Concetti Chiave
- Kant considera la conoscenza come un'ordinazione della realtà, sostenendo che il reale è solo pensabile attraverso l'Io Penso.
- L'Io Penso svolge un ruolo fondamentale nel sintetizzare il dato sensibile e rendere possibile l'oggettività, stabilendo leggi universali.
- A differenza di altri idealisti, Kant limita il suo idealismo al mondo formale della conoscenza, non all'oggettività reale.
- Famosi idealisti come Platone, Cartesio e Spinoza presentano visioni diverse sulla relazione tra conoscenza e realtà, distinguendosi da Kant.
- Kant è considerato un idealista formale e viene paragonato a Mosé per la sua capacità di esplorare le basi della conoscenza oltre il fenomeno.
La conoscenza secondo Kant
Per Kant la conoscenza è l’ordinazione della realtà ed il reale è solo pensabile.
Le leggi della natura sono quindi definite dall’uomo. L’Io Penso è infatti autocoscienza formale, non ontologica.
Il ruolo dell'Io Penso
Il molteplice (cioè il dato sensibile catalogato secondo spazio e tempo) viene sintetizzato dall’Io Penso. I giudizi riportano tale molteplice all’Io Penso, e solo allora si è coscienti di percepire (appercezione).
Tutto ciò che fa parte della nostra esperienza, per essere tale, deve necessariamente sottostare alle leggi dell’Io Penso.
L’Io Penso rende anche possibile l’oggettività, poiché le categorie – tramite cui esso opera - stabiliscono leggi universali e necessarie. Altrimenti saremmo sempre nell’ambito della soggettività e del particolare.
Ma esso non è creatore: si limita solo a mettere in ordine la realtà.
Idealismo e Kant
Nell’idealismo le leggi dell’Io Penso hanno a che fare col reale.
Per Kant, invece, esse si riferiscono solo al mondo formale (alla conoscenza). Per questo Kant non può essere definito un vero idealista.
Filosofi idealisti storici
Famosi idealisti nella storia della metafisica sono stati:
1) Platone, con la sua filosofia trascendente. Secondo Platone l’intellegibile crea la realtà. Un realtà assoluta ed indipendente;
2) Cartesio, che si pone il problema della conoscenza. Ne conclude che noi siamo una realtà metafisica (ragione) e che questa è l’unica certezza possibile. Cartesio lascia però irrisolto il problema sull’oggettività, e deve ricorrere a Dio per spiegare il mondo, togliendo importanza all’Io penso.
3) Spinoza, secondo cui la natura, intesa come insieme di fenomeni, ha una struttura razionale. La natura viene spiegata con la natura (immanentismo), ovvero la natura è il principio del divenire ed è essa stessa divenuta. Spinoza chiama Dio questa natura, ma in realtà è più che altro la legge intelligente della natura. Il suo può essere definito un idealismo oggettivo, in cui convivono panteismo e panenteismo.
4) Berkeley, la cui filosofia empirica sfocia poi nell’idealismo. Berkeley, infatti, ritiene – da empirista - che la conoscenza si basi sull’esperienza e sulle percezioni. Tuttavia ciò che l’uomo pensa non deve interessare, ma solo il suo percepire, che gli è dato da Dio.
Kant e l'idealismo formale
Per tutte queste ragioni, se mai Kant possa essere definito idealista, è tuttavia un idealista formale.
Con l’idealismo vero e proprio si passa infatti dal valore gnoseologico dell’Io Penso – cioè l’io ordinatore - a quello ontologico – cioè l’io che crea l’uomo e il mondo.
Kant è comunque da questo punto di vista considerato un Mosé, poiché ha prospettato che la mente potesse andare oltre il fenomeno e si è chiesto quali fossero le basi della conoscenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale della conoscenza secondo Kant?
- Qual è il ruolo dell'Io Penso nella sintesi del molteplice?
- In che modo Kant si differenzia dagli idealisti storici?
- Come viene definito Kant in relazione all'idealismo?
Secondo Kant, la conoscenza è l’ordinazione della realtà e il reale è solo pensabile, poiché le leggi della natura sono definite dall’uomo attraverso l’Io Penso.
L'Io Penso sintetizza il molteplice, cioè il dato sensibile, catalogandolo secondo spazio e tempo, e rende possibile la coscienza di percepire attraverso l'appercezione.
A differenza degli idealisti storici come Platone e Cartesio, Kant non considera le leggi dell’Io Penso come creatrici della realtà, ma come riferite solo al mondo formale della conoscenza.
Kant è considerato un idealista formale, poiché il suo approccio si concentra sul valore gnoseologico dell’Io Penso, senza attribuirgli un ruolo ontologico nella creazione dell’uomo e del mondo.