Concetti Chiave
- Antonio Egas Moniz ha sviluppato tecniche innovative per visualizzare i vasi sanguigni nel cervello, consolidando la sua reputazione nel campo della neurologia negli anni '30.
- La teoria di Moniz sosteneva che alcune malattie mentali fossero causate da un eccessivo ammassamento di cellule nervose, portandolo a sperimentare la lobotomia come trattamento.
- Le prime operazioni di lobotomia condotte da Moniz nel 1935 mostrarono risultati iniziali positivi, con miglioramenti nei sintomi di ansia e depressione, ma anche effetti collaterali significativi.
- Negli Stati Uniti, Walter Freeman adottò e promosse attivamente la lobotomia, portando a un aumento esponenziale delle procedure eseguite tra gli anni '40 e '50.
- La lobotomia iniziò a perdere popolarità negli anni '50 a causa degli effetti collaterali a lungo termine e dell'introduzione di farmaci come il Torazina, che ne ridusse drasticamente l'uso.
L'inizio della carriera di Moniz
Il neurologo portoghese Antonio Egas Moniz (1874-1955) era già conosciuto all'inizio degli anni Trenta per aver affinato alcune tecniche che permettevano ai medici di visualizzare i vasi sanguigni nel cervello, usando tracciati radioattivi. Nel 1935, durante una conferenza internazionale di neurologia, assistette ad una relazione sui lobi frontali del cervello e sugli effetti della loro rimozione negli scimpanzé. Nonostante le smentite di Moniz, è ormai entrato nella storia scientifica l'aneddoto secondo cui proprio gli esperimenti sugli scimpanzé di cui si era parlato a quella conferenza abbiano ispirato lo scienziato nella formulazione dell'idea della lobotomia per il trattamento delle malattie mentali.
Teoria e primi esperimenti
Secondo Moniz, alcune forme di malattie mentali erano causate da una sorta di anormale ammassamento delle cellule nervose, che causavano il blocco degli impulsi neuronali e le conseguenti manie e fissazioni del paziente. Non vi era alcuna evidenza empirica per la sua teoria, ma Moniz continuò in modo determinato i suoi esperimenti, ritenendo che se le fibre nervose che provocavano queste fissazioni morbose potevano essere distrutte, il paziente doveva migliorare. Nel novembre 1935, Moniz e i suoi assistenti svolsero i primi esperimenti chirurgici. Inizialmente effettuarono ripetute iniezioni di alcool nel lobo frontale attraverso fori trapanati nel cranio. Dopo i primi interventi, su sette pazienti, modificarono l'operazione, tagliando il lobo con un filo metallico; quindi non veniva rimosso niente, ma solamente interrotte le connessioni.
Pubblicazione e primi risultati
Nel 1936 Moniz pubblicò i risultati molto positivi delle sue prime 20 operazioni su pazienti che soffrivano di ansia, depressione e schizofrenia. La sua pubblicazione fu ben accolta e sembrò offrire evidenti benefici alla psicochirurgia. Per esempio, la prima paziente risultò essere meno agitata e meno paranoica di quanto fosse prima, sebbene fosse molto apatica e più spenta di quanto Moniz aveva sperato. Negli anni '30 le diagnosi delle gravi malattie mentali stavano migliorando sempre di più, ma non la reale conoscenza delle loro cause o come curarle. I dottori spesso tentavano qualsiasi tipo di trattamento per aiutare i loro pazienti, accettando e utilizzando trattamenti radicali come l'elettroshock e la lobotomia.
Diffusione negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, il neurologo Walter Freeman applicò più volte la lobotomia e la promosse con grande fervore. Dopo un anno dalle pubblicazioni dei risultati di Moniz, aveva effettuato 20 lobotomie. Freeman e i suoi assistenti notarono che in tutti e venti i loro pazienti i sintomi di preoccupazione, apprensione, ansia, insonnia e tensione nervosa, venivano più o meno diminuiti dopo l'operazione. Fu osservato che anche disturbi quali disorientamento, confusione, fobie, allucinazioni, erano diminuiti o addirittura risolti in alcuni pazienti. D'altro canto notarono che i pazienti perdevano la spontaneità, e la loro personalità risultava modificata. Nel 1942 fu pubblicato anche un libro che ebbe grande influenza negli anni successivi, portando il numero delle lobotomie effettuate da 100, nel 1946, a 5.000, nel 1949. In quest'anno Moniz vinse il premio Nobel in fisiologia e medicina.
Declino della lobotomia
La popolarità della lobotomia diminuì sempre più negli anni Cinquanta e oltre. Con l'osservazione, a lungo termine, dei pazienti lobotomizzati fu evidente che vi erano pesanti effetti collaterali. L'uso del nuovo farmaco Torazina, il primo tranquillante, ha drasticamente ridotto l'uso della lobotomia.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'ispirazione di Moniz per la lobotomia?
- Qual era la teoria di Moniz riguardo alle malattie mentali?
- Quali furono i risultati iniziali delle operazioni di lobotomia di Moniz?
- Come si diffuse la lobotomia negli Stati Uniti?
- Perché la lobotomia iniziò a declinare negli anni Cinquanta?
Moniz fu ispirato dagli esperimenti sugli scimpanzé presentati durante una conferenza nel 1935, nonostante le sue smentite riguardo a tale aneddoto.
Moniz sosteneva che alcune malattie mentali fossero causate da un anormale ammassamento delle cellule nervose, che bloccava gli impulsi neuronali, portando a manie e fissazioni.
Nel 1936, Moniz pubblicò risultati positivi da 20 operazioni, evidenziando miglioramenti nei sintomi di ansia, depressione e schizofrenia, sebbene alcuni pazienti mostrassero apatia.
Negli Stati Uniti, Walter Freeman promosse la lobotomia, effettuando 20 interventi in un anno e osservando una diminuzione dei sintomi nei pazienti, ma anche cambiamenti nella loro personalità.
La lobotomia cominciò a declinare a causa degli effetti collaterali a lungo termine osservati nei pazienti e dell'introduzione di farmaci come la Torazina, che ridussero drasticamente il suo utilizzo.