Concetti Chiave
- Il poeta esprime come il viso della donna amata susciti in lui una profonda gioia, comfort e anche sofferenza.
- Il viso è descritto con aggettivi come bello, adorno e amoroso, creando un'immagine di bellezza sublime.
- La struttura del sonetto è composta da due quartine e due terzine con rime ABAB - ABAB - CDC - DCD, inventata da J. Da Lentini.
- Il contrasto tra gioia e dolore è un tema centrale, simile alla lirica provenzale, evidenziando l'intensità dei sentimenti del poeta.
- L'adorazione del viso si estende agli occhi e al sorriso, con una visione della bellezza paragonata a un'esperienza divina.
Lo viso mi fa andare alegramente,
lo bello viso mi fa risvegliare,
lo viso mi conforta ispessamente,
l’adorno viso che mi fa penare.
Lo chiaro viso de la più avenente,
l’adorno viso riso mi fa fare.
Di quello viso parlane la gente,
ché nullo viso [a viso] li pò stare.
Chi vide mai così begli occhi in viso,
né sì amorosi fare li semblanti,
né boca con cotanto dolce riso?
Quand’eo li parlo moroli davanti,
e paremi ch’eo vada in paradiso,
e tegnomi sovrano d’ogn’amanti.
Il viso (della mia donna) mi fa vivere felicemente
il bel viso mi risveglia alla gioia
spesso il suo viso mi dà conforto
il viso leggiadro mi crea sofferenza.
Il viso superiore a tutti
Il luminoso viso della donna più bella
il viso leggiadro mi fa sorridere
Di quel viso la gente parla
perché nessun viso può competere con esso
Lode degli occhi e del riso
Chi mai vide dei cosi begli occhi in un viso
né fare movimenti tali da suscitare amore
né una bocca con un sorriso così (sublime)?
Visione della bellezza e Dio
Quando le parlo mi sembra di morire davanti a lei
mi pare di salire in paradiso
e, così, mi considero superiore ad ogni uomo innamorato
1. Quali termini usati dal poeta sono sinonimi dell’aggettivo bello? adorno, avenente,
L’adorno viso che mi fa penare, Quand’eo li parlo moroli davanti Tali espressioni si pongono in contrasto con il senso di gioia che pervade il componimento,
Dolce riso, paradiso
La parola viso è presente dieci volte. Con tale insistenza, il poeta vuole creare l’effetto della bellezza sublime ed estrema della donna
“Quando le parlo mi sembra di morire davanti a lei” Davanti alla donna amata il poeta e come si sentisse morire dalla felicità (contrasto fra morte e amore) a tal punto che gli sembra di accedere alla gioia del paradiso.
La struttura, cioè due quartine e due terzine. Le quartine con rime incrociate – ABBA - o alternate -ABAB - mentre le due terzine possono presentare varie rime. Nel caso del sonetto di J.da Lentini CDC e DCD. J. Da Lentini è considerato l’inventore del sonetto.
Si tratta di tre parole che iniziano con la sillaba pa-: parlo, pare, paradiso che sono legate all’immagine al poeta a cui pare salire in paradiso, mentre che parlando alla sua donna
Sonetto e rime con la struttura: ABAB – ABAB - CDC – DCD. Per raggiungere l’obiettivo che si è posto, il poeta utilizza le ripetizioni, all’inizio, alla fine e nel mezzo del verso ed alcune allitterazioni. Significativo è anche l’accostamento dei due termini viso/riso, entrambe due parole chiave segno di beatitudine.
Il tema del sonetto è l’effetto che suscita nel poeta la bellezza della donna amata: lo rende felice, suscita gioia, lo conforta nei momenti difficili, ma lo fa anche soffrire e morire d’amore. Il contrasto fra gioia e dolore risale alla lirica provenzale a cui molti rimatori siciliani si sono ispirati. L’immagine della bellezza viene rafforzato con l’uso di molti aggettivi con lo stesso significato: bello, adorno, amoroso, dolce. Il sentimento che il poeta prova nei confronti della donna è talmente intenso da causare, metaforicamente, la morte. La visione di una tanta bellezza è paragonata, infine, alla visione di Dio e anche in questo caso abbiamo una metafora. Il contenuto del sonetto è così articolato:
1.a quartina: effetto della bellezza del viso sul poeta
2.a quartina: il bel viso causa felicità ed è superiore a tutti gli altri
1.a terzina: dalla lode del viso, si passa alla lode degli occhi e del riso
2.a terzina: la visione della bellezza è assimilata alla visione di Dio
Domande da interrogazione
- Qual è l'effetto principale che il viso della donna amata ha sul poeta?
- Come viene descritta la bellezza del viso nel sonetto?
- Qual è la struttura del sonetto di J. da Lentini?
- Qual è il contrasto principale presente nel testo?
- In che modo il poeta paragona la visione della bellezza a un'esperienza divina?
Il viso della donna amata provoca nel poeta una gioia intensa e un conforto nei momenti difficili, ma allo stesso tempo gli causa anche sofferenza e un senso di morte d'amore.
La bellezza del viso è descritta attraverso aggettivi come "adorno", "avenente" e "luminoso", evidenziando la sua superiorità rispetto a qualsiasi altro viso.
Il sonetto è composto da due quartine con rime incrociate o alternate (ABBA o ABAB) e due terzine con rime variabili (CDC e DCD).
Il contrasto principale è tra la gioia che il poeta prova per la bellezza della donna e il dolore che questa bellezza gli provoca, un tema ricorrente nella lirica provenzale.
Il poeta paragona la visione della bellezza della donna a un'esperienza di paradiso, suggerendo che parlare con lei lo fa sentire come se stesse accedendo a una dimensione divina.