • Le monadi rappresentano l'universo e possiedono un sapere innato, con le "piccole percezioni" che rimangono al di sotto della soglia della consapevolezza.
  • Le idee e le verità sono innate come inclinazioni e si attualizzano tramite l'esperienza, che risveglia i principi innati e fonda la nostra conoscenza.
  • Le verità devono essere dimostrate e giustificate, evitando che pregiudizi si mascherino sotto il nome di verità innate, secondo Leibniz e Locke.
  • Leibniz distingue tra verità di ragione, necessarie e impossibili da contraddire, e verità di fatto, contingenti e basate su esperienze sensoriali.
  • Il determinismo è compatibile con la libertà secondo Leibniz, poiché le azioni sono determinate ma eseguite liberamente, influenzate da impulsi che possiamo esercitare.

Le monadi e le percezioni

In quanto rappresentazioni dell’universo, le monadi possiedono un sapere, che è innato (Nuovi saggi sull’intelletto umano). Per Leibniz, il pensiero cosciente è solo una parte dell’attività dello spirito. È di fondamentale importanza riconoscere l’esistenza delle “piccole percezioni”: c’è in noi un’infinità di percezioni di cui non siamo consapevoli, cioè mutamenti che noi non “appercepiamo” perchè sono troppo piccoli, restano al di sotto della soglia della conoscenza. Si ha consapevolezza soltanto della percezione complessiva.

Idee innate e conoscenza

Ecco in che senso le idee e le verità sono innate in noi: come inclinazioni, disposizioni, abitudini o virtualità naturali. Quando vengono pensate, le idee e le verità divengono attuali. L’occasione che le fa emergere dall’anima è l’esperienza, che risveglia in noi idee e principi innati. Tutta la nostra conoscenza si fonda su di essi. Tutto ciò che vi è di generale e necessario nella conoscenza precede l’esperienza, non deriva dall’esperienza. I sensi forniscono sempre e soltanto esempi, cioè verità particolari. Esempi che, pur confermando una verità generale, non sono in grado di stabilire la sua necessità universale. Infatti la certezza che attribuiamo alle asserzioni empiriche si fonda su principi che non dipendono dagli esempi. Chiaramente sono innate anche le idee di Dio e di una vita futura.

Verità innate e dimostrazione

Su di un punto importante però Locke e Leibniz concordano. Chi rifiuta la dottrina delle verità innate ha uno scopo preciso: impedire che sotto questo bel nome si facciano passare pregiudizi. Le verità –innate o no- devono essere dimostrare e giustificate.

Giudizi e verità secondo Leibniz

Secondo Leibniz, esistono fondamentalmente due tipi di giudizi: le “verità di ragione”, la cui fonte è l’intelletto, e le “verità di fatto”, la cui fonte sono invece le esperienze dei sensi. Le verità di ragione sono necessarie, cioè il loro opposto è impossibile, ovvero implica una contraddizione. Invece le verità di fatto sono contingenti, cioè il loro opposto è possibile, ovvero non implica una contraddizione.

Le verità di ragione si fondano sul principio di contraddizione. Le verità di fatto invece si fondano sul principio di ragione sufficiente: nessun fatto potrebbe essere vero o esistente, e nessun enunciato potrebbe essere veridico, se non ci fosse una ragione sufficiente del perchè il fatto o l’enunciato è così e non altrimenti. Niente accade senza una ragione sufficiente, senza che sia possibile a chi conosce abbastanza le cose (Dio) dare una ragione sufficiente del perchè le cose stiano così e non altrimenti.

Determinismo e libertà?

Dato che tutto ciò che accade ha una ragione, evidentemente anche ogni azione umana ha una ragione, cioè una causa. Ogni azione umana è determinata, però il determinismo è compatibile con la libertà, cioè che ogni azione azione, pur essendo determinata, viene eseguita liberamente. Siamo sempre sottoposti a innumerevoli impulsi, che molto spesso neppure avvertiamo. Alla fine uno di questi riesce a imporsi sugli altri, inclinandoci ad agire in un senso piuttosto che in un altro. Ma essere inclinati non significa essere necessitati. L’inclinazione non coincide con la necessità logica o assoluta. Ovviamente Leibniz si rende conto dei problemi posti dal suo tentativo di coniugare determinismo e libertà, e che si è davvero liberi soltanto se la possibilità di sottrarsi all’impulso prevalente è reale e non meramente logica. La soluzione, pur continuando a negare che ci si possa sottrarre all’impulso prevalente, è che con qualche artificio, si potrebbe arrivare a farlo. Quando siamo sottoposti a un impulso prevalente, di fatto non ci possiamo sottrarre; possiamo però, in un altro momento e con l’esercizio, rafforzare uno stimolo non prevalente fino a farlo diventare prevalente.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto fondamentale delle monadi secondo Leibniz?
  2. Le monadi sono rappresentazioni dell'universo e possiedono un sapere innato, con il pensiero cosciente che rappresenta solo una parte dell'attività dello spirito, mentre esistono anche "piccole percezioni" di cui non siamo consapevoli.

  3. Come si manifestano le idee innate secondo Leibniz?
  4. Le idee e le verità sono innate come inclinazioni e disposizioni, e si attualizzano attraverso l'esperienza, che risveglia in noi principi innati, fondando così tutta la nostra conoscenza.

  5. Qual è la differenza tra verità di ragione e verità di fatto secondo Leibniz?
  6. Le verità di ragione sono necessarie e impossibili da contraddire, mentre le verità di fatto sono contingenti e possono essere contraddette, basandosi sul principio di ragione sufficiente.

  7. Come si concilia il determinismo con la libertà secondo Leibniz?
  8. Ogni azione umana è determinata da una causa, ma il determinismo è compatibile con la libertà, poiché le azioni, pur essendo determinate, vengono eseguite liberamente, anche se influenzate da impulsi.

  9. Qual è la posizione di Leibniz riguardo alla possibilità di sottrarsi agli impulsi prevalenti?
  10. Leibniz riconosce che, sebbene non possiamo sottrarci agli impulsi prevalenti in un dato momento, con esercizio e artificio, possiamo rafforzare stimoli non prevalenti fino a farli diventare prevalenti.

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