Concetti Chiave
- Freud considerava l'inconscio alla nascita come un contenitore vuoto, mentre Jung credeva che avesse una propria autonomia creativa sin dall'inizio.
- L'inconscio regola maggiormente la vita dell'individuo rispetto alla coscienza, comportandosi in modo compensatorio per riequilibrare le azioni consce.
- L'inconscio collettivo di Jung è una fonte di nuove idee e creatività, non solo un deposito del passato, ma un insieme di contenuti psicologicamente orientati al futuro.
- La teoria junghiana dell'inconscio unisce processi psichici individuali e collettivi, rivelando contenuti nuovi nei sogni che non possono essere spiegati solo con i ricordi.
- Gli archetipi rappresentano immagini primordiali condivise dall'umanità, essenziali per comprendere le nevrosi e le esperienze creative, come quelle degli artisti.
Quali sono le differenze tra Freud e Jung?
Freud affermava che l'inconscio alla nascita era un contenitore vuoto e durante la vita si riempiva delle cose che la coscienza riteneva “inutili”. Al contrario, Jung asserisce che questo ha una sua autonomia creativa già dalla nascita di un essere umano. Più antico della coscienza, «È il dato originario» da cui emerge sempre nuova la coscienza.
Funzione compensatoria dell'inconscio
A regolare la vita dell’uomo è più l’inconscio che la coscienza: «Noi passiamo una gran parte della nostra vita nell'inconscio, nelle principali situazioni della vita la coscienza dipende dall'inconscio». Ha la facoltà di comportarsi in modo compensatorio rispetto alla coscienza, producendo una reazione opposta, o riequilibrante, rispetto all'azione conscia: il processo inconscio porta alla luce il materiale subliminale così com'esso è costellato dallo stato della coscienza; questi contenuti, dunque, qualora tutto rientrasse nell'ambito della coscienza, non potrebbero mancare nel quadro della situazione cosciente. Inoltre, la funzione compensatrice si manifesta tanto più chiaramente quanto più unilaterale è l’atteggiamento cosciente. Contenuti consci possono divenire inconsci per la perdita del loro valore energetico (libido). Questo è il normale meccanismo del dimenticare. Inoltre, contenuti coscienti possono finire per dimenticanza intenzionale ad di sotto della soglia della coscienza (rimozione).
Inconscio collettivo e creatività
Oltre ai contenuti consci che svaniscono nell'inconscio personale, vi sono contenuti nuovi che emergono dall'inconscio collettivo. Per questo l’inconscio non è un semplice deposito del passato, ma, anzi, è pieno di germi e di idee nuove, creative, cioè di strutture mentali psicologicamente orientate al futuro.
È proprio di ogni individuo e i suoi contenuti sono in gran parte costituiti da materiali per i quali non c’è più posto nella mente conscia (perché hanno perso attualità e interesse per noi), ma anche da materiali che sono stati rimossi perché spiacevoli o incompatibili con la coscienza, dimenticati, percepiti, pensati e sentiti al di sotto della soglia della coscienza.
Teoria junghiana dell'inconscio
Questo è sicuramente il dato di maggiore novità della teoria junghiana dell’inconscio rispetto a quella di Freud, che unisce ontogenesi e filogenesi, il processo psichico individuale e quello della specie. Non giungiamo all'inconscio tramite uno scavo genealogico, per questo le immagini e i contenuti di taluni sogni non possono essere spiegati con i ricordi, ma debbono essere considerati come un materiale nuovo che deriva da un inconscio collettivo.
Archetipi e inconscio collettivo
«L’inconscio collettivo è la poderosa massa ereditaria spirituale dello sviluppo umano, che rinasce in ogni struttura celebrale individuale [i cui contenuti sono gli stessi ovunque]». È il deposito dei modi tipici di reagire elaborati dall'umanità fin dai primordi, di immagini primordiali collettive, dette archetipi, o anche categorie ereditarie, cioè immagini comuni presenti fin dai tempi remoti e che sono dotate di contenuto affettivo. Queste, per noi del tutto estranee e incomprensibili, sono i contenuti delle nevrosi, ma anche delle visioni e delle allucinazioni di chi crea, come gli artisti. L’atteggiamento da evitare è quello di rimuovere l’inconscio collettivo, mentre bisogna assumere un atteggiamento che è (insieme) di rapporto e di distinzione. Stare innanzi a lui, e quindi non identificarsi con lui, ma riconoscerlo, riconoscerne l’esistenza e la forza. Al recupero consapevole di questo tipo di inconscio Jung attribuisce una funzione importante, proprio perché l’uomo moderno ha smarrito il rapporto con le sue radici. Dentro di noi abbiamo un passato sterminato, che trascende la nostra storia individuale, e molto complesso, tanto che Jung lo ritiene più complesso dell’intera storia umana. Se già Darwin riteneva necessario ridefinire il concetto di uomo rispetto alla specie animale, con Jung si deve ridefinire il concetto di personalità rispetto alla specie umana.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra le teorie dell'inconscio di Freud e Jung?
- In che modo l'inconscio svolge una funzione compensatoria rispetto alla coscienza?
- Cosa si intende per inconscio collettivo e quale ruolo ha nella creatività?
- Qual è l'innovazione principale della teoria junghiana dell'inconscio rispetto a quella freudiana?
- Qual è l'importanza degli archetipi nell'inconscio collettivo secondo Jung?
Freud vedeva l'inconscio come un contenitore vuoto che si riempie nel tempo, mentre Jung credeva che l'inconscio avesse una sua autonomia creativa fin dalla nascita, considerandolo "il dato originario" da cui emerge la coscienza.
L'inconscio regola la vita dell'uomo più della coscienza, comportandosi in modo compensatorio e producendo reazioni opposte rispetto all'azione conscia, specialmente quando l'atteggiamento cosciente è unilaterale.
L'inconscio collettivo non è solo un deposito del passato, ma contiene idee nuove e creative, emergendo come un insieme di strutture mentali orientate al futuro, influenzando la creatività individuale.
La teoria junghiana unisce ontogenesi e filogenesi, suggerendo che l'inconscio collettivo fornisce contenuti nuovi e non solo ricordi, rendendo i sogni e le immagini oniriche espressioni di questo inconscio collettivo.
Gli archetipi sono immagini primordiali e categorie ereditarie che rappresentano modi tipici di reagire dell'umanità, e il loro riconoscimento è fondamentale per recuperare il rapporto con le radici profonde dell'essere umano.