Concetti Chiave
- Kierkegaard considera la fede nel cristianesimo come un'ancora di salvezza, essenziale per affrontare l'angoscia e per la comprensione dell'esistenza.
- Critica la cristianità del suo tempo, ritenendola superficiale e incapace di fornire una vera testimonianza della fede a causa della sua natura mondana.
- Il singolo è al centro del pensiero di Kierkegaard, evidenziando l'importanza della salvezza individuale e della responsabilità personale nel destino escatologico.
- La sua filosofia si oppone a Hegel, sostenendo che il singolo è superiore alla specie e che la filosofia deve essere una riflessione soggettiva, non una scienza oggettiva.
- Kierkegaard descrive tre stadi dell'esistenza: vita estetica, vita etica e vita religiosa, sottolineando che i primi due non possono essere conciliati in una sintesi finale.
La fede secondo Kierkegaard
Un’altra caratteristica del pensiero di Kierkegaard è la fede: solo nel cristianesimo egli vede un’ancora di salvezza, in quanto esso insegna l’unica vera dottrina dell’esistenza, ma anche perché con l fede l’uomo può sottrarsi all’angoscia.Kierkegaard polemizza contro la cristianità del suo tempo, scagliandosi in particolare contro un vescovo danese, accusato di irreligiosità: un vescovo che vive una vita mondana (e non in povertà) non può essere un testimone della verità.
Il cristianesimo, inoltre, non è cultura, poiché privo di raffinatezza e conoscenza.
Infine, la cristianità attuale è superficiale, poiché attribuisce alla religione una funzione meramente consolatoria.
Il singolo e l'esistenza
Nel “Continente dell’esistenza” Kierkegaard individua il singolo come categoria dell’esistenza. Si parla di singolo a partire dal Cristianesimo, che si fonda sulla salvezza individuale e sul concetto di uomo libero, responsabile del proprio destino escatologico.
Pertanto, l’esistenza è la realtà singolare che resta fuori dal concetto.
Inoltre, il singolo è la categoria attraverso cui passano il tempo, la storia e l’umanità.
L'antihegelismo di Kierkegaard
Su queste tematiche si basa l’antihegelismo di Kierkegaard, che rimprovera a Hegel:
1.la mentalità pagana, ossia la tendenza a ritenere la specie più importante del singolo; questo vale solo per il genere animale, mentre nel caso del genere umano il singolo è superiore alla specie
2.la concezione della filosofia come scienza oggettiva, cui Kierkegaard contrappone la filosofia come riflessione soggettiva in cui il singolo è coinvolto (e non assorbito e dissolto nella Ragione)
3.la scissione tra speculazione e vita; per Kierkegaard la speculazione irreale non ha senso perché non tiene conto dell’uomo concreto
4.la tendenza a mediare o conciliare le i possibili dell’esistenza nella continuità di un unico processo dialettico. Per Kierkegaard il mondo concreto è fatto di opposizioni
5.il panteismo idealistico, ovvero la volontà di identificare uomo e Dio; per Kierkegaard essi sono separati da un abisso incolmabile.
Gli stadi dell'esistenza
Gli stadi dell’esistenza sono i 3 modi fondamentali di vivere e concepire l’esistenza. I primi due, la VITA ESTETICA e la VITA ETICA, vengono presentati nell’opera Aut-Aut, il terzo, la VITA RELIGIOSA, nell’opera Timore e tremore.
In Aut-Aut, Kierkegaard esprime la volontà di superare l’hegelismo (pur partendo da una tematica prettamente hegeliana quale il rapporto finito-infinito): infatti i primi due stadi dell’esistenza non possono hegelianamente addizionarsi (et-et) e dialetticamente conciliarsi in una sintesi finale, poiché sono alternative autoescludentesi, separate da un abisso incolmabile.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della fede nel pensiero di Kierkegaard?
- Come si distingue il singolo nell'esistenza secondo Kierkegaard?
- Quali sono gli stadi dell'esistenza descritti da Kierkegaard?
La fede è vista da Kierkegaard come l'unica vera salvezza, poiché permette all'uomo di sottrarsi all'angoscia e rappresenta la dottrina dell'esistenza. Egli critica la cristianità del suo tempo, ritenendola superficiale e meramente consolatoria.
Kierkegaard considera il singolo come la categoria fondamentale dell'esistenza, sottolineando che il Cristianesimo si basa sulla salvezza individuale e sulla responsabilità del singolo nel proprio destino escatologico, contrapposto alla mentalità collettiva.
Kierkegaard identifica tre stadi fondamentali dell'esistenza: la VITA ESTETICA, la VITA ETICA e la VITA RELIGIOSA. I primi due stadi sono presentati in "Aut-Aut" e sono alternativi e autoescludentesi, mentre il terzo stadio è esplorato in "Timore e tremore".