Concetti Chiave
- L'introduzione di macchine come la "navetta volante" ha causato disoccupazione tra i tessitori, portando a rivolte contro le innovazioni tecnologiche.
- Il brevetto del maglio di Nasmyth nel 1836 ha segnato l'inizio di un nuovo approccio nella gestione degli ordini, con un passaggio a una produzione in serie.
- La regolamentazione degli orari di lavoro ha imposto rigidità agli operai, con lunghe giornate lavorative e sole brevi pause per il pranzo e la colazione.
- La diffusione degli orologi ha consentito una migliore organizzazione del lavoro, sostituendo il precedente sistema di controllo basato sulle campane delle chiese.
- Nonostante le difficoltà iniziali, la diffusione delle macchine ha portato a un significativo sviluppo dell'industria e alla creazione di nuove occupazioni.
Qual è l'impatto delle macchine sui tessitori?
I proprietari delle fabbriche che utilizzavano macchine erano accusati di togliere il lavoro ai tessitori e ciò era dovuto ad uno sviluppo tecnologico. Con l'invenzione della "navetta volante" Key fu accusato di provocare la disoccupazione dei tessitori, mentre con la "jenny" un solo filatore poteva lavorare con 2 fili contemporaneamente e quindi riduceva il personale. Con l'invenzione del filatoio meccanico i lavoratori minacciarono gli inventori attraverso delle rivolte che li costrinsero a scappare. Nel ottobre del 1779 iniziarono degli attacchi per abolire i filatoi meccanici e i difensori delle fabbriche cominciarono a distruggere questi ultimi e per fermare la rivolta fu necessario l'intervento dell'esercito. Con la diffusione delle macchine ci fu uno sviluppo dell'industria che portò a nuove occupazioni.
L'evoluzione dell'industria e delle richieste
All'inizio gli operar i lavoravano come gli artigiani, ovvero producevano pezzi su richiesta dei singoli clienti e il prodotto era simile ma mai uguale. La tecnologia in un primo momento creò delle richieste di massa che permisero alle fabbriche di rispondere in maniera efficace. Nel 1836 l'industriale scozzese Nasmyth brevettò il suo maglio sei anni più tardi ed espose la nuova situazione in cui si trovavano gli imprenditori quando cominciarono ad arrivare grandi numeri di ordini. Con l'aumento degli ordini si ricorse ad una nuova
organizzazione di lavoro.
La razionalizzazione degli orari di lavoro
La nuova organizzazione del lavoro richiese la razionalizzazione degli orari di lavoro con la regolamentazione dell'orario. Questo fu possibile grazie alla diffusione degli orologi. In passato gli artigiani fissavano da sé gli orari di lavoro a secondo le ordinazioni che ricevevano, infatti potevano lavorare per giorni interi e poi quando avevano finito si riposavano. Invece i proprietari delle fabbriche inglesi erano molto rigidi sugli orari: venivano concesse due brevi interruzioni per la colazione ed il pranzo. La durata lavorativa era superiore alle 15 ore e venivano pagate solo le ore di lavoro effettive e le ore perdute non venivano pagate. Inizialmente gli orari di lavoro erano scanditi dalle campane delle chiese e dagli orologi pubblici. successivamente i sorveglianti vennero muniti di orologi e registravano le entrate e le uscite. Anche se l'orologio fu inventato nel 1680 diventò di fondamentale importanza con la rivoluzione industriale.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'effetto dell'introduzione delle macchine sui tessitori?
- Come è cambiata l'organizzazione del lavoro con l'evoluzione dell'industria?
- In che modo la razionalizzazione degli orari di lavoro ha influenzato i lavoratori?
L'introduzione delle macchine, come la "navetta volante" e il filatoio meccanico, ha portato a una significativa disoccupazione tra i tessitori, provocando rivolte e attacchi contro queste innovazioni, mentre ha anche contribuito allo sviluppo dell'industria e alla creazione di nuove occupazioni.
Con l'aumento della domanda di prodotti, gli imprenditori hanno dovuto adottare una nuova organizzazione del lavoro, passando da un sistema artigianale a uno più industriale, come evidenziato dal brevetto del maglio di Nasmyth nel 1836, che ha segnato un cambiamento nella gestione degli ordini.
La razionalizzazione degli orari di lavoro ha imposto una maggiore rigidità, con orari di lavoro superiori alle 15 ore e solo brevi pause, sostituendo la flessibilità degli artigiani con un sistema di registrazione delle entrate e uscite, reso possibile dalla diffusione degli orologi durante la rivoluzione industriale.