Concetti Chiave
- L'energia idroelettrica sfrutta la trasformazione dell'energia potenziale dell'acqua in energia elettrica attraverso centrali con turbine e alternatori.
- Esistono due tipologie di centrali idroelettriche: centrali a salto, che utilizzano grandi altezze di caduta, e centrali ad acqua fluente, che dipendono da fiumi con portata costante.
- Nonostante sia una fonte di energia pulita, la costruzione di dighe può causare impatti ambientali significativi, compromettendo ecosistemi e causando rischi idrogeologici.
- L'energia mareomotrice rappresenta uno sviluppo futuro per l'energia idroelettrica, sfruttando moto ondoso, maree e correnti marine.
- L'energia idroelettrica è fondamentale in Italia, coprendo circa il 15% del fabbisogno energetico nazionale con oltre duemila centrali, di cui 500 gestite da ENEL.
L’energia idroelettrica è una fonte di energia alternativa e rinnovabile, che sfrutta la trasformazione dell'energia potenziale gravitazionale, posseduta da una certa massa d'acqua ad una certa quota altimetrica, in energia cinetica al superamento di un certo dislivello; tale energia cinetica viene infine trasformata in energia elettrica in una centrale idroelettrica grazie ad un alternatore accoppiato ad una turbina.
Quali sono le tipologie di centrali idroelettriche?
Questa tipologia di energia viene ricavata dal corso di fiumi e di laghi grazie alla creazione di dighe e di condotte forzate.
Esistono due tipologie di centrali:
- A salto, che sfruttano grandi altezze di caduta nelle regioni montane;
- Ad acqua fluente, che utilizzano grandi masse d’acqua che superano piccoli dislivelli. Per far questo però il fiume deve avere una portata considerevole e un regime costante.
Impatto ambientale e rischi
L'energia idroelettrica è una fonte di energia pulita (non vi sono emissioni) e rinnovabile, tuttavia la costruzione di dighe e grandi bacini o invasi artificiali, con l'allagamento di vasti terreni, apporta sempre e comunque un certo impatto ambientale che nei casi più gravi può provocare lo sconvolgimento dell'ecosistema della zona con grandi danni ambientali, come è successo con la grande diga di Assuan in Egitto, oppure rischi di tipo idrogeologico come accaduto nel disastro del Vajont.
Energia mareomotrice e sviluppo futuro
La produzione di energia idroelettrica può avvenire anche attraverso lo sfruttamento del moto ondoso, delle maree e delle correnti marine. In questo caso si parla di energia mareomotrice.
L'energia idroelettrica è la principale risorsa alternativa alle fonti fossili usata in Italia e garantisce circa il 15% del fabbisogno energetico italiano. Le centrali idroelettriche totali sono più di duemila, di cui 500 appartenenti all’ENEL. Nell’ultimo decennio inoltre si stanno sviluppando sistemi da installare in mare, come tra l’altro avviene anche con i sistemi off-shore dell’eolico, per sfruttare il potenziale delle onde, delle maree, delle correnti marine o del gradiente di temperatura tra fondo e superficie degli oceani che hanno una potenza di gran lunga superiore a quella che si può trovare sulla terraferma.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali tipologie di centrali idroelettriche?
- Qual è l'impatto ambientale associato all'energia idroelettrica?
- Qual è il ruolo dell'energia mareomotrice nel futuro dell'energia idroelettrica?
Le centrali idroelettriche si suddividono in due tipologie: le centrali a salto, che sfruttano grandi altezze di caduta nelle regioni montane, e le centrali ad acqua fluente, che utilizzano grandi masse d’acqua con piccoli dislivelli, richiedendo un fiume con portata considerevole e regime costante.
Sebbene l'energia idroelettrica sia una fonte pulita e rinnovabile, la costruzione di dighe e bacini può avere un impatto ambientale significativo, potenzialmente sconvolgendo l'ecosistema locale e causando danni, come evidenziato dal disastro del Vajont e dalla diga di Assuan in Egitto.
L'energia mareomotrice, che sfrutta il moto ondoso, le maree e le correnti marine, rappresenta un'area di sviluppo futuro per l'energia idroelettrica, con potenzialità superiori rispetto a quelle disponibili sulla terraferma, contribuendo così al fabbisogno energetico italiano.