Concetti Chiave

  • I principali esponenti dell'idealismo, Fichte, Schelling e Hegel, mirano a superare il dualismo tra fenomeno e noumeno della filosofia kantiana.
  • Kant sostiene che il noumeno, la realtà in sé, è inconoscibile; l'idealismo, al contrario, lo considera parte della coscienza del soggetto.
  • Secondo l'idealismo, il processo conoscitivo è infinito e il noumeno è un aspetto oscuro dell'io che richiede un continuo sforzo di consapevolezza.
  • L'idealismo sostiene che l'io è un principio creatore e ontologico, contrariamente a Kant, che lo vede solo come un principio logico formale.
  • Il noumeno non è in opposizione al soggetto conoscente, ma è integrato nell'io, la cui attività di pensiero è essenziale per la sua esistenza.

Esponenti dell'idealismo

I maggiori esponenti dell’idealismo furono: Fichte, Schelling ed Hegel. Questa corrente filosofica nacque al fine di risolvere le problematiche della filosofia kantiana, di modo da condurla ad unità.

Dualismo kantiano

Kant riteneva che la realtà fosse caratterizzata da un dualismo fra fenomeno e noumeno: il fenomeno è ciò che appare al soggetto in virtù delle sue facoltà conoscitive, invece, il noumeno è la realtà della cosa in sé e coincide il concetto limite, difatti, è possibile pensarlo ma non conoscerlo in quanto, secondo Kant, la conoscenza presuppone sia l’esperienza che le forme a priori. Questo implica il fatto che la ragione kantiana abbia dei limiti dovuti al fatto che non sia in grado di intuire.

Superamento del dualismo

L’idealismo intende sanare questo dualismo in cui il noumeno non è conoscibile ed esiste di per sé, è autonomo. Gli idealisti ritengono così che il noumeno rientri nella coscienza del soggetto conoscente. Quindi non è vero che il noumeno non è conoscibile e che è esterno al soggetto, in realtà, il soggetto non ne è cosciente. Vi è nel soggetto un continuo processo che tenta di rendere cosciente questa parte inconscia. Tale processo viene paragonato alla radice di due: non ha limite, tuttavia, continuando a fare divisioni, è possibile conoscere una cifra in più del suo valore e quindi prenderne coscienza. Però non è possibile mai arrivare al dunque e, perciò, questo processo è infinito. In sintesi, il noumeno è una parte un po' oscura dell’io.

Io e realtà secondo l'idealismo

L’idealismo ritiene quindi che tutta la realtà sia l’io stesso, che, ricordiamo, è solo pensiero. Kant riteneva invece che l’io penso fosse solamente un principio logico formale che presuppone l’esistenza della realtà; quindi, che non fosse un principio creatore.

Se tutto ciò che è è frutto del pensiero dell’io, l’io come già detto è creatore e quindi non è solamente una funzione conoscitiva, ma un principio (universale) ontologico che implica che nulla sia inconoscibile di principio per quanto detto precedentemente.

Noumeno e soggetto conoscente

Il noumeno non è perciò più contrapposto al soggetto conoscente, ma è una parte dell’Io, così come lo chiama Fichte, la cui attività è quella di pensare e la cui essenza è quella di agire: siccome il processo della conoscenza è infinito, quella dell’io è una perpetua attività; anche perché, se l’io si fermasse e non cercasse più di aumentare la propria coscienza morirebbe. Inoltre, con la sua attività genera se stesso e, pur essendo pensiero, esiste.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali esponenti dell'idealismo e quale problema filosofico cercano di risolvere?
  2. I principali esponenti dell'idealismo sono Fichte, Schelling ed Hegel, e la loro corrente filosofica nasce per risolvere le problematiche della filosofia kantiana, cercando di condurla ad unità.

  3. Come Kant definisce il dualismo tra fenomeno e noumeno?
  4. Kant distingue tra fenomeno, ciò che appare al soggetto attraverso le sue facoltà conoscitive, e noumeno, la realtà della cosa in sé, che è pensabile ma non conoscibile, poiché la conoscenza richiede esperienza e forme a priori.

  5. In che modo l'idealismo supera il dualismo kantiano?
  6. L'idealismo supera il dualismo sostenendo che il noumeno rientra nella coscienza del soggetto conoscente, rendendo possibile la sua conoscenza attraverso un processo infinito di consapevolezza, in contrasto con l'idea kantiana di un noumeno esterno e inconoscibile.

  7. Qual è la concezione dell'io secondo l'idealismo rispetto a Kant?
  8. L'idealismo considera l'io come creatore della realtà, affermando che tutto ciò che esiste è frutto del pensiero dell'io, mentre Kant lo vedeva solo come un principio logico formale, non come un principio ontologico creativo.

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