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Introduzione alla Sacra Scrittura

Sommario

  • Sommario........................................................................................................................................................... 1
  • Introduzione ................................................................................................................... 2
  • Sei leggi per leggere la Bibbia................................................................................................................................................................. 3
  • Dei Verbum ............................................................................................................................................................ 4
  • L’ispirazione.............................................................................................................................................................. 7
  • L’inerranza ....................................................................................................................................... 7
  • Materiale scrittorio......................................................................................................................................................................... 7
  • Canone ...... 13
  • Pontificia commissione biblica: l’interpretazione della Bibbia nella Chiesa...................................................................................................................................................... 19
  • Verbum Domini 1

Introduzione

La Sacra Scrittura è un insieme di libri antichi scritti in tempi lontani dai nostri, i quali, pertanto, hanno un materiale culturale, sociale e anche storico che possono essere ritenuti difficili da comprendere. Per una buona comprensione, gli esegeti e tutti gli studiosi del mondo antico hanno avuto bisogno di tutti quei sussidi linguistici, archeologici, storici e letterari che possono portare a una lettura esatta del pensiero degli scritti.

La Sacra Scrittura è un insieme di generi letterari, di varie forme, vari modi di scrivere, usati dagli uomini in una data regione e in un preciso momento: scritti storici, racconti brevi, poesie, leggi, oracoli, parabole, lettere; tutto ciò forma la letteratura di un popolo e ognuno di essi ha specifiche regole di interpretazione.

La fede: il primo requisito per una fruttuosa lettura della Bibbia

La Bibbia, a differenza di altri libri, è un libro vivente, perché è Parola di Dio, una Parola che dà Vita. La Bibbia contiene la Rivelazione di Dio agli uomini, contiene quindi la Presenza di Cristo che è Vera Parola.

Alla Scrittura ci si può avvicinare in diversi modi: se ci si presenta da ateo, la Bibbia diventa solo un oggetto di indagine, ma un credente a quest’indagine, anche critica e scientifica, deve aggiungere la fede, con la quale può andare all’incontro con Cristo. Un esempio di ciò può essere proprio la figura di Gesù al suo tempo, il quale per gli Scribi e i Farisei era solo un uomo che meritava la morte per le sue presunte bestemmie, mentre per i suoi discepoli, che avevano la fede, egli era il Messia e il Salvatore.

Differenza tra Parola di Dio e Scrittura

Parola deriva dall’ebraico, dabar, che significa azione, evento. La Parola di Dio è un evento, perché quello che dice avviene, come nel momento della Creazione (Gn 1): la Parola di Dio è azione e attraverso la sua azione Egli si rivela nella storia dell’uomo. E la storia è rappresentata proprio dalla Bibbia, perché mentre altre religioni hanno un testo che è l’insegnamento dei loro fondatori, la Bibbia è il libro delle azioni di Dio nella storia di un popolo, con quali il popolo stesso riesce a conoscerlo. Pertanto la storia diventa il luogo dove Dio si rivela attraverso il suo agire.

Per tale motivo dabar, parola, assume una concezione dinamica, ossia assume il potere di chi la pronuncia e allora la Parola di Dio ha il potere di Dio stesso, come nell’esempio della Creazione. E la sua parola è sempre efficace (Eb 4,12; Is 55,10-11).

Parola di Dio e Sacra Scrittura non sono la stessa cosa. Per Scrittura si intende l’insieme dei libri dell’Antico e Nuovo Testamento, che contengono la storia degli interventi di Dio. Ma la Scrittura letta da un ateo, che al massimo troverà solo utili informazioni, gli sembrerà uno scheletro senza vita, diventa solo uno oggetto di indagine, vedendola come un testo di storie e insegnamenti, correlati anche da errori. Ma per chi ha fede, la Scrittura è Parola vivente e sente la voce 1 Cfr. F. D G, «Introduzione», in Introduzione alla Sacra Scrittura, (Dispensa) Roma 2013, 2-5. I Iovambattista 1 di Cristo che si rivela. La Scrittura diventa Parola di Dio in presenza di una comunità che la proclama e quