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Concetti Chiave

  • Leibniz distingue tra verità di ragione, essenziali e innate, e verità di fatto, contingenti e basate sul principio di ragion sufficiente.
  • La sostanza individuale, o monade, è un'entità spirituale indistruttibile che contiene in sé la ragion sufficiente per i propri predicati.
  • Leibniz considera la forza come il principio metafisico fondamentale, sostituendo il concetto di movimento con quello di forza viva nel suo sistema di leggi fisiche.
  • La dottrina dell'armonia prestabilita spiega il rapporto tra le monadi, affermando che Dio ha creato un accordo eterno tra di esse per sincronizzare le loro modificazioni.
  • Leibniz affronta il problema del male sostenendo che Dio sceglie il mondo con la minore quantità di male tra le varie possibilità esistenti.

1. Discorso di metafisica

2. monadologia

3. i nuovi saggi sull'intelletto umano

4. saggi di teodicea

Leibniz e le verità di ragione

Leibniz distingue un ordine necessario e un ordine contingente, perciò delle verità di ragione e delle verità di fatto.

Le verità di ragione sono necessarie, ma non riguardano la realtà, inoltre il loro predicato reittera il concetto del soggetto, esse risultano fondate sul principio di non contraddizione e su quello di identità, e siccome non derivano dall'esperienza sono innate.

Le verità di fatto sono contingenti e concernono la realtà effettiva, esse delimitano il dominio ristretto della realtà all'interno del campo del possibile, e sono fondate sul principio di ragion sufficiente.

Il principio di ragion sufficiente

Il principio di ragion sufficiente è quello in virtù del quale nessun fatto può essere vero senza una ragione sufficiente, e queste ragioni non possono essere da noi conosciute.

Questa ragione sufficiente è data dal fatto che Dio nella sua perfezione ha scelto il migliore dei mondi possibili. La ragion sufficiente inclina senza necessitare,ovvero spiega ciò che accade senza necessità perché il contrario di ciò che accade è sempre possibile.

Questo principio spinge Leibniz a formulare il concetto centrale della sua metafisica, ovvero quello di sostanza individuale.

La sostanza individuale e la monade

In una verità di fatto, al contrario di quella di ragione, il predicato può essere negato al soggetto senza dare adito a una contraddizione logica, ma il soggetto deve contenere la ragion sufficiente del suo predicato. Un soggetto di questo genere è la sostanza individuale.

La natura di una sostanza individuale è di avere una nozione così compiuta da essere sufficiente a far comprendere e dedurre tutti i predicati del soggetto a cui è attribuita.

L'uomo è costretto a desumere dall'esperienza e dalla storia gli attributi che si riferiscono a un soggetto, ma Dio, la cui conoscenza è perfetta, è in grado di scorgere nella nozione di ogni sostanza la ragion sufficiente di tutti i suoi predicati.

La forza come principio originario

Leibniz smise di vedere come costituenti originari del mondo l'estensione e il movimento, e riconobbe come originario solo la forza. Egli si convinse che il principio di conservazione della quantità di movimento andasse sostituito dal principio di conservazione della forza. Ciò che rimane costante in un sistema isolato è l'azione motrice o forza viva, oggi diremmo energia cinetica. Il movimento, il tempo e lo spazio non sono reali, ma, sopratutto gli ultimi due, devono essere considerati come enti di ragione attraverso i quali esprimiamo i rapporti di coesistenza tra le cose. Leibniz accetta il meccanicismo cartesiano solo come spiegazione provvisoria, che esige di essere integrata da una spiegazione di tipo metafisico. Sebbene egli ammetta che nella natura tutto avvenga meccanicamente, Leibniz ritiene che i principi della meccanica nascano da qualcosa di superiore, nato dalla metafisica e non dalla geometria, ovvero la forza, il principio superiore metafisico che fonda le leggi della fisica. Nell'universo quindi non esistono né estensione, né corporeità, né materia, perché tutto è spirito e vita, tutto è forza.

La sostanza individuale è detta monade, che è un atomo spirituale, non si può disgregare ed è eterna, soltanto Dio può crearla o annullarla. Ogni monade è diversa dall'altra, secondo il principio di identità degli indiscernibili, secondo il quale in natura non esistono cose esattamente uguali tra loro, se ci fossero due sostanze indiscernibili esse coinciderebbero e sarebbero un'unica e identica sostanza.

