Concetti Chiave
- L'affresco nella cappella di S. Clemente al Laterano ritrae un miracolo in cui san Clemente si libera da catene, lasciando una colonna al suo posto.
- Il linguaggio dell'affresco presenta elementi romaneschi, come le preposizioni articolate e tracce di latino nei nomi dei personaggi.
- Sisinnio, il pagano, utilizza un linguaggio volgare per esprimere autorità e violenza verso i suoi servi, evidenziando la sua personalità autoritaria.
- L'affresco è identificato come un "fumetto ante litteram" per l'uso innovativo del volgare, che accompagna le immagini per rendere la scena più realistica.
- Il comico emerge dalla situazione di umiliazione dei personaggi, poiché l'uso del volgare in un contesto solenne crea un contrasto pittoresco e sorprendente.
Indice
L'affresco di san Clemente
Nella cappella sotterranea della basilica di S. Clemente al Laterano, a Roma si trova un affresco con riportata la seguente iscrizione. Essa è databile tra il 1084 e l’inizio del 1100. Le frasi sono trascritte in prossimità dei personaggi che le pronunciano.
Fili de le pute, traite ! (pronunciata da Sisinno)
Albertel traite! (pronunciata da Gosmario)
Falite dereto co lo palo, Carvoncelle! (pronunciata da Albertel)
Duritiam cordis vestris, (pronunciata da san Clemente)
saxa traere meruistis.
Il miracolo di san Clemente
Essa riguarda un miracolo compiuto da san Clemente quando era ancora in vita. Un ricco pagano, Sisinnio, è convinto convinzione san Clemente gli voglia sottrarre la moglie Teodora perché diventata cristiana. Pertanto ordina ai suoi servi, Gosmario, Albertello e Carboncello di arrestare il santo e di condurlo al martirio. Cosicché, gli uomini incatenano il santo che però per miracolo, si libera e al suo posto resta una pesante colonna. Nell’affresco la figura di Sisinnio che esorta con parole violente e volgari i sue tre servi che trascinano la colonna. Nell’ultima parte dell’iscrizione, abbiamo una frase tratta dalla Passio sancti Clementis, anteriore al VI secolo.
Figli di puttana, tirate!
Alberetello, tira!
Spingi da dietro col palo, Carboncello!
Per la durezza del vostro cuore
Meritaste di trainare sassi!
Linguaggio e dialetto romaneschi
Innanzitutto bisogna dire che siamo in un ambiente romano e la lingua volgare comporta elementi tipicamente romaneschi.Sul piano linguistico dobbiamo notare i costrutti “de le” e “colo” (derivato da cum + illum) che sono già delle preposizioni articolate. Invece permane una traccia del latino in -i (Gosmari) e in -e (Carvoncelle), Il passaggio da Carboncello a Carvoncelle, cioè il passaggio da -rb- a – rv- è un elemento dialettale tipico della zona di Roma.
L’iscrizione come fumetto ante litteram
Sisinnio e il fumetto ante litteram
I termini volgari che sta utilizzando Sisinnio ci fa capire che egli non si sta rivolgendo ai suoi pari, ma ai servi, nella sua funzione di padrone. Intuiamo che è un uomo autoritario (tiene una mano alzata), violento, che non si commuove facilmente (= un cuore di sasso, come indicato nell’iscrizione in latino) e triviale. È molto probabile che il pittore si sia trovato realmente di fronte a situazioni di questo tipo e che per essere ancora più realistico ha pensato bene di associare l’immagine ad un testo. Un critico, Aurelio Roncaglia, ha parlato di una sorta di fumetto. In altre parole, si potrebbe dire che il volgare, viene usato per la prima volta a scopo artistico.
Il comico nell'arte volgare
Occorre aggiungere un’ulteriore considerazione. Nella vicenda i padrone e i suoi tre servi rimangono umiliati e derisi per lo smacco subito. Nella conclusione dell’episodio si rinviene qualcosa di comico, un comico che è chiaro, l’artista vuole ricercare. Infatti il volgare, in un’epoca in cui tutti scrivevano ancora in latino, per chi lo scrivesse aveva un valore comico e creava un effetto sorpresa e pittoresco, soprattutto se inserito in un contesto solenne ed elevato come quello creato dalla presenza di una citazione tratta da un testo religioso.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'affresco di san Clemente nella basilica di S. Clemente al Laterano?
- Qual è il significato dell'affresco di san Clemente nella basilica di S. Clemente al Laterano?
- Come viene rappresentato il personaggio di Sisinnio nell'affresco?
- Come viene rappresentato il personaggio di Sisinnio nell'affresco?
- Qual è l'importanza del linguaggio e del dialetto romaneschi nell'affresco?
- Qual è l'importanza del linguaggio e del dialetto romaneschi nell'affresco?
- In che modo l'affresco può essere considerato un "fumetto ante litteram"?
- In che modo l'affresco incorpora elementi comici?
- Qual è l'effetto comico ricercato dall'artista nell'affresco?
- Qual è il contesto storico dell'affresco di san Clemente?
L'affresco rappresenta un miracolo di san Clemente, in cui un ricco pagano, Sisinnio, ordina di arrestare il santo, ma lui si libera miracolosamente, lasciando al suo posto una colonna. Le iscrizioni evidenziano il linguaggio volgare e la violenza del pagano (testo databile tra il 1084 e il 1100).
L'affresco rappresenta un miracolo di san Clemente, in cui un ricco pagano, Sisinnio, ordina di arrestare il santo, ma lui si libera miracolosamente, lasciando al suo posto una colonna. Le iscrizioni evidenziano il linguaggio volgare e la violenza del pagano (testo citato).
Sisinnio è descritto come un uomo autoritario e violento, che si rivolge ai suoi servi con termini volgari, evidenziando la sua natura triviale e il suo cuore di pietra, come indicato nell'iscrizione in latino.
Sisinnio è descritto come un uomo autoritario e violento, che si rivolge ai suoi servi con linguaggio volgare, evidenziando la sua natura triviale e il suo cuore di pietra, come indicato nell'iscrizione in latino.
L'uso del linguaggio volgare e degli elementi romaneschi, come "de le" e "colo", riflette l'ambiente romano e segna un passaggio dal latino al volgare, rendendo l'opera più accessibile e realistica.
Il linguaggio volgare, con elementi romaneschi, segna un passaggio significativo dall'uso del latino, rendendo l'opera più accessibile e realistica, e rappresenta un uso artistico innovativo del volgare, come sottolineato dal critico Aurelio Roncaglia.
L'affresco è definito un "fumetto ante litteram" perché il pittore ha associato l'immagine a un testo volgare, creando un effetto comico e realistico, simile a quello dei fumetti moderni, per rappresentare la scena in modo vivace.
L'affresco presenta un elemento comico attraverso l'umiliazione dei personaggi, con il volgare che crea un effetto sorpresa e pittoresco, contrastando con il contesto solenne del testo religioso, rendendo la scena più vivace e divertente.
L'artista cerca un effetto comico attraverso l'uso del volgare, che, in un'epoca dominata dal latino, sorprende e diverte, umiliando i personaggi e creando un contrasto con il contesto solenne del miracolo religioso.
L'affresco è databile tra il 1084 e l'inizio del 1100 e riflette un'epoca in cui il volgare iniziava a essere utilizzato artisticamente, in un contesto in cui la maggior parte della scrittura era ancora in latino, evidenziando un cambiamento culturale significativo.