Concetti Chiave
- Kierkegaard, in Aut-Aut, afferma che alcune opposizioni nella vita non possono essere mediate, richiedendo una scelta tra vita etica e vita estetica.
- La vita estetica si basa sulla ricerca del piacere e del godimento immediato, rappresentata dalla figura di Don Giovanni, ma porta inevitabilmente alla disperazione.
- La scelta della vita etica implica impegno e responsabilità, simboleggiata da Guglielmo, e rappresenta un tentativo di superare la disperazione della vita estetica.
- La vita religiosa, descritta in Timore e tremore, è caratterizzata da timore e contrasti, dove l'uomo si affida completamente a Dio, simboleggiata da Adamo pronto a sacrificare Isacco.
- Kierkegaard rinuncia a un futuro pastorale, ritenendo che la vera religione vada oltre l'apparenza esteriore, affrontando il peccato e il senso di colpa.
Kierkegaard e l'opposizione irrisolvibile
Nello scritto Aut-Aut del 1843, Kierkegaard imposta il suo pensiero su basi diverse rispetto ad Hegel. Mentre il pensiero di Hegel cerca di mediare tutte le opposizioni, Kierkegaard sottolinea che nella vita ci sono delle opposizioni che non possono essere oggetto di mediazione, né tanto meno risolte con una sintesi. Esse rimangono come tali ed impongono una scelta, negativa o positiva. Di questo tipo è l’opposizione fra vita etica e vita estetica
La vita estetica e la disperazione
La vita estetica è caratterizzata dalla ricerca del piacere e del godimento dell’attimo presente. Il simbolo della vita estetica è Don Giovanni, dell’opera di Mozart, che seduce migliaia di donne, senza amarne veramente nessuna. Colui che conduce una vita estetica, lo fa per sfuggire alla noia, ma, poiché non riesce mai completamente a raggiungere il proprio obiettivo, egli precipita nella disperazione. La vita estetica, che ricorda la figura del Faust di Hegel, ci richiama probabilmente alla vita dissipata tenuta in gioventù da Kierkegaard.
La scelta della vita etica
Precipitato nella disperazione, l’uomo può cercare di risalire la china scegliendo la vita etica. La vita etica è caratterizzata dall’impegno e dal rispetto verso i doveri familiari e professionali. Il simbolo della vita etica è Guglielmo, il protagonista del romanzo di Goethe (Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister), marito fedele e funzionario onesto. Questa fase della vita trova riscontro nel periodo della vita di Kierkegaard in cui egli decise di fidanzarsi e di dedicarsi ala carriera ecclesiastica.
La transizione alla vita religiosa
Nemmeno la vita estetica dà all’uomo l’occasione di raggiungere la piena soddisfazione perché esso porta, comunque, sempre il peso del peccato contro Dio ed un diffuso senso di colpa. E’ per questo motivo che probabilmente Kierkegaard ruppe il suo fidanzamento e rinunciò a diventare pastore della Chiesa luterana danese, in quanto era convinto che ciò rappresentasse soltanto il lato esteriore della religione. Egli passa, allora, ad un’altra fase della vita: la vita religiosa che descrive nell’opera Timore e tremore, pubblicata nel 1843. In questo libro, egli sostiene che la vera religione non dà sicurezza ed è piena di contrasti; essa è soltanto basata su timore e sul tremore perché l’uomo si trova solo davanti a Dio, ha paura della giustizia divina e con un atto di vede, abbandona la ragione e si rimette totalmente a Dio. Il simbolo della vita religiosa è Adamo. Questo personaggio biblico è disposto a sacrificare il proprio figlio Isacco pur di obbedire a Dio, da cui, proprio per questo motivo, viene salvato.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra il pensiero di Kierkegaard e quello di Hegel?
- Come viene descritta la vita estetica secondo Kierkegaard?
- Qual è il simbolo della vita etica e quali valori rappresenta?
- Cosa caratterizza la transizione di Kierkegaard verso la vita religiosa?
Kierkegaard si oppone all'idea di Hegel di mediare le opposizioni, sostenendo che alcune di esse, come quella tra vita etica e vita estetica, non possono essere risolte e richiedono una scelta.
La vita estetica è caratterizzata dalla ricerca del piacere e dal godimento dell'attimo presente, simboleggiata da Don Giovanni, ma porta inevitabilmente alla disperazione poiché non consente di raggiungere una vera soddisfazione.
Il simbolo della vita etica è Guglielmo, protagonista del romanzo di Goethe, che incarna l'impegno e il rispetto verso i doveri familiari e professionali, rappresentando una scelta consapevole rispetto alla vita estetica.
La vita religiosa, descritta in "Timore e tremore", è caratterizzata dall'assenza di sicurezza e dalla presenza di contrasti, dove l'uomo si confronta con la giustizia divina e si abbandona totalmente a Dio, simboleggiato da Adamo, disposto a sacrificare il figlio Isacco.