La gerarchia delle monadi

La monade è un centro attivo di rappresentazione, ovvero è costituita a somiglianza della nostra anima e consta di due attività fondamentali: la percezione, ovvero la stessa attività di rappresentanza, e l'appetizione, ovvero il tendere da una percezione a un'altra. Chi invece è consapevole della sua percezione è dotato anche di appercezione, propria solamente dell'anima umana. Le monadi sono ordinate gerarchicamente in base ai loro gradi di perfezione, i quali dipendono dai gradi delle loro percezioni, cioè dalla maggiore o minore chiarezza con cui queste monadi percepiscono l'universo. Al vertice vi è Dio, che possiede una conoscenza totale e perfettamente chiara dell'universo. Le monadi semplici invece possiedono percezioni confuse simili a quelle che si hanno quando si cade nel sonno. Le monadi fornite di memoria sono quelle degli animali, quelle fornite di ragione costituiscono gli spiriti umani.

Materia e monadi

Anche la materia è costituita da monadi, infatti è un aggregato di queste sostanze spirituali, e pertanto è infinitamente divisibile, scomponibile in monadi, che però non hanno niente di corporeo. Leibniz divide la materia in materia prima e materia seconda.

La materia seconda, è appunto un aggregato di monadi tenuto insieme da una monade superiore, ovvero l'anima. La materia prima è la potenza passiva, o forza di inerzia, che insieme alla potenza attiva, o forza viva, costituisce la monade stessa. Nelle monadi superiori, ovvero le anime, la materia prima è l'insieme di percezioni confuse le quali sono l'unica cosa finita e imperfetta che Dio ha creato.

L'armonia prestabilita

La dottrina dell'armonia prestabilita permette a Leibniz di spiegare il rapporto sussistente tra le monadi, in particolare tra le monadi che costituiscono l'anima e quelle che costituiscono il corpo. Secondo Leibniz l'accordo tra le monadi è stato prestabilito da Dio fin dall'eternità, in modo tale che le modificazioni interne di ciascuna monade corrispondano alle modificazioni interne di tutte le altre monadi.

Innatismo e intelletto

Leibniz sostiene un innatismo totale secondo il quale la monade è completamente innata a se stessa, e non può ricevere nulla dall'esterno. Essa contiene in sé i principi logici, le verità di ragione e quelle di fatto ma anche le sensazioni, che provengono dal suo fondo oscuro costituito da piccole percezioni. Leibniz contraddisse l'empirismo lockiano con la celebre frase "nihil est in intellectu, quod non fuerit in sensu excipe: nisi ipse intellectus". Ovvero “non vi è nulla nell'intelletto, che non sia stato nel senso, eccepisci: se non l'intelletto stesso."

Con ciò Leibniz ribadì che l'anima dispone di categorie proprie che i sensi non sono in grado di fornirle.

Prova dell'esistenza di Dio a posteriori: se qualcosa c'è, deve esserci una ragione, ma il mondo non ha in sé la ragion sufficiente della propria esistenza, dato che tutto ciò che è, è contingente e rimanda ad altro, dunque per evitare un regresso all'infinito nella catena causale deve esistere un essere necessario che sia causa sufficiente, ragione ultima di se stesso e del mondo.

Prova ontologica: posto che l'esistenza di Dio sia riconosciuta possibile, deve essere riconosciuta anche come vera, data la totale e intrinseca assenza di limitazioni che lo caratterizza.

• Il problema del male: tra i diversi mondi possibili costituiti dalle diverse possibili combinazioni di qualità positive, secondo Leibniz, Dio sceglie quello che implica la minore quantità di male.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la distinzione fondamentale tra verità di ragione e verità di fatto secondo Leibniz?
  2. Leibniz distingue le verità di ragione, che sono necessarie e innate, da quelle di fatto, che sono contingenti e riguardano la realtà. Le prime si basano sul principio di non contraddizione, mentre le seconde sono fondate sul principio di ragion sufficiente.

  3. Cosa implica il principio di ragion sufficiente nella metafisica di Leibniz?
  4. Il principio di ragion sufficiente afferma che ogni fatto deve avere una ragione sufficiente per essere vero. Questo principio è alla base della scelta divina del migliore dei mondi possibili, secondo Leibniz.

  5. Come definisce Leibniz la sostanza individuale e quale ruolo ha la monade?
  6. La sostanza individuale, o monade, è un'entità spirituale indivisibile e eterna, che contiene in sé la ragion sufficiente per i suoi predicati. Ogni monade è unica e rappresenta un centro attivo di percezione e appetizione.

  7. Qual è il concetto di armonia prestabilita in Leibniz?
  8. L'armonia prestabilita è la dottrina secondo cui Dio ha stabilito un accordo tra le monadi, in modo che le modificazioni di ciascuna corrispondano a quelle delle altre, senza interazione diretta tra di esse.

  9. In che modo Leibniz affronta il problema del male nel contesto della sua filosofia?
  10. Leibniz sostiene che Dio sceglie il mondo con la minore quantità di male tra le diverse combinazioni possibili di qualità positive, giustificando così la presenza del male nel mondo come parte di un piano divino più grande.

Domande e risposte

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