Concetti Chiave
- Immanuel Kant nasce in una famiglia di artigiani e riceve un'educazione pietista, che influisce sul suo sviluppo filosofico e personale.
- Dopo la morte dei genitori, Kant lavora come precettore e solo a 46 anni diventa professore di logica e metafisica, distinguendosi come un importante docente universitario.
- Pubblica tra il 1781 e il 1790 le tre Critiche, che affrontano i fondamenti della sua filosofia e lo rendono noto a livello europeo.
- Dopo la rivoluzione francese, subisce una censura per le sue idee, costringendolo a non trattare temi religiosi e limitando la sua libertà intellettuale.
- Kant trascorre gli ultimi anni della sua vita affrontando una crescente impotenza intellettuale e problemi di memoria, impedendogli di completare la sua opera filosofica.
Qual è l'infanzia e formazione di Kant?
E soprattutto sul piano del pensiero, della elaborazione teorica, che si svolge l’esistenza di Immanuel Kant. Nasce da una modesta famiglia di artigiani, ed è il quarto di 11 figli. Educato dalla madre al pietismo (ovvero al movimento di rinascita religiosa, affermatosi in Germania, si contrappone all’ortodossia luterana della chiesa, questo movimento si contraddistingue, per il fatto di contrapporre all’intellettualesimo protestante un carattere sentimentale e di predicare un “cristianesimo pratico” che fa appello alle virtù praticate dai credenti) dal 1732 compie i primi studi presso il Collegium Fredericanum, allievo di Wolff. Nel 1740 Kant si iscrive all’università, dove concentra gli studi sulle discipline scientifico-matematiche e sulla filosofia.
Carriera accademica e filosofia
Dopo la morte dei genitori, Kant è costretto per un lungo periodo a fare il precettore presso nobili famiglie della Prussia orientale e a dare lezioni private. Successivamente tiene nell’università corsi a pagamento. Solo a 46 anni, nel 1770, viene nominato professore ordinario di logica e metafisica nella stessa università. Kant è il primo dei grandi filosofi moderni che di professione fa il docente universitario e si mantiene con i proventi dell’insegnamento. Appare agli studenti come un “Maestro di umanità”. La sua è una “filosofia che desta il pensiero”. In un arco di tempo che va dl 1781 al 1790 pubblica le tre “Critiche”, della ragion pura, pratica e della Facoltà di Giudizio, che racchiudono i problemi e le tesi principali della sua filosofia e che lo faranno conoscere in Germania e negli altri paesi europei.
Ultimi anni e censura
Dopo la morte del re Federico II e lo scoppio della rivoluzione in Francia, il successore Federico Guglielmo II reprime le idee non conformi all’ortodossia luterana e vede negli eventi rivoluzionari una conferma della pericolosità delle “idee anticristiane”. Così nel 1793 per aver pubblicato La religione entro i limiti della sola ragione, Kant riceve una censura e rischia la sospensione dall’insegnamento, è quindi costretto a non occuparsi di temi religiosi. Trascorre gli ultimi anni della sua vita in una condizione di impotenza intellettuale e perdita di memoria e nell’impossibilità di concludere l’opera con la quale contava di portare a compimento la sua filosofia, quindi muore nel 1804.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della formazione di Kant nel suo sviluppo filosofico?
- Come ha influenzato la carriera accademica di Kant il suo status di docente universitario?
- Quali furono le conseguenze della censura subita da Kant negli ultimi anni della sua vita?
La formazione di Kant, influenzata dal pietismo e dagli studi scientifico-matematici, ha avuto un ruolo cruciale nel suo pensiero, portandolo a diventare un importante filosofo moderno e a pubblicare le sue tre "Critiche" tra il 1781 e il 1790, che hanno definito la sua filosofia (come indicato nel testo).
Kant è stato il primo grande filosofo moderno a vivere di insegnamento, diventando professore ordinario di logica e metafisica a 46 anni. La sua figura di "Maestro di umanità" ha attratto studenti e ha contribuito alla diffusione delle sue idee filosofiche (come descritto nel testo).
La censura ricevuta da Kant nel 1793, a causa della pubblicazione di "La religione entro i limiti della sola ragione", lo costrinse a non trattare più temi religiosi, portandolo a vivere gli ultimi anni in una condizione di impotenza intellettuale e perdita di memoria, impedendogli di completare la sua opera filosofica (secondo quanto riportato nel testo).