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Concetti Chiave

  • Durante la seconda guerra mondiale, la resistenza jugoslava si sviluppò autonomamente, rafforzando la leadership comunista e portando alla proclamazione della Repubblica Federale di Jugoslavia nel 1945.
  • Le riforme economiche post-belliche comportarono l'espropriazione dei latifondi, la nazionalizzazione dei settori chiave e un piano quinquennale focalizzato sull'industria pesante, allineandosi al modello sovietico.
  • Il regime di Tito adottò una politica estera conflittuale con gli USA, sostenendo i partiti comunisti in altri paesi e affrontando tensioni per le rivendicazioni su Trieste e il sostegno ai comunisti greci.
  • La rottura con l'URSS avvenne quando Tito uscì dal Kominform, generando un blocco economico e politico da parte sovietica, mentre gli USA iniziarono a fornire aiuti alla Jugoslavia.
  • Negli anni '50, la Jugoslavia avviò riforme interne, abolendo la collettivizzazione e introducendo leggi sull'autogestione dei lavoratori, segnando un passaggio verso un socialismo più democratico.

La resistenza jugoslava e l'ascesa di Tito

Durante la seconda guerra mondiale, gli Jugoslavi avevano organizzato la resistenza, senza l’aiuto russo, contro l’occupazione tedesca e italiana e questo aveva rafforzato all’interno del paese la leadership sulle masse dei comunisti e sopratutto quella del maresciallo Tito che aveva guidato la lotta di liberazione. Liberato il territorio dagli occupanti, si ebbe un breve governo di coalizione fra comunisti e monarchici, ma le elezioni del 1945, dettero la maggioranza al partito comunista di Tito. L’Assemblea Costituente dichiarò decaduta la monarchia e proclamò la Repubblica Federale di Jugoslavia. Il 31 gennaio 1946 fu votata la Costituzione che si ispirava al modello sovietico. Nonostante si trattasse di una repubblica federativa, il sistema politico assunse un carattere centralizzato e autoritario.

Riforme economiche e modello sovietico

Dal punto di vista economico fu varata una riforma economica che prevedeva l’espropriazione dei latifondi a cui fece seguito la collettivizzazione forzata delle terre, la nazionalizzazione dell’industria, delle banche e dei trasporti. Inoltre, il primo piano quinquennale privilegiava uno sviluppo notevole dell’industria pesante. In pratica, la Jugoslavia imboccava la via delle altre democrazie popolari di stampo sovietico.

Politica estera e tensioni con gli USA

In politica estera, il regime di Tito adottò un atteggiamento conflittuale con gli USA e di sostegno ai partiti comunisti degli altri Stati. Infatti, nel 1946, due aerei americani furono abbattuti, poiché gli USA costituivano un ostacolo alle rivendicazione jugoslave su Trieste, nel frattempo dichiarata territorio libero. Inoltre Tito non esitò a sostenere i comunisti greci durante la guerra civile. Ovviamente un impegno simile ebbe l’appoggio incondizionato del’ URSS verso la quale Tito manteneva una forte devozione e dipendenza.

Rottura con l'URSS e nuove alleanze

Tuttavia, ben presto la situazione cominciò a dare segnali di cambiamento. I comunisti jugoslavi cominciarono a ricordarsi che Stalin, durante la guerra, aveva sempre cercato di frenare il loro entusiasmo rivoluzionario per far piacere agli alleati occidentali. Per questo, ad un certo momento, iniziarono a risentire sempre di più la pressione sovietica. Inoltre, si ricordavano anche che Stalin si era opposto al progetto di una grande confederazione jugoslava che comprendesse anche l’Albania e la Bulgaria. Tutto ciò ebbe come conseguenza l’uscita di Tito dal Kominform. Come reazione, L’URSS cercò di far leva sulla popolazione contro i capi del regime e il paese diovette subire il blocco di ogni rapporto economico e la rottura dei rapporti politici con gli stati confinanti verso oriente entrati già a far parte dell’orbita sovietica. Nel 1951, gli USA iniziarono ad inviare i loro aiuti all’Jugoslavia e due anni dopo Tito stipulò un’alleanza con Grecia e Turchia che già facevano parte della Nato (fu comunque un’alleanza senza effettui perché rimase sulla carta).

Distacco dall'URSS e riforme interne

Nel 1954 il “memorandum d’intesa” per Trieste eliminò ogni possibile motivo di contrasto dell’Italia (e quindi delle potenze occidentali) con la Jugoslavia perché a quest’ultima fu assicurato il possesso della zona B dell’ ex-territorio libero. I

Il distacco dall’ URSS cominciò a essere meglio definito nel 1950 con le prime leggi sull’autogestione dei lavoratori e sull’attuazione di una forma di socialismo più democratico. Nel 1953, fu abolita la collettivizzazione e le campagne tornarono alla proprietà individuale; nello stesso anno furono create anche alcuni condizioni politiche per introdurre un metodo di governo meno autoritario e più liberale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Tito nella resistenza jugoslava durante la Seconda Guerra Mondiale?
  2. Tito ha guidato la resistenza jugoslava contro l'occupazione tedesca e italiana, rafforzando la leadership comunista nel paese, culminando nella proclamazione della Repubblica Federale di Jugoslavia nel 1946.

  3. Quali riforme economiche sono state attuate in Jugoslavia dopo la guerra?
  4. Sono state introdotte riforme economiche che includevano l'espropriazione dei latifondi, la collettivizzazione forzata delle terre e la nazionalizzazione dell'industria, seguendo un modello sovietico.

  5. Come si è evoluta la politica estera di Tito nei confronti degli Stati Uniti?
  6. Tito ha adottato un atteggiamento conflittuale verso gli USA, sostenendo i partiti comunisti e abbattendo aerei americani, ma successivamente ha cercato nuove alleanze dopo la rottura con l'URSS.

  7. Quali furono le conseguenze della rottura di Tito con l'URSS?
  8. La rottura portò a un blocco dei rapporti economici con l'URSS e alla necessità di Tito di cercare aiuti dagli Stati Uniti, culminando in un'alleanza con Grecia e Turchia nel 1953.

  9. In che modo Tito ha avviato riforme interne dopo il distacco dall'URSS?
  10. Tito ha introdotto leggi sull'autogestione dei lavoratori e abolito la collettivizzazione nel 1953, avviando un processo verso un socialismo più democratico e un governo meno autoritario.

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