Concetti Chiave

  • L'esistenzialismo si focalizza sull'individuo, la libertà e la responsabilità nella creazione del significato della vita.
  • Kierkegaard vive una vita travagliata, segnata da disagi e un'educazione severa che influisce sulla sua filosofia.
  • La filosofia di Kierkegaard contrasta con quella di Hegel, privilegiando l'esistenza concreta dell'individuo rispetto all'astrazione.
  • Kierkegaard identifica tre possibilità esistenziali: vita estetica, vita etica e la disperazione che ne deriva.
  • La vita estetica è caratterizzata dalla ricerca di piacere immediato, mentre quella etica implica impegno e responsabilità nella scelta.

(1918/1945 con fioritura dal ’45 al ’68)

Corrente filosofica che si concentra sull'individuo, la sua libertà e la responsabilità nella creazione del proprio significato nella vita.

Vera e propria atmosfera culturale: si pone come un’espressione artistica con caratteristiche in comune

Gli aderenti all’esistenzialismo si trovavano nel café de flor/de magó -> indossavano costumi tipici che li rendeva noti allo sguardo e riconoscibili.

Tratti esistenzialisti si possono trovare in vari pensatori.

Indice

  1. Qual è la vita di Kierkegaard?
  2. Incontri e relazioni di Kierkegaard
  3. Filosofia di Kierkegaard
  4. Le tre possibilità esistenziali

Qual è la vita di Kierkegaard?

Esistenza travagliata e caratterizzata da una serie di disagi per Kierkegaard. (lui pensa che siano punizioni divine per peccati precedentemente commessi) e vita priva di grandi avvenimenti -> infanzia infelice di una figura fragile

Vita descritta come una sproporzione tra anima (vivace) e corpo (fragile)

Durante la sua vita ricevette un’educazione severa e profondamente religiosa -> di carattere luterano

Durante la sua vita sviluppa sensi di colpa -> dice molto spesso di sentire, durante la sua esistenza, come un pungolo nella carne, cioè come un tormento che lo accompagna costantemente che è difficile da comprendere .

Si dedica a studi di filosofia e teologia.

Incontri e relazioni di Kierkegaard

A un certo punto della sua vita conosce Regine Olsen -> insieme conducono una vita tranquilla borghese, ma quando arriva il momento di concretizzare ancora di più il suo progetto di vita, si tira indietro, lasciandola. Da qui si capisce come il carattere di questa figura sia rimasto debole anche in età adulta.

Per lui scrivere è come vivere -> chi scrive deve identificarsi con quello che deve trasmettere. Così, inizia una nuova fase di produzione di Kierkegaard, caratterizzata dalla diversità rispetto ai filosofi a lui contemporanei, in quanto sostiene che essi non siano capaci di rendere coerente la loro esistenza con ciò che vogliono trasmettere.

  • Aut aut.
  • Timore e tremore.
  • Il concetto dell’angoscia.
  • La malattia mortale.

Filosofia di Kierkegaard

Secondo lui, la filosofia può essere vista in due modi:

  1. Qualcosa che riguarda la singola esistenza dell’individuo, con la sua vita concreta.
  2. Qualcosa di astratto di cui si può fare a meno.

Dunque, la filosofia di Kierkegaard è il contrario di quella di Hegel ed è una filosofia semplice, che si occupa di domande elementari ma allo stesso tempo fondamentali e incentrata sul singolo. Per Kierkegaard è fondamentale conoscere le differenti possibilità esistenziali -> è fondamentale scegliere un’esistenza che si vuole condurre, ma farlo usando la conoscenza: questo significa vivere.

Le tre possibilità esistenziali

Nella sua opera più famosa, Kierkegaard parla delle 3 possibilità esistenziali attraverso cui l’individuo è libero di scegliere di sviluppare la propria esistenza.

Vita estetica: tipica di chi preferisce una vita “facile”, mascherata dietro alle continue fughe e passaggi da una possibilità all’atra, senza che niente di concreto si concluda mai: questo genera noia: ripetersi dell’identico nel diverso.

È la vita tipica del Dongiovanni, che conduce un’esistenza amorale: egli è alla costante ricerca della bellezza, del piacere e della seduzione preferendo un appagamento immediato piuttosto che uno duraturo; inoltre, facendo così, non compie mai una vera e propria scelta ma lascia che siano gli altri a compiere questa scelta per lui e così egli stesso perde di identità (lasciandola, appunto, decidere agli altri) -> ciò porta a disperazione

Vita etica: tipica di chi preferisce una vita meno facile, caratterizzata dall’obbligo di fare una scelta (alternativa alla disperazione). Questo significa avere il coraggio di compiere un salto netto verso una dimensione completamente diversa dell’autodeterminazione, dell’impegno e della responsabilità che permeano la vita.

È la vita tipica del giudice o del marito, che scelgono un impegno nel confronto degli altri, non negoziabile: soltanto impegnandosi in una scelta con serietà e autenticità e mantenendo fede si acquisisce un’identità, permettendoci di essere davvero liberi.

La disperazione, però, arriva anche nella vita etica -> proprio perché l’uomo è così tanto libero, si rende conto dei suoi limiti e prova un senso di colpa per la sua inadeguatezza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il focus principale della filosofia esistenzialista di Kierkegaard?
  2. La filosofia di Kierkegaard si concentra sull'individuo, la sua libertà e responsabilità nella creazione del proprio significato nella vita, contrapposta a visioni più astratte come quella di Hegel.

  3. Come si manifesta la vita di Kierkegaard e quali influenze ha subito?
  4. La vita di Kierkegaard è caratterizzata da un'infanzia infelice e da un'educazione severa e religiosa, che ha contribuito a sviluppare in lui un forte senso di colpa e una percezione di angoscia costante.

  5. Quali sono le tre possibilità esistenziali descritte da Kierkegaard?
  6. Le tre possibilità esistenziali sono: la vita estetica, caratterizzata dalla ricerca del piacere immediato; la vita etica, che implica responsabilità e impegno; e una terza dimensione che non viene esplicitamente menzionata nel testo, ma che si può dedurre come una vita autentica e consapevole.

  7. In che modo Kierkegaard differenzia la vita estetica dalla vita etica?
  8. La vita estetica è caratterizzata da una ricerca di piacere e bellezza senza impegno, portando alla disperazione, mentre la vita etica richiede scelte consapevoli e responsabilità, permettendo di acquisire un'identità autentica.

  9. Qual è il significato del concetto di "disperazione" nella filosofia di Kierkegaard?
  10. La disperazione è vista come una conseguenza della libertà dell'individuo, che, rendendosi conto dei propri limiti e delle proprie inadeguatezze, prova un profondo senso di colpa, anche nella vita etica.

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