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Concetti Chiave

  • L'Italia affronta una grave crisi economica post-bellica, con un drastico calo del reddito nazionale, fallimenti industriali e un aumento della disoccupazione e del debito pubblico.
  • Il Biennio Rosso (1919-1920) è caratterizzato da oltre 1.800 scioperi e una mobilitazione di lavoratori che chiedono migliori condizioni di lavoro e aumenti salariali.
  • Il "Movimento dei fasci di combattimento" fondato da Mussolini nel 1919 mira a indebolire il movimento operaio, sfruttando il malcontento popolare legato alla "Vittoria Mutilata".
  • Il Trattato di Rapallo del 1920 segna un momento cruciale per l'Italia, stabilendo confini e portando all'annessione di Trieste e Gorizia, mentre Fiume viene riconosciuta come indipendente.
  • Il Partito Nazionale Fascista, nato nel 1921, si afferma con un forte antisocialismo e anti-repubblicanesimo, ottenendo il potere grazie al supporto di ceti medi e dell'esercito nella crisi dello stato liberale.

Che cosa è la crisi economica e sociale?

L’italia è oppressa da una profonda crisi economica già iniziata durante la guerra causata da:

• Il reddito nazionale netto era sceso drasticamente, e rimase, fino a tutto il 1923, molto al di sotto del livello d’anteguerra.

• fallimento di fabbriche e industrie che portano a una contrazione della produzione.

• Il tenore di vita delle classi popolari nettamente peggiorato, i ceti medi invece soffrivano per la perdita di prestigio di cui godevano quando erano ufficiali dell’esercito e crebbe in loro la sfiducia nella classe dirigente.

• Ingente aumento del debito pubblico, aggravamento del deficit, crollo del valore della lira con conseguente aumento dell’inflazione e diminuzione dei salari e aumento della disoccupazione.

• mobilitazione totale di tutti I settori dell’industria durante la guerra (causa economica)

• aggravamento delle differenze tra classe borghese e proletaria (causa sociale)

• inizi lotte tra movimenti operai e contadini che miravano alla rivoluzione con scioperi di massa a causa della concentrazione di operai nelle città che aveva portata alla sproporzione tra profitti e salari.

Biennio rosso e agitazioni

1919-1920 BIENNIO ROSSO. Il peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari causò un’ondata di scioperi e agitazioni, che interessò tutte le categorie di lavoratori, sia in campagna che in città. Nel 1919 si totalizzarono complessivamente oltre 1.800 scioperi economici e più di 1.500.000 scioperanti. Si ebbe un'ondata di moti contro il carovita che attraversò tutta la penisola, a cui il governo non riuscì a mettere un freno, che comprendeva tumulti annonari, mobilitazioni contadine, occupazioni fabbriche con autogestione, scioperi e scontri. Gli operai chiedevano:

- Riduzione della giornata lavorativa;

- Aumenti salariali per far fronte all'aumento dei prezzi;

- Condizioni di lavoro più umane;

- Riconoscimento delle "Commissioni Interne" (organi di rappresentanza dei lavori all’interno delle fabbriche).

- Contrattazione nazionale.

Ottennero:

- Giornata lavorativa di otto ore

- Tutela del loro potere d’acquisto.

Fondazione del movimento fascista

23 marzo 1919 Mussolini fonda il "Movimento dei fasci di combattimento”, il cui scopo era indebolire il movimento operaio facendo uso della violenza, era caratterizzato da un forte antisocialismo.

Nasce il mito della VITTORIA MUTILATA (per la propaganda nazionalista l'Italia aveva "vinto la guerra, ma perduto la pace” che accresce il malcontento popolare.

Partito popolare italiano e elezioni

1919 Nasce Partito Popolare Italiano fondato da don Luigi Sturzo, i cui obiettivi erano:

- Rispetto della proprietà privata

- Sviluppo della solidarietà sociale;

- Riforma agraria e tributaria per una più equa distribuzione dei redditi;

- Decentramento amministrativo e maggiore autonomia degli enti locali;

- sostenitore delle idee di Wilson (autodeterminazione dei popoli).

Elezioni con il sistema proporzionale (più candidati in ciascun collegio in

relazione al numero dei voti). Vincono i partiti Socialista Popolare, ma non si

crea una forte maggioranza.

Non si riesce a governare: torna Giolitti. Compromesso tra borghesia e classi

lavoratrici.

Occupazione delle fabbriche e trattato di Rapallo

1920 Viene sgomberato dall'esercito regolare inviato da Giolitti

Dopo un tentativo di occupazione delle fabbriche da parte dei socialisti

(fallito per l'incertezza dei dirigenti di partito) gli industriali abbandonarono le

posizioni di Giolitti e si avvicinarono a quelle dei fasciste.

Salgono i licenziamenti degli operai.

