Concetti Chiave
- Il gruppo del Laocoonte, capolavoro dell'arte ellenistica, rappresenta il sacerdote troiano e i suoi figli aggrediti da serpenti marini in seguito alla loro opposizione al cavallo di Troia.
- Scoperta nel 1506 a Roma, la statua suscitò grande interesse tra gli artisti, grazie alla sua espressività e perfezione anatomica, e fu acquisita da papa Giulio II.
- Durante la sua esposizione al Louvre, la scultura influenzò profondamente il movimento neoclassico, diventando un simbolo di ispirazione artistica.
- Il Laocoonte era originariamente privo del braccio destro, la cui posizione suscitò dibattiti tra studiosi e artisti, inclusa l'opinione di Michelangelo.
- Nel 1906, Ludwig Pollack scoprì il frammento originale del braccio mancante, che fu riapplicato alla statua nel 1957, completandone l'opera.
La lotta di Laocoonte
Un uomo dalla corporatura possente e due giovani adolescenti stanno lottando disperatamente per liberarsi dalla stretta mortale di un lungo serpente. Le tre figure costituiscono il gruppo del Laocoonte ,un capolavoro dell’arte ellenistica. L’opera fa riferimento all’episodio descritto dal poeta Virgilio nell’Eneide, dove si narra che il sacerdote troiano Laocoonte con i suoi due figli, Antifante e Timbro, furono stritolati da due serpenti marini per essersi opposti all’ingresso, nella città di Troia, del cavallo di legno fabbricato dai Greci, scatenando con quest’azione la vendetta della dea Atena.
Riscoperta e risonanza
Probabilmente commissionata per la casa di qualche ricco romano o per l’imperatore Tito, la statua del Laocoonte fu riportata alla luce a Roma nel 1506. Allo scavo, secondo le cronache dell’epoca, assistettero Michelangelo e altre personalità dell’arte e della cultura. La statua fu acquistata da papa Giulio II che, da appassionato classicista, la sistemò nel Giardino del Belvedere, tra la sua raccolta di sculture antiche. La scoperta del Laocoonte ebbe grande risonanza tra gli scultori italiani. L’attenzione si concentrò soprattutto sull’anziano sacerdote per l’accentuata espressività dei gesti e la perfezione della sua anatomia.
Viaggio e ispirazione neoclassica
Con la conquista dell’Italia da parte di Napoleone, nel 1798, la scultura fu trasportata a Parigi ed esposta al Museo del Louvre. Nel 1816, dopo la caduta di Napoleone, il Laocoonte fu riportato in Vaticano. Durante il suo soggiorno in Francia la scultura diventò una delle fonti d’ispirazione del Neoclassicismo.
Il mistero del braccio mancante
Quando il gruppo fu scoperto mancava il braccio destro di Laocoonte. Michelangelo pensò che il braccio fosse piegato dietro la spalla, mentre altri studiosi considerarono più appropriato che il braccio fosse disteso, in un gesto eroico.
Nel 1906 Ludwig Pollack, uno sconosciuto mercante antiquario, riconobbe nella bottega di uno scalpellino il frammento originale del braccio mancante e nel 1957 venne applicato alla statua.
Domande da interrogazione
- Qual è l'episodio mitologico che ha ispirato il gruppo scultoreo del Laocoonte?
- Qual è stata l'importanza della riscoperta del Laocoonte nel contesto artistico del Rinascimento?
- Che fine ha fatto il braccio mancante di Laocoonte e come è stato recuperato?
Il gruppo scultoreo del Laocoonte si ispira all'episodio dell'Eneide di Virgilio, in cui il sacerdote troiano Laocoonte e i suoi due figli vengono stritolati da serpenti marini per essersi opposti all'ingresso del cavallo di legno a Troia, scatenando la vendetta della dea Atena.
La riscoperta del Laocoonte nel 1506 ebbe grande risonanza tra gli scultori italiani, in particolare per l'espressività dei gesti e la perfezione anatomica dell'anziano sacerdote, influenzando notevolmente l'arte del periodo.
Il braccio destro di Laocoonte era mancante al momento della scoperta. Nel 1906, Ludwig Pollack riconobbe il frammento originale del braccio in una bottega, e nel 1957 fu applicato alla statua, completando così l'opera.