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“È possibile la metafisica come scienza?”
Se le categorie non derivano dall’esperienza allora possono essere applicate anche a qualcosa che non riguardano il mondo sensibile? Si chiede quindi se si può oltrepassare il fenomeno e conoscere il noumeno. La risposta è no perché l’applicazione delle categorie è legittima solo se applicata al materiale sensibile unificato dall’io penso. Il bisogno di conoscere il noumeno è la pretesa della ragione di andare oltre il fenomeno ma ci porta ad una conosce illusoria. Il noumeno è la cosa in sé che dobbiamo supporre ma non possiamo conoscereLa dialettica trascendentale
Per dialettica lui intende l’uso illegittimo dell’intelletto e quindi della ragione. La facoltà dell’intelletto è il giudizio mentre quella della ragione è il sillogismo che permette di collegare i vari giudizi tra loro ma senza accrescere la conoscenza. L’errore in cui cade la ragione è quello di, attraverso i sillogismi, creare verità non riconducibili all’esperienza.L’uso illegittimo della ragione fa sì che si vengano a creare dei concetti della ragione stessa che Kant chiama idee. Le idee sono quindi forme a priori dell’intelletto che possono essere oggetto di pensiero ma mai di una conoscenza autentica.
Le idee sono 3 e corrispondono a tre diverse critiche:
Critica della psicologia razionale
Ci dice che l’anima è una sostanza incorruttibile, immateriale, identica a se stessa. L’errore qui sta in un paralogismo ovvero un sillogismo fallace in cui all’io penso viene erroneamente data la connotazione di anima: “Tutto ciò che è soggetto è sostanza, l’io penso può essere soltanto soggetto, dunque l’io penso è sostanza”. Nella proposizione media c’è un errore ovvero che l’io penso è una funzione logica dell’intelletto che permette l’applicazione delle categorie, non è un soggetto. Io posso supporre di avere una sostanza noumenica come potrebbe essere l’anima, ma non posso dimostrarlo.
Critica della cosmologia razionale
Cerca di indagare il mondo come un insieme di fenomeni regolati da leggi. La sua è una realtà ontologica onnicomprensiva che punta a conoscere l’insieme dei fenomeni. Per definire le caratteristiche generali del mondo la mente cade in una serie di antinomie ovvero coppie di affermazioni logiche ma contraddittorie l’un l’altra tra le quali non si può distinguere quella vera o quella falsa.
Le antinomie
- Il mondo è finito o infinito?
- Il mondo è costituito da parti semplici scomponibili o indivisibili?
- Le cause del mondo sono determinate o libere?
- C’è un fine ultimo oppure solo realtà contingenti?
Dal lato delle tesi però abbracciamo completamente il dogmatismo mentre da quello delle antitesi un completo scetticismo, di conseguenza Kant non ci dà una risposta definitiva al problema.
Critica della teologia razionale
Indaga l’idea di Dio come essere perfetto, supremo e causa di tutto. Secondo Kant Dio è sempre un idea ovvero una forma a priori della ragione e per questo smentisce le dimostrazioni dell’esistenza di Dio:- Prova ontologica a priori: formulata da Anselmo secondo la quale Dio sarebbe l’ente che possiede il grado massimo di perfezione, per essere perfetto deve avere possedere tutti gli attributi, l’esistenza è uno di questi quindi Dio esiste. Dal punto di vista logico e nozionistico regge ma non dal punto di vista reale, non può essere quindi definita una prova ontologica. Fa l’esempio dei talleri: “un conto è pensare di possedere 100 monete, un conto è averle nelle proprie tasche”
- Prova cosmologica: è una delle 5 vie formulate da San Tommaso secondo la quale Dio sarebbe la causa prima del mondo. Anche qui secondo Kant si cade in errore quando si salta dal piano fenomenico a quello noumenico, io devo provare effettivamente sul piano fenomenico l’applicazione della categoria della casualità, non posso supporre ci sia un causa prima.
- Prova teleologica: secondo la quale Dio sarebbe la suprema intelligenza ordinatrice. Kant ci dice che ammesso che l’errore è lo stesso delle precedenti e ammesso che possa essere effettivamente ciò che ordina tutto devo provarne prima l’esistenza.
Queste prove però non sono volte a sostenere che Dio non esista, ma che la sua esistenza non può essere provata.