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Concetti Chiave

  • L'argilla è una roccia sedimentaria composta principalmente da silicato idrato di alluminio e ossido di ferro, facilmente modellabile.
  • Il laterizio, materiale da costruzione artificiale, si ottiene dalla cottura dell'argilla e richiede un processo produttivo articolato in diverse fasi.
  • La preparazione del laterizio include la stagionatura, cernita, macinazione e impasto, per ottenere un impasto omogeneo.
  • La cottura del laterizio avviene in forni Hoffman a temperature comprese tra 900 e 1200°, in un processo lento per evitare fessurazioni.
  • Dopo la cottura, il laterizio viene imballato e confezionato, pronto per la distribuzione e l'uso.

Quali sono la composizione e le caratteristiche dell'argilla?

L’argilla è una roccia sedimentaria composta da silicato idrato di alluminio e ossido di ferro. È facilmente plasmabile e modellabile. I materiali ceramici si dividono in quelli a

1. Pasta porosa: terracotta, laterizi, refrattari

2. Pasta compatta: gres, porcellana, clinker

Quelli a pasta porosa sono facilmente scalfibili, permeabili e soggetti a maggior usura.

Processo produttivo del laterizio

Il laterizio è un materiale da costruzione artificiale ottenuto dalla cottura dell’argilla e fu molto usato anche dai romani. Segue un importante processo produttivo:

1. Estrazione: avviene in cave a cielo aperto poco profonde con dei nastri trasportatori che rimuovono lo strato superficiale di terra alluvionale e procedono allo scavo di argilla sottostante.

2. Preparazione: si ottiene un impasto omogeneo e si divide in 4 fasi:

- Stagionatura: esposizione agli agenti atmosferici ma riparata dalla pioggia

- Cernita: eliminazione delle sostanze estranee

- Macinazione: frantumazione per ottenere la grandezza giusta

- Impasto: formazione della pasta

L’argilla in base alla composizione si può dividere in:

- Argilla grassa: se prevale la parte legante

- Argilla magra: se prevale la parte inerte (più e magra più è difficile lavorarla)

3.

Modellazione e essiccamento

Modellazione: può avvenire in

- Blocchiere: prodotti per stampaggio

- Filiere: prodotti per estrusione, nata nei paesi bassi e molto più economica, per le tegole è più difficile perché i due estremi hanno altezze diverse (viene fatto ruotare)

I prodotti in laterizio hanno l’obbligo di marcatura impressa sul mattone.

4. Essiccamento: il prodotto viene fatto asciugare in essiccatori che tolgono l’acqua in eccesso tramite aria calda di riciclo dai forni

5.

Cottura e stoccaggio del laterizio

Cottura: deve essere lenta per non creare fessure o screpolature. Durante questa fase il mattone perde la sua plasticità e viene cotto in forni Hoffman (a fuoco mobile) a temperature di 900-1050°. Il forno Hoffman è il più diffuso ed è una galleria, a fiamma continua, divisa in 4 parti che cuociono il materiale lentamente.

- 120° l’impasto perde acqua e plasticità

- 120°-700°: si completa la disidratazione e i grani si compattano

- 700°-1200°: si solidifica

- 1200°: si vetrifica

6. Stoccaggio: vengono imballati e confezionati.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali caratteristiche dell'argilla utilizzata nella produzione del laterizio?
  2. L'argilla è una roccia sedimentaria composta da silicato idrato di alluminio e ossido di ferro, facilmente plasmabile e modellabile. Si distingue in pasta porosa, come terracotta e laterizi, e pasta compatta, come gres e porcellana, con i materiali a pasta porosa che sono più soggetti a usura e permeabilità.

  3. Quali sono le fasi principali del processo produttivo del laterizio?
  4. Il processo produttivo del laterizio comprende l'estrazione dell'argilla, la preparazione dell'impasto attraverso stagionatura, cernita, macinazione e impasto, seguita dalla modellazione, essiccamento e infine cottura in forni Hoffman a temperature tra 900-1050°.

  5. Perché è importante la cottura lenta del laterizio?
  6. La cottura lenta è fondamentale per evitare fessure o screpolature nel mattone. Durante questa fase, il materiale perde plasticità e subisce diverse trasformazioni fisiche, dalla disidratazione alla solidificazione, fino alla vetrificazione a 1200°.

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