Concetti Chiave
- Kierkegaard distingue tra due stadi di scelta: l'estetico, focalizzato sul piacere, e l'etico, orientato alla costruzione di sé.
- L'esteta vive nell'attimo, con una personalità fragile e influenzata da fattori esterni, mentre l'etico possiede stabilità e memoria del passato.
- L'etico gestisce il piacere, decidendo quando e quanto soddisfarlo, a differenza dell'esteta che è succube del momento.
- Il centro dell'esteta è esterno, mentre l'etico trova la felicità nelle proprie scelte e nel controllo su se stesso.
- L'etico si concentra sullo sviluppo personale e sull'equilibrio, relazionandosi in modo concreto con la società e influenzando gli altri.
La scelta tra estetico ed etico
Nell'opera intititolata “Aut Aut” l’autore Kierkegaard afferma che la scelta si configura in due diversi stadi: quello estetico e quello etico. Egli inizialmente afferma che chi vive nella concezione estetica ha come fine principale ed ultimo il piacere e il godimento.
Caratteristiche dell'esteta e dell'etico
La sua personalità dunque è variabile, fragile ovvero si colloca nello stato d’animo e dipende dall'umore e dalle emozioni del momento, non è stabile nel tempo e dipende da fattori principalmente esterni. La caratteristica principale dell'esteta è pertanto l'attimo. Anche l'etico conosce e riconosce gli stati d'animo e le passioni che possono presentarvisi, ma quest'ultimi non sono la cosa principale poiché egli non ha come fine principale quello del godimento bensì la costruzione di sé e della sua esperienza; si denota quindi più un aspetto della saggezza.
Il dominio del piacere e la costruzione di sé
Egli dunque a differenza dell’esteta, che vive l'attimo fino in fondo e ha un obiettivo a breve termine, non è soggetto al momento ma ha memoria dei passato e si costruisce la propria esperienza nel tempo. Inoltre, l’etico padroneggia il piacere, ovvero non lo nega e ignora perché altrimenti si riaccenderebbe con più forza, ma riesce a gestirlo e decide quando e quanto soddisfarlo al contrario dell’esteta che è succube del momento, non pone troppi limiti.
Il centro dell'esteta e dell'etico
Pertanto l’esteta ed l’etico si differenziano principalmente per la dimensione temporale e per la capacità di dominare Il piacere. Inoltre, è utile considerare che il centro dell’esteta è nella periferia e non in sé stesso, poiché la sua felicità dipende da fattori esterni.
Al contrario il centro dell’etico è in sé stesso in quanto la felicità dipende dalle sue scelte e si fa meno condizionare dall’ambiente esterno.
L'indeterminatezza dell'esteta e la determinatezza dell'etico
L'indeterminatezza dell’esteta si contrappone alla determinatezza dell’etico, il quale pone attenzione a se stesso come individuo che ha determinate doti, abitudini, passioni, inclinazioni che lui determina in base ad un'analisi interiore. Egli ha come obiettivo quello di darsi delle priorità, di allenarsi a sviluppare delle qualità, appassionarsi a ciò che lo aiuta a crescere, infiammarsi verso le sue inclinazioni moderando però gli eccessi e gli impulsi negativi per raggiungere un equilibrio nell'anima. Infine, l'etico nonostante sia concentrato su se stesso, non è una persona astratta, bensì piuttosto concreta, ma si pone come modello poiché agisce indirettamente sulla società, relazionandosi ed educando le persone che gli stanno attorno, denotando un aspetto più riflessivo.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra la concezione estetica e quella etica secondo Kierkegaard?
- Come si caratterizza la personalità dell'esteta rispetto a quella dell'etico?
- In che modo l'etico gestisce il piacere rispetto all'esteta?
- Qual è il ruolo dell'indeterminatezza nell'esteta e della determinatezza nell'etico?
La principale differenza risiede nel fine ultimo: l'esteta cerca il piacere e il godimento immediato, mentre l'etico si concentra sulla costruzione di sé e sulla saggezza, ponendo attenzione alla propria esperienza nel tempo.
L'esteta ha una personalità variabile e fragile, influenzata da fattori esterni e dal momento presente, mentre l'etico è più stabile, in quanto si basa su una memoria del passato e su scelte consapevoli.
L'etico non nega il piacere, ma lo gestisce con consapevolezza, decidendo quando e quanto soddisfarlo, mentre l'esteta è succube del momento e non pone limiti al suo godimento.
L'esteta vive nell'indeterminatezza, senza un obiettivo chiaro, mentre l'etico si concentra sulla propria crescita personale, stabilendo priorità e moderando gli eccessi per raggiungere un equilibrio interiore.