Concetti Chiave
- La parola "der Witz" deriva dal verbo "wissen" e ha evoluto significati legati all'intelligenza e alla saggezza nel tempo.
- Nel XVII secolo, l'influenza francese ha portato a un significato di "spirito", mentre nel XVIII secolo "der Witz" ha cominciato a indicare scherzi e comicità.
- La comicità si può ottenere attraverso giochi di parole, sfruttando il doppio senso linguistico, che spesso risulta intraducibile.
- Alcuni esempi di comicità includono l'uso arbitrario di regole grammaticali e la creazione di parole composte inesistenti, che generano effetti esilaranti.
- Errori nell'uso degli articoli determinativi e aggettivi arbitrari possono anche contribuire a creare situazioni comiche, specialmente nei discorsi di stranieri.
Indice
Origine e significato di der Witz
La parola “der Witz” ha alla sua radice il verbo “wissen”. Infatti, in origine era sinonimo di Wissen da cui, in seguito, si è avuto il significato di “Verstand” (= intelligenza, buon senso), Klugheit (= saggezza) e “Schlauheit” (= astuzia). Questo significato si è mantenuto fino ai giorni nostri in alcune parole composte come der Aberwitz (= la follia, l’essere dissennato), Mutterwitz (= innata capacità di giudizio) e nell’aggettivo derivato “aberwitzig (= stolto, assrdo). Nel XVII secolo, sotto l’ influenza francese, significata “esprit”, cioè “Geist”. Il significato di Spott, Scherz appare già nel XVIII secolo, ma è soltanto nell’Ottocento che “der Witz” acquista il significato attuale di “breve storiella comica, scherzo”.
Tecniche linguistiche per la comicità
Ma come si ottiene la comicità, linguisticamente parlando? In numerosi modi
Tra le varie categorie di barzellette, abbiamo quelle che si basano sui giochi di parole, per cui sono intraducibili in altre lingue. Oltre al doppio senso che una parola può contenere e che, per lo più, viene interpreto sul piano sessuale, si può ottenere un effetto comico anche prendendo le parole alla lettera. Si tratta di una tecnica già presente nei testi antichi. In Till Eulenspiegel, il protagonista prende la gente “beim Wort” (= alla lettera). Per esempio, egli ca sul prato “ um sich die Grillen zu vertreiben”, una frase che ha il senso figurato di togliersi i grilli dal capo e quando, per realizzare uno dei suoi scherzi egli deve “das Haus räumen” (= in senso proprio “creare un o spazio, vuotare, portar via”, in senso figurata “andarsene), non esita a portare in strada tutti i mobili, giocando così sul doppio senso del verbo “räumen”.
Esempi di comicità linguistica
Un esempio recente di breve storiella comica che gioca sul doppio senso di un termine In questo caso il verbo “vorstellen “ = mettere in avanti, ma anche raffigurare)
“Bei der Betrachtung eines Denkmals wird die Frage gestellt:
« Was stellt diese Statue vor ?”
“Das rechte (oder linke Bein”
Si può ottenere la comicità anche ricorrendo all’applicazione strana e inesistente di una regola grammaticale
Esempio:
«Die Frau des Franfurters ist eine Frankfurt-am-Mainerin»
Si ottiene la comicità anche ricorrendo a parole composte arbitrarie e inesistenti: “Donaudampfschiffahrtskapitänsgättin” oppure la parola composta “Mantelnachdemwinddrehung”, derivata dalla frase “den Mantel nach dem Wind drehen = regolarsi a seconda del vento che tira
La comicità può essere derivata anche da un uso errato dell’articolo determinati che, come noto sono tre, rispettivamente “der” per il maschile, “die” per il femminile e “das” per il neutro. Questo si verifica soprattutto per i nomi presi in prestito. Di solito, errori di questo tipo sono messi in bocca a stranieri.
Anche l’aggettivo può suggerire effetti comici come per esempio, nel formare comparativi o superlativi del tutto arbitrari. Come esempio, si può riportare questa tecnica con l’aggettivo “deutsch”
«Neulich deutschten au Deutsch vie deutsche Deutschlinge deutschen.»
La comicità si può ottenere anche dall’abbreviazione delle parole:
In der Schule fragt der Pfarrer die Kinder nach ihren Namen: Hans du heisst eigentlich Johannes Seppl Du heisst eigentlich Joseph. Als Kurt drankommt, sagt er gleich Icj ewiss schon eigentlich musste ich Joghurt heissen
(A scuola, il prete chiede ai bambini come si chiamano: "Hans, il tuo vero nome è Johannes." "Seppl, il tuo vero nome è Joseph." Quando è il suo turno, Kurt dice subito: "Lo so, in realtà avrei dovuto chiamarmi Yogurt.")
BN, la targa delle macchine immatricolate a Bonn può essere letta ironicamente come “Berliner Nevenstelle” (= succursale di Berlino”)
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine etimologica della parola "der Witz"?
- Quali tecniche linguistiche possono generare comicità?
- Come si può ottenere comicità attraverso l'uso errato degli articoli?
- Qual è un esempio di comicità basata su un gioco di parole?
- In che modo l'abbreviazione delle parole può risultare comica?
La parola "der Witz" deriva dal verbo "wissen" e originariamente significava "intelligenza" o "buon senso". Questo significato si è evoluto nel tempo, mantenendosi in alcune parole composte e cambiando sotto l'influenza francese nel XVII secolo.
La comicità può essere ottenuta attraverso giochi di parole, doppi sensi, applicazioni strane di regole grammaticali e l'uso di parole composte arbitrarie. Queste tecniche sono state utilizzate fin dai testi antichi, come dimostra il personaggio di Till Eulenspiegel.
L'uso errato degli articoli determinati, specialmente con nomi presi in prestito, può generare effetti comici, spesso messi in bocca a stranieri, creando situazioni divertenti e inaspettate.
Un esempio è la battuta su una statua, dove la domanda "Was stellt diese Statue vor?" viene ironicamente risolta con "Das rechte (oder linke Bein", giocando sul doppio senso del verbo "vorstellen".
L'abbreviazione delle parole può generare comicità, come nel caso in cui un bambino, Kurt, afferma di dover essere chiamato "Yogurt" invece del suo vero nome, creando un effetto umoristico attraverso il gioco di parole.