Giolitti cerca una mediazione tra i capi politici e i lavoratori, organizza inoltre una commissione paritetica per gestire le fabbriche.

12 novembre 1920 Trattato di Rapallo, sottoscritto da Giolitti per l’Italia, con Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in cui si stabilivano i confini dei rispettivi regni. E’ decisivo per il delineamento definitivo della penisola italiana. Con esso l’Italia rinuncia alla Dalmazia, ottiene annessione di Trieste e Gorizia e riconosce Fiume indipendente.

Biennio nero e ascesa del fascismo

1921-1922 BIENNIO NERO Lo Stato interviene ridimensionando le industrie. Si verifica un forte calo degli investimenti che causa il calo dell’inflazione e un forte aumento della disoccupazione. Scoppia una crisi dello stato liberale, causata da tre fenomeni - assenza di mediazione tra I partiti - vuoto di potere tra il luglio 1921 e ottobre 1922 - presa del potere di Mussolini con la marcia su Roma, che iniziò un’offesa antisocialista che doveva portare il fascismo al potere.

11 settembre 1921 Nasce il Partito Nazionale Fascista, sempre caratterizzato da un forte anti-socialismo e anti-repubblicanesimo. Giunge al potere con l’appoggio dei ceti medi, settori di burocrazia, esercito, Vittorio Emanuele III che gli aveva assegnato il compito di fondare un nuovo governo.

Divisioni socialiste e leggi fasciste

I socialisti sottovalutano la gravità della situazione e non mobilitano la popolazione. Le divisioni presenti all'interno del partito socialista gli impediscono di formare alleanze con altre forze politiche per combattere il fascismo. Giolitti pensa di usare i fascisti come arma contro i suoi nemici per poi reprimerli.

• Il partito socialista si divise in: Partito socialista unitario (Psu), e nel Partito comunista d'Italia (di cui facevano parte Bordiga e Gramsci). Perde inoltre l'alleanza con la Cgl.

• I fascisti attaccano violentemente le sedi del partito socialista.

Mussolini promulga leggi che limitano la libertà di stampa, facendo poi approvare una modifica del sistema elettorale che garantiva la maggioranza dei deputati alla lista di maggioranza relativa

1917-1918 L’italia è oppressa da una profonda crisi economica già iniziata durante la guerra causata da:

• Il reddito nazionale netto era sceso drasticamente, e rimase, fino a tutto il 1923, molto al di sotto del livello d’anteguerra.

• fallimento di fabbriche e industrie che portano a una contrazione della produzione.

• Il tenore di vita delle classi popolari nettamente peggiorato, i ceti medi invece soffrivano per la perdita di prestigio di cui godevano quando erano ufficiali dell’esercito e crebbe in loro la sfiducia nella classe dirigente.

• Ingente aumento del debito pubblico, aggravamento del deficit, crollo del valore della lira con conseguente aumento dell’inflazione e diminuzione dei salari e aumento della disoccupazione.

• mobilitazione totale di tutti I settori dell’industria durante la guerra (causa economica)

• aggravamento delle differenze tra classe borghese e proletaria (causa sociale)

• inizi lotte tra movimenti operai e contadini che miravano alla rivoluzione con scioperi di massa a causa della concentrazione di operai nelle città che aveva portata alla sproporzione tra profitti e salari.

1919-1920 BIENNIO ROSSO. Il peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari causò un’ondata di scioperi e agitazioni, che interessò tutte le categorie di lavoratori, sia in campagna che in città. Nel 1919 si totalizzarono complessivamente oltre 1.800 scioperi economici e più di 1.500.000 scioperanti. Si ebbe un'ondata di moti contro il carovita che attraversò tutta la penisola, a cui il governo non riuscì a mettere un freno, che comprendeva tumulti annonari, mobilitazioni contadine, occupazioni fabbriche con autogestione, scioperi e scontri. Gli operai chiedevano:

- Riduzione della giornata lavorativa;

- Aumenti salariali per far fronte all'aumento dei prezzi;

- Condizioni di lavoro più umane;

- Riconoscimento delle "Commissioni Interne" (organi di rappresentanza dei lavori all’interno delle fabbriche).

- Contrattazione nazionale.

Ottennero:

- Giornata lavorativa di otto ore

- Tutela del loro potere d’acquisto.

23 marzo 1919 Mussolini fonda il "Movimento dei fasci di combattimento”, il cui scopo era indebolire il movimento operaio facendo uso della violenza, era caratterizzato da un forte antisocialismo.

Nasce il mito della VITTORIA MUTILATA (per la propaganda nazionalista l'Italia aveva "vinto la guerra, ma perduto la pace” che accresce il malcontento popolare.

