Concetti Chiave
- I poemi epici iniziano con un proemio che include un'invocazione alla divinità e una sintesi del tema, come nei poemi omerici.
- Il tema centrale del poema è l'ira di Achille, le cui conseguenze sono attribuite a Zeus, che influenza le vicende umane.
- La narrazione parte dal conflitto tra Agamennone e Achille, riflettendo il metodo dell'aèdo nel delimitare il racconto.
- La Musa è invocata per ricevere ispirazione e supporto mnemonico, con Mnemosýne che simboleggia l'importanza della memoria per gli aèdi.
- L'ira di Achille, che causa lutti e sconfitte per i Greci, è il filo conduttore della narrazione, iniziando nel momento più drammatico della storia.
Indice
Struttura del proemio epico
I poemi epici si aprono sempre secondo uno schema fisso, che comprende l'invocazione alla divinità ispiratrice e la sintetica esposizione dell'argomento. Questi elementi, che nel loro insieme formano il proemio, comparvero per la prima volta nei poemi omerici, entrarono a fare parte del genere epico ritornando, pur modificati e variamente sviluppati, in tutte le sue opere, fino all'epica italiana rinascimentale.
Invocazione e tema centrale
Seguendo la traduzione di Cerri, percorriamo l'organizzazione interna del proemio. Dopo l'invocazione alla Musa, il poeta indica il tema centrale del poema, l'ira di Achille (v. 1), seguito dalla rapida descrizione delle conseguenze che da essa derivano (vv. 2-5); di questi avvenimenti viene attribuita la responsabilità a Zeus (v. 5), il dio che ha il potere di determinare le vicende umane.
Achille e la composizione ad anello
Nei vv. 6-7 viene indicato l'inizio da cui procede la narrazione nel poema, che prende l'avvio da quando («dal primo istante in cui») avvenne la contesa tra Agamennone e Achille. Questa indicazione riflette il modo in cui l'aèdo eseguiva il suo canto: infatti, nell'ampio materiale narrativo relativo alla decennale guerra di Troia che era noto agli ascoltatori, l'aèdo doveva delimitare l'oggetto del suo canto indicando il punto di partenza del racconto.
Si deve anche osservare che il nome di Achille è
posto all'inizio e ripetuto a conclusione del proemio, e rappresenta una caratteristica della cosiddetta «composizione ad anello».
Il ruolo della Musa e Mnemosýne
La dea a cui Omero si rivolge è la Musa della poesia, che può concedere o negare all'aedo la capacità di elaborare la materia del canto. Nel caso particolare degli aèdi, essi tramandavano e recitavano i canti epici affidandosi soltanto alla memoria, e quest'ultima era tanto importante da essere raffigurata nella dea Mnemosýne, che significa appunto "memoria". Mnemosýne, in quanto madre delle Muse, operava tramite le figlie: perciò, quando un aèdo si accingeva a un'esecuzione, iniziava invocando la Musa, al fine di ottenere il supporto sia per l'ispirazione poetica sia per il ricordo dei suoi canti. L'ira di Achille come filo conduttore del poema
L'ira di Achille e le sue conseguenze
Subito dopo l'invocazione, Omero enuncia l'argomento del suo canto. Egli sceglie un solo tema fra i tanti che costituiscono il mito troiano: l'ira di Achille con le sue funeste conseguenze.
Potrebbe sembrare riduttivo limitare l'argomento del poema all'«ira funesta» dell'eroe greco, dal momento che l'iliade affronta la più vasta tematica della guerra di Troia. Bisogna però tenere conto del fatto che Omero, superando l'esposizione cronologica, ci immette direttamente nel cuore degli avvenimenti, iniziando la narrazione proprio nel momento più drammatico, quello dello sdegno di Achille, che pone in crisi tutto l'esercito greco.
Inoltre, questa ira è più vasta di quanto faccia supporre la protasi: sono due, infatti, le grandi ire di Achille. La prima divampa furiosa per l'affronto subito da Agamennone che, in cambio di Criseide, pretende Briseide, la schiava che costituiva il bottino di Achille; questi pertanto si asterrà dal combattimento per un lungo periodo, determinando con la sua assenza lutti e sconfitte per l'esercito greco. A questa ira segue quella causata dall'uccisione dell'amico Patroclo: ben più terribile, essa non è funesta per i Greci ma per i Troiani e soprattutto per Ettore, la cui morte segna la fine del poema.
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura tipica del proemio epico?
- Qual è il tema centrale del poema di Omero?
- Come si sviluppa la narrazione nel poema?
- Qual è il ruolo della Musa e di Mnemosýne nell'epica?
- In che modo l'ira di Achille influisce sulla guerra di Troia?
Il proemio epico si apre con un'invocazione alla divinità ispiratrice e una sintetica esposizione dell'argomento, elementi che risalgono ai poemi omerici e si ritrovano in tutte le opere del genere epico.
Il tema centrale del poema è l'ira di Achille, la quale ha conseguenze devastanti per l'esercito greco, come indicato nei versi iniziali.
La narrazione inizia con la contesa tra Agamennone e Achille, riflettendo il modo in cui l'aèdo delimitava il suo canto, partendo da un punto specifico della storia.
La Musa è invocata per ottenere ispirazione e supporto nella memoria, essenziale per gli aèdi che recitavano i canti epici, mentre Mnemosýne rappresenta la memoria stessa.
L'ira di Achille, scatenata da un affronto subito, porta alla sua astensione dal combattimento, causando lutti e sconfitte per i Greci, e culmina in una seconda ira che porta alla morte di Ettore, segnando la fine del poema.