L’acquisizione di risorse finanziarie dall’ambiente
Introduzione
Una qualsiasi azienda deve acquisire risorse finanziarie che consentano di appropriarsi di beni e servizi necessari all'esercizio dell'attività economica ed al raggiungimento del fine del soddisfacimento dei bisogni umani. L'acquisizione di tali risorse avviene non solo in fase di costituzione dell'unità aziendale, ma anche in quella operativa. Qualunque sia il momento in cui ciò si verifica, tale fatto si concretizza in un’operazione di gestione esterna fra azienda e finanziatori detti “erogatori di risorse finanziarie”.
Le risorse finanziarie che si configurano come “mezzi propri”
Al momento della costituzione dell'unità economica i soci si impegnano, in sede contrattuale, a destinare durevolmente all'attività aziendale una quota di capitale che può essere costituita da conferimenti in denaro e/o in natura.
I conferimenti in denaro
La sottoscrizione del patrimonio di costituzione della S.p.A. da parte degli azionisti genera un diritto a ricevere valore, in questo caso di natura monetaria, che comporta l'accezione, nella "sezione Dare", del conto intestato ai soggetti verso cui l'unità economica vanta tale credito (Azionisti c/sottoscrizioni). Al contempo si rileva contabilmente la fonte delle risorse finanziarie configuranti il capitale azionario.
Il versamento dei tre decimi vincolati delle quote di capitale sottoscritte genera un flusso finanziario in entrata la cui intensità è registrata nella "sezione Avere" del conto "Azionisti c/sottoscrizioni" e nella "sezione Dare" di quello intestato allo stock attivo effettivo costituito dalle risorse monetarie che rimangono vincolate in un deposito bancario fino all'effettiva registrazione della società nel registro delle imprese.
Dopo l’istituzione della società, gli amministratori procedono a ritirare i decimi vincolati ed a depositarli in un nuovo conto corrente.
Opzioni in caso di mancato versamento
- Le azioni vengono proposte agli altri Azionisti
- Le azioni vengono proposte a nuovi soggetti
- Il Capitale azionario viene ridotto (purché non scenda sotto il limite di Legge Art. 2327 C.c.: 50.000 Euro (D. Lgs. 91/2014 cosiddetto Decreto Competitività))
L’acquisizione da terzi di risorse finanziarie
Le risorse finanziarie derivanti dai "mezzi propri" e dall’autofinanziamento non sono sufficienti per il raggiungimento dell'obiettivo aziendale e per tale ragione si rende necessario il ricorso a finanziamenti attinti da terzi finanziatori i quali devono essere rimborsati nei modi e tempi previsti contrattualmente. Agli enti erogatori spetta uno specifico compenso, detto interesse, come remunerazione del servizio reso all'azienda.
I finanziamenti acquisiti da terzi si distinguono secondo il criterio della crescente esigibilità, ossia in base alla maggior “pressione” alla restituzione, in:
- Obblighi finanziari esigibili oltre l'anno (debiti consolidati)
- Obblighi finanziari esigibili entro l'anno (debiti correnti)
I debiti consolidati sono rappresentati, tipicamente, da mutui passivi e da prestiti obbligazionari emessi da S.p.A.
I mutui passivi
Il mutuo rappresenta una tipica forma di finanziamento a medio-lungo termine concesso da un istituto di credito ad un'azienda solitamente a fronte di un determinato piano di investimento. Il prestito è assistito da garanzie reali (ipoteche su beni di proprietà dell'azienda finanziata) e/o da garanzie personali (fideiussioni da parte di terzi). Il rimborso di tale forma di finanziamento avviene secondo un "piano di ammortamento" contrattualmente concordato dalle parti.
La contrazione di un mutuo è preceduta da una fase di istruttoria durante la quale l'istituto di credito esamina il grado di affidabilità dell'azienda; il notaio procede ad attestare l'iscrizione dell'ipoteca sui beni di proprietà dell'unità economica in questione o di altra garanzia prevista dal contratto di mutuo.
L'ammontare complessivo delle spese di istruttoria, di quelle notarili e di commissioni varie costituiscono una immobilizzazione immateriale (Costi da ammortizzare per contrazione mutui passivi) il quale deve essere opportunamente ammortizzato a fine esercizio per la determinazione del risultato economico di esercizio.
I prestiti obbligazionari
Un'altra forma di acquisizione di risorse finanziarie da terzi alla quale possono ricorrere esclusivamente le società per azioni o in accomandita per azioni, è il prestito obbligazionario.
Si tratta di una tipologia di indebitamento a medio-lungo termine caratterizzato dall'emissione, nel mercato finanziario, di titoli (obbligazioni) il cui valore nominale rappresenta una quota del capitale di credito concesso all'azienda emittente dai risparmiatori (obbligazionisti) che sottoscrivono i titoli medesimi.
L'emissione del prestito obbligazionario avviene, previa delibera dell'assemblea straordinaria che decide la durata, il saggio di interesse da corrispondere, le modalità di rimborso ed il prezzo dei titoli da emettere.
Per valore corrente si intende il valore di mercato delle obbligazioni, il cui valore aumenta al diminuire della data di rimborso.