1919 Nasce Partito Popolare Italiano fondato da don Luigi Sturzo, i cui obiettivi erano:

- Rispetto della proprietà privata

- Sviluppo della solidarietà sociale;

- Riforma agraria e tributaria per una più equa distribuzione dei redditi;

- Decentramento amministrativo e maggiore autonomia degli enti locali;

- sostenitore delle idee di Wilson (autodeterminazione dei popoli).

Elezioni con il sistema proporzionale (più candidati in ciascun collegio in

relazione al numero dei voti). Vincono i partiti Socialista Popolare, ma non si

crea una forte maggioranza.

Non si riesce a governare: torna Giolitti. Compromesso tra borghesia e classi

lavoratrici.

1920 Viene sgomberato dall'esercito regolare inviato da Giolitti

Dopo un tentativo di occupazione delle fabbriche da parte dei socialisti

(fallito per l'incertezza dei dirigenti di partito) gli industriali abbandonarono le

posizioni di Giolitti e si avvicinarono a quelle dei fasciste.

Salgono i licenziamenti degli operai.

Giolitti cerca una mediazione tra i capi politici e i lavoratori, organizza inoltre una commissione paritetica per gestire le fabbriche.

12 novembre 1920 Trattato di Rapallo, sottoscritto da Giolitti per l’Italia, con Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in cui si stabilivano i confini dei rispettivi regni. E’ decisivo per il delineamento definitivo della penisola italiana. Con esso l’Italia rinuncia alla Dalmazia, ottiene annessione di Trieste e Gorizia e riconosce Fiume indipendente.

1921-1922 BIENNIO NERO Lo Stato interviene ridimensionando le industrie. Si verifica un forte calo degli investimenti che causa il calo dell’inflazione e un forte aumento della disoccupazione. Scoppia una crisi dello stato liberale, causata da tre fenomeni - assenza di mediazione tra I partiti - vuoto di potere tra il luglio 1921 e ottobre 1922 - presa del potere di Mussolini con la marcia su Roma, che iniziò un’offesa antisocialista che doveva portare il fascismo al potere.

11 settembre 1921 Nasce il Partito Nazionale Fascista, sempre caratterizzato da un forte anti-socialismo e anti-repubblicanesimo. Giunge al potere con l’appoggio dei ceti medi, settori di burocrazia, esercito, Vittorio Emanuele III che gli aveva assegnato il compito di fondare un nuovo governo.

I socialisti sottovalutano la gravità della situazione e non mobilitano la popolazione. Le divisioni presenti all'interno del partito socialista gli impediscono di formare alleanze con altre forze politiche per combattere il fascismo. Giolitti pensa di usare i fascisti come arma contro i suoi nemici per poi reprimerli.

• Il partito socialista si divise in: Partito socialista unitario (Psu), e nel Partito comunista d'Italia (di cui facevano parte Bordiga e Gramsci). Perde inoltre l'alleanza con la Cgl.

• I fascisti attaccano violentemente le sedi del partito socialista.

Mussolini promulga leggi che limitano la libertà di stampa, facendo poi approvare una modifica del sistema elettorale che garantiva la maggioranza dei deputati alla lista di maggioranza relativa

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause della crisi economica e sociale in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale?
  2. La crisi è stata causata da un drastico calo del reddito nazionale, fallimenti industriali, un aumento del debito pubblico, inflazione e disoccupazione, oltre a un aggravamento delle differenze sociali tra borghesia e proletariato.

  3. Cosa caratterizzò il Biennio Rosso e quali furono le richieste degli operai?
  4. Il Biennio Rosso (1919-1920) fu segnato da oltre 1.800 scioperi e agitazioni per migliorare le condizioni di vita. Gli operai chiedevano riduzioni dell'orario di lavoro, aumenti salariali, condizioni di lavoro più umane e riconoscimento delle Commissioni Interne.

  5. Qual è stato il ruolo di Mussolini nella fondazione del movimento fascista?
  6. Mussolini fondò il "Movimento dei fasci di combattimento" il 23 marzo 1919, con l'obiettivo di indebolire il movimento operaio attraverso la violenza e promuovendo un forte antisocialismo, alimentando il mito della "Vittoria Mutilata".

  7. Quali furono gli obiettivi del Partito Popolare Italiano e come si sviluppò la situazione politica?
  8. Fondato da don Luigi Sturzo nel 1919, il Partito Popolare Italiano mirava al rispetto della proprietà privata, alla solidarietà sociale e a riforme per una distribuzione equa dei redditi. Tuttavia, le elezioni non portarono a una forte maggioranza, rendendo difficile il governo.

  9. Come si manifestò l'ascesa del fascismo durante il Biennio Nero?
  10. Durante il Biennio Nero (1921-1922), il fascismo guadagnò potere grazie al supporto dei ceti medi e alla crisi dello stato liberale, culminando nella marcia su Roma e nella nascita del Partito Nazionale Fascista, caratterizzato da un forte anti-socialismo.

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