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Concetti Chiave

  • La shari’a rappresenta la Legge rivelata nell'Islam, contenente norme etiche e direzionali, piuttosto che un insieme di regole rigide.
  • Il fiqh è l'interpretazione umana della shari’a, che classifica gli atti in base al loro valore giuridico, come obbligatori o proibiti.
  • Sia shari’a che fiqh sono considerati "diritto musulmano", con la shari’a che esprime la volontà divina e il fiqh che si basa sulla ragione e sull'interpretazione giuridica.
  • Il qanun, ovvero le regolamentazioni create da autorità politiche, non è considerato diritto musulmano, poiché non deriva dalla shari’a o dal fiqh.
  • Molti musulmani fraintendono la shari’a, scambiandola per il diritto in sé, mentre è solo una guida etica e non un corpus normativo definitivo.

Distinzione tra shari’a e fiqh

Importante è la distinzione tra shari’a e il fiqh. Il cosiddetto “diritto coranico” non esiste, visto che il testo coranico è scarsamente normativo. Ma l’Islam è religione di Legge, e ciò dipende non solo dal fatto che le regole di comportamento sociale e culturale sono considerate atti legali, ma soprattutto dal fatto che la Legge è di origine divina. Esiste però il diritto musulmano che si basa su due livelli:

1. shari’a (la “via”): contiene le norme contenute nel Corano e nella Sunna. La shari’a è in senso stretto la Legge rivelata, il fondamento etico rivelato del diritto. La shari’a è una “direzione”, una base, un metodo, piuttosto che un corpus di regole e sanzioni. Non implica un’idea di obbligazione, ma di indirizzo e di direzione.

2.

Caratteristiche del fiqh

fiqh (“comprensione”): il diritto musulmano vero e proprio, l’elaborazione attraverso strumenti umani della shari’a. Che porta quindi alla conoscenza della quintuplice qualificazione sciaraitica dell’atto umano. Tutti gli atti possono essere considerati: obbligatori, proibiti, consigliati, sconsigliati, oppure giuridicamente neutri. In ogni caso ogni atto ha un valore giuridico, non tanto etico. Il fiqh ha quindi carattere metodologico (studio degli usul al-fiqh) e contenutistico, nell’elaborazione di norme di diritto positivo.

Diritto musulmano e autorità politica

In generale quindi, sia shari’a che fiqh sono “diritto musulmano”: la prima esprime la volontà di Dio, il secondo la scienza giuridica formulata dai tecnici del diritto sulla base dell’uso della ragione. Molti musulmani compiono l’errore di considerare la shari’a come il diritto in sé.

Non è invece diritto musulmano il qanun, cioè le regolamentazioni poste in essere da un’autorità, in primo luogo politica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza fondamentale tra shari’a e fiqh?
  2. La shari’a rappresenta la Legge rivelata e le norme divine contenute nel Corano e nella Sunna, mentre il fiqh è l'elaborazione umana di queste norme, che si traduce in un sistema giuridico concreto e metodologico.

  3. Come viene definita la shari’a nel contesto del diritto musulmano?
  4. La shari’a è definita come una “direzione” e un metodo piuttosto che un insieme di regole obbligatorie, fungendo da base etica per il diritto musulmano, senza implicare un’idea di obbligazione.

  5. Qual è il ruolo del fiqh nella comprensione del diritto musulmano?
  6. Il fiqh si occupa della comprensione e dell'elaborazione delle norme giuridiche, classificando gli atti umani in base alla loro qualificazione sciaraitica, e ha un carattere sia metodologico che contenutistico.

Domande e risposte

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