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Immanuel Kant - la Critica della Ragion pura
Per ragione pura intende tutte quella ragione che si muove indipendentemente dai contenuti che essa può ricevere dall’esperienza.Per definire i limiti della ragione si pone 3 domande:
- Come è possibile la fisica?
- É possibile la metafisica come scienza?
Come è possibile la matematica?
Per impostare la sua indagine Kant comincia a distinguere diversi tipi di giudizi. In generale un giudizio è una proposizione che attribuisce un predicato a un sogetto.
- Giudizi analitici a priori: il predicato è già contenuto e insito nel soggetto (il triangolo ha tre lati) e si fondano sul principio di non contraddizione. Per formulari non occorre alcun tipo di esperienza ma questi giudizi non accrescono la conoscenza. Sono universali e necessari.
- Giudizi sintetici a posteriori: il predicato aggiunge nuove informazioni al soggetto accrescendo la conoscenza. Tuttavia il giudizio è frutto dell’esperienza e quindi particolare e contingente ovvero che non fornisce un sapere universale (vedo delle rose rosse, allora dico che quelle rose sono rosse, ma non tutte lo sono). Ciò di cui abbiamo fatto esperienza in passato inoltre non è detto che si verificherà in futuro.
- Giudizi sintetici a priori: in questo caso il predicato aggiunge nuove informazioni al soggetto ma senza che io per forza faccia esperienza di quella cosa.
Questi sono i giudizi su cui si basa la scienza tra cui:
- Le operazioni aritmetiche: nel 12 é insita l’operazione 7+5
- Principio di casualità: ogni mutamento ha una causa a monte che lo ha provocato
La rivoluzione copernicana in ambito scientifico
Si intende un totale cambiamento di prospettiva in cui non è il soggetto a indagare e modularsi sulle strutture dell’oggetto ma è il soggetto che impone sull’oggetto le proprie strutture conoscitive per capirlo.La conoscenza non avviene solo nel momento in cui noi facciamo esperienza ma è la sintesi tra la materia del conoscere offertaci della realtà che noi cogliamo con i nostri sensi e le nostre strutture conoscitive che abbiamo a priori che filtrano le informazioni.
Per Kant la conoscenza è oggettiva.
Dottrina degli elementi
La prima parte e la parte più ampia della critica della ragion pura si intitola “Dottrina trascendentale degli elementi” e si occupa di analizzare i diversi elementi a priori in cui si articola la capacità conoscitiva umana. La seconda ovvero la “Dottrina del metodo" studia come vengono usate le forme a priori.L’indagine kantiana è trascendentale ovvero che si muove nell’esperienza analizzando le condizioni che la rendono possibili. Non indaga sugli oggetti ma sul nostro modo di conoscerlo e quindi sulle strutture universali che rendono possibile questa conoscenza, ovvero le forme a priori.
Le forme a priori sono quindi le strutture trascendentali che caratterizzano la nostra facoltà conoscitiva che:
- Organizzano i contenuti recepiti dai sensi.
- Sono innate in ognuno di noi quindi garantiscono un sapere universale e necessario.
- Sono quindi le condizioni che rendono possibili la conosce della realtà.
È divisa a sua volta in:
- Estetica trascendentale: che studia le forme a priori della sensibilità ovvero lo spazio e il tempo dette anche intuizioni pure.
- Logica trascendentale: che studia le forme a priori del pensiero ed è a sua volta divisa in: analitica trascendentale: analisi delle forme a priori dell’intelletto o concetti puri. Indaga l’intelletto considerato nel suo uso legittimo dove organizza i dati della sensibilità; dialettica trascendentale: analisi delle forme a priori della ragione o le idee. Indaga la ragione intesa come quella parte del pensiero che cerca di andare oltre il fenomeno e di conoscere il noumeno.