L'emissione delle obbligazioni può avvenire nelle seguenti modalità:
- Alla pari: il prezzo di emissione coincide con il valore nominale
- Sotto la pari: il prezzo di emissione è inferiore al valore nominale (per invogliare a sottoscrivere)
- Sopra la pari: il prezzo di emissione è superiore al valore nominale
Alcune obbligazioni consentono al sottoscrittore di optare, in luogo del rimborso del valore nominale, per la conversione dei titoli in azioni dell'azienda emittente il prestito (conversione diretta) o di altra unità economica (conversione indiretta).
La sottoscrizione di un prestito obbligazionario genera uno stock passivo rappresentato dal debito consolidato verso gli obbligazionisti (Prestito obbligazionario) ed, al contempo, uno stock attivo la cui intensità corrisponde al valore di emissione del finanziamento (Obbligazionisti c/sottoscrizioni).
L’emissione di obbligazioni sotto la pari genera un "Disaggio di emissione" che s'iscrive nell'aggregato D) Ratei e risconti con separata indicazione del disaggio su prestiti nell'Attivo dello Stato Patrimoniale. In caso di emissione sopra la pari, invece, avremo un “Aggio di emissione”. Sia l’agio di emissione che il disaggio rappresentano una immobilizzazione immateriale da ammortizzare a fine esercizio. Lo storno avviene a quote costanti per la durata del prestito obbligazionario (Quota di amm.to disaggio di emissione A Disaggio di emissione).
La “conversione” in valore economico delle risorse finanziarie disponibili
Introduzione
Questo capitolo analizza le modalità di conversione delle risorse monetarie nelle immobilizzazioni materiali e immateriali, effettuando una distinzione tra:
- Elementi del patrimonio a carattere durevole: rappresentati da beni ad utilizzo pluriennale, anche detti beni a fecondità ripetuta od a lento rigiro; essi, di fatto, si esauriscono solo attraverso l'uso continuato nel tempo
- Fattori di attivazione del patrimonio: beni ad utilizzo annuale, anche detti a fecondità semplice od a veloce rigiro
- Servizi: risorse destinate all'attivazione della struttura
L'azienda trasforma le risorse finanziarie in precedenza acquisite in elementi patrimoniali, beni e servizi, entrando in contatto con i "fornitori": a fronte di un flusso economico in entrata (beni e/o servizi), l'azienda corrisponde un correlato flusso finanziario in uscita.
I costi sostenuti per l’acquisto di fattori “durevoli”
Le immobilizzazioni immateriali
Le immobilizzazioni materiali sono beni a fecondità ripetuta di natura tangibile. Esse sono costituite tanto da beni immobili che da beni mobili durevoli. In base all'art. 2426 del Codice Civile, le immobilizzazioni materiali devono essere iscritte in bilancio:
- Al costo di acquisto, se di origine esterna, o nel caso di conferimento di beni
- Al costo di produzione, se di origine interna
Nel costo di acquisto devono essere computati anche i costi accessori (es: le spese notarili per gli immobili, le spese di trasporto, di installazione e di collaudo per gli impianti ed i macchinari, le spese di progettazione, trasporto ed installazione per le attrezzature industriali e commerciali). Il costo di produzione, invece, è relativo alla fabbricazione interna di immobilizzazioni e comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto, quali spese di progettazione, manodopera diretta, materiali utilizzati, etc.
Le immobilizzazioni materiali, inoltre, devono essere iscritte al netto delle rettifiche per ammortamenti e svalutazioni, oppure a valori di costo di acquisizione, incrementato dagli oneri di diretta imputazione, con l'evidenziazione del corrispondente fondo di ammortamento a sua rettifica.
Modalità di acquisizione delle immobilizzazioni
Le modalità comuni di acquisizione della suddetta categoria di immobilizzazioni sono:
- Acquisto in senso stretto: prevede l'entrata in possesso del bene da parte dell'azienda a fronte del sorgere di un debito nei confronti dei fornitori al quale, contestualmente od in un momento successivo, seguirà un'uscita di denaro. Ove un'immobilizzazione materiale sia acquistata esternamente, l'iscrizione della stessa in bilancio deve avvenire al costo di acquisto, comprensivo dei costi accessori. La registrazione al Libro Giornale, può avvenire seguendo due modalità:
- Utilizzo di un unico conto, mediante la cumulazione diretta dei costi accessori con il costo principale di acquisto
- Utilizzo di un conto di transito acceso ai costi accessori, immediatamente chiuso al conto relativo al bene acquistato
L'acquisto di immobilizzazioni materiali risulta soggetto alla cosiddetta "Imposta sul Valore Aggiunto" fatta eccezione per i casi di acquisto di beni da privati e di terreni non suscettibili di uso edificatorio. L'Imposta sul Valore Aggiunto è un'imposta indiretta che colpisce cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nell'arco di un determinato periodo temporale. L'IVA non costituisce un costo bensì un credito nei confronti dello Stato.
- Conferimento in natura
- Costruzione interna ("in economia"): la costruzione all'interno dell'azienda risponde generalmente a motivazioni di convenienza
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