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Una vita “metodica”
Immanuel Kant nasce nel 1724 in Prussia nella attuale Kaliningrad da una famiglia umile. La madre era seguace della filosofia pietista connessa al protestantesimo, morirà quando Kant aveva 13 anni. Da lei erediterà un forte sentimento religioso.All’età di 8 anni entra in collegio ma porterà con sé un ricordo triste di quel luogo che lui stesso definirà freddo, severo e che non era in grado di dare un'educazione appropriata.
A sedici anni inizia a studiare teologia, filosofia e matematica ma interrompe gli studi in seguito alla morte del padre; da lì in poi si mantiene per nove anni facendo da precettore e diventa libero docente, ovvero pagato da chi seguiva le sue lezioni solo nel 1755 con una dissertazione sui i primi principi della conoscenza metafisica chiamata. “Sulla forma e sui principi del mondo sensibile e intelligibile” inizierà a scrivere di filosofia.
Tutto sommato condusse una vita metodica e non si spostò per molto tempo dal suo paese d’origine.
Dal 1770 Kant non scrive nulla perché cerca di risolvere i problemi teorici lasciati aperti dalla dissertazione. Da lì in poi scriverà le sue 3 opere monumentali:
- Critica della ragion pura (1781-1787) che inizialmente non ebbe successo
- Critica della ragion pratica (1788)
- Critica del giudizio (1790)
La critica
Quando scriverà l’opera “la religione nei limiti della ragione” verrà censurato dal sovrano e da lì non si occuperà più di questioni religiose.Nel 1796 si ritira dall’insegnamento e scriverà fino alla sua morte opere come “per la pace perpetua” o raccolte di sue lezioni che crea anche insieme ad altri suoi allievi.
La sua vita si può dividere in 3 epoche:
- Periodo precritico (1745-1770): interessi principalmente scientifici ma anche morali, logici ed estetici
- Periodo critico: dalla critica della ragion pura fino alla vecchiaia
- Periodo post-critico: fino alla morte
Il suo obiettivo è comporre un’opera con la quale avrebbe dovuto definire le capacità e i limiti della ragione dal punto di vista:
- Teoretico (conoscitivo)
- Pratico (morale)
Alla fine scrive tre libri che rispondono rispettivamente a 3 domande:
- Che cosa posso sapere? Riferito alla questione della conoscenza approfondito nella “critica della ragion pura”
- Che cosa devo fare? Riferito alla questione morale approfondito nella “critica della ragion pratica”
- Che cosa posso sperare? Riferito al problema estetico nella “critica del giudizio”
A questi problemi Kant cerca di trovare una soluzione universale e quindi di superare lo scetticismo di Hume, Kant infatti riconosce che la conoscenza, la morale e l’estetica debbano avere validità universale e la sua critica punta a trovare il fondamento di tale validità.