Indice

  1. Introduzione alla ricerca antropologica
  2. Il lavoro dell’antropologo
  3. Prima dí Malinowski
  4. Argonauti del Pacifico occidentale
  5. I 3 pilastri del metodo
  6. Il caso Ogotemmeli
  7. Le fasi della ricerca antropologica

Introduzione alla ricerca antropologica

L’antropologia nasce nella metà dell’800. All’interno delle monografie troviamo molti aspetti che gli antropologi hanno studiato delle varie culture: analisi legami parentela, decifrazione scritture e comparazione riti, miti e leggende.
Il campo d’azione è molto ampio tanto da comprendere il mondo intero: da i popoli ancora primitivi che sono pochi e soprattutto le persone della società attuale e nelle grandi metropoli. Anche delle comunità europee di pastori che praticano la transumanza (migrazione stagionale del bestiame).
Come nel funzionalismo, vengono studiate anche le funzioni degli oggetti e dei simboli.

Geertz (corrente interpretativa): chi mi racconta qualcosa della sua cultura ne fa un’interpretazione, io che lo scrivo ne faccio un’altra interpretazione ancora e anche quando lo scrivo lo reinterpreto. Però i resoconti permettono di far sopravvivere le culture.

Il lavoro dell’antropologo

Il lavoro dell’antropologo è un lavoro specifico, nessun’altra disciplina delle scienze umane lavora direttamente sul campo, ovvero il luogo materiale e simbolico. È il luogo dove lo studioso entra in contatto con i nativi e cerca di afferrarne la mentalità. Nel lavoro sul campo è importante anche il contesto ovvero lo scenario nel quale si collegano gli elementi della cultura osservati e dove avvengono le interazioni sociali. Solo grazie al contesto gli elementi di una cultura possono essere adeguatamente compresi.
Malinowski elementi fondamentali: campo fisico e culturale, contesto dove i simboli assumono significat, osservazione partecipante.

Prima dí Malinowski

La ricerca di Tylor, Morgan e Frazer era condotta su itinerari e resoconti dei missionari e colonizzatori e per questo erano definiti antropologi da tavolino. Malinowski (isole Trobriand in Papua nuova Guinea) , Boas (nativi americani) e Griaule (popolazioni del Mali) furono i primi ad inaugurare la ricerca sul campo.
Malinowski in particolare studiò molto tempo lì circa 3 anni, questo gli diede modo di imparare anche la lingua e di osservare al meglio la vita sociale degli indigeni. Grazie a lui e ai suoi successori: Mead (se le ragazze della Samoa sentivano il bisogno di ribellarsi), Levi-Strauss ecc… hanno contribuito a rendere attendibile l’indagine antropologica tramite la testimonianza oculare.

Argonauti del Pacifico occidentale

Pubblicato nel 1922.
Sottilineo l’importanza per l’antropologia di un rigore metodologico delle scienze della natura per distinguere gli antropologi dagli etnografici e i ricercatori attratti dall’esoterico.
Occorre fornire un resoconto dettagliato dei metodi, degli strumenti e delle condizioni in cui sono state condotte le osservazioni, così come anche la finalità della ricerca.
L’antropologo deve avere rispetto nei confronti degli indigeni e delle loro usanze. Lo scopo non è asservire i nativi ma rispondere agli interrogativi in merito all’adattamento all’ambiente, vita familiare, educazione e credenze.

I 3 pilastri del metodo

Principi metodologici dell’etnologia:
  • Studioso deve avere un obiettivo scientifico ben preciso
  • Individuare le condizioni appropriate per condurre il proprio lavoro
  • Applicare metodi adeguati di raccolta, elaborazione e sintesi dei dati
Il suo obiettivo era conoscere l’organizzazione sociale degli indigeni, la condizione più appropriata era condurre l’indagine sul campo a stretto contatto con il popolo.
É importante imparare la lingua locale e adeguare le domande alla mentalità del popolo evitando di parlare di temi astratti ma concentrandosi su quello che facevano nel quotidiano. Come strumenti di raccolta fa riferimento a strumenti del suo tempo come carta e penna mentre per la loro rielaborazione sintetica ritiene molto utile l’impegno di tavole riassuntive sinottiche con le quali si può capire immediatamente la situazione guardandole.

Durante il suo soggiorno nelle isole Trobrian Malinowski si avvalse per la sua analisi di alcuni informatori utili specialmente nella mediazione linguistica dato che conoscevano lingua, usi e costumi della popolazione. In altri casi come Levi-Strauss è lo stesso antropologo ad individuare tra la popolazione chi può essere fonte di notizia (giovane bororo del Brasile).

Il caso Ogotemmeli

È fondamentale per la ricerca antropologica avere un interprete bilingue, tuttavia le testimonianze devono essere ben vagliate perché L’informatore potrà dare un’immagine della propria cultura falsa o parziale. Un esempio è il testo Dio d’acqua di Griaule. Si trovava nel Mali nella terra dei Dogon e venne invitato da un anziano cacciatore e guaritore Ogotemmeli che in 3 incontri gli espose la mitologia del suo popolo: acqua fonte di vita e parola in grado di creare legami tra persone sono come sostanze divine.
Questo suscitò un dibattito in cui ci si chiedeva chi fosse quest’uomo, se questo popolo esistesse ancore e se l’antropologo avesse riadattato le storie secondo il gusto europeo.
Questo ci ricorda che l’osservazione sul campo è sempre frutto dell’incontro tra due culture e dalla soggettività di chi osserva e di chi viene osservato. La descrizione antropologica non sarà dunque mai pura ma una rappresentazione data dal dialogo tra ricercatore e informatore.

Le fasi della ricerca antropologica

Alla luce delle osservazioni dí Malinowski sappiamo che la ricerca antropologica comprende:
  • Prima fase empirica osservativa di lavoro sul campo
  • Interpretazione dei dati raccolti
  • Redazione di una monografia o di un articolo scientifico

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