Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'unico antidoto alla disperazione, secondo Kierkegaard, è la fede in Dio, che permette di superare la ragione e riconoscere la speranza nell'onnipotenza divina.
  • La disperazione deriva dal rapporto del singolo con se stesso e si manifesta come un senso di impossibilità, a differenza dell'angoscia che è legata alla possibilità.
  • Guardando al proprio io, l'individuo si scopre nullità e può scegliere di realizzarsi confrontandosi con la propria limitatezza o di rifiutarsi, affrontando un'impossibilità ancora più grande.
  • Entrambe le scelte portano l'individuo a una condizione di malattia mortale, dopo aver affrontato il proprio fallimento.
  • La fede è vista come un paradosso e uno scandalo, poiché richiede di accettare ciò che la ragione non può dimostrare e di superare le leggi della natura.

• Qual è l’unico antidoto possibile alla disperazione?

Qual è l'antidoto alla disperazione?

L’unico antidoto alla disperazione, per Kierkegaard, è la fede, la fede in Dio, in quanto in Lui tutto è possibile. Essa è l’atteggiamento di colui che cerca se stesso senza illudersi della propria autosufficienza, bensì riconoscendo la speranza nell’onnipotenza di Dio, e di conseguenza va oltre la ragione. Nessuna forma del pensiero religioso è riconducibile alla categoria dell’Intelletto: la fede è perciò paradosso, perché chiede di accettare ciò che la ragione non può dimostrare, ed è scandalo, in quanto chiede di superare la legge della natura.

• Cosa si intende per disperazione?

Origine della disperazione

La disperazione ha origine secondo Kierkegaard nel rapporto del singolo con se stesso e, contrariamente all’angoscia che è determinata dalla coscienza della possibilità, questa sembra nascere dal senso dell’impossibilità.

L’essere, guardando il proprio io, si scopre nullità e può scegliere di volere o non volere se stesso: nel primo caso, l’individuo che sceglie di realizzarsi fino in fondo si trova necessariamente a confronto con la propria limitatezza; nel secondo, invece, l’individuo rifiuta se stesso e si imbatte in una impossibilità ancora più grande.

In entrambi i casi il singolo sarà afflitto dalla malattia mortale, dopo aver affrontato il proprio fallimento.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'unico antidoto alla disperazione secondo Kierkegaard?
  2. L'unico antidoto alla disperazione è la fede in Dio, che permette di riconoscere la speranza nell'onnipotenza divina e di andare oltre la ragione, accettando ciò che non può essere dimostrato (testo).

  3. Come si definisce la disperazione secondo Kierkegaard?
  4. La disperazione è definita come un sentimento che nasce dal rapporto del singolo con se stesso, caratterizzato da un senso di nullità e impossibilità, a differenza dell'angoscia, che è legata alla coscienza della possibilità (testo).

  5. Quali sono le conseguenze della scelta dell'individuo riguardo a se stesso?
  6. L'individuo può scegliere di realizzarsi, confrontandosi con la propria limitatezza, o rifiutarsi, incorrendo in un'impossibilità ancora più grande, portando entrambi i casi a una malattia mortale dopo aver affrontato il proprio fallimento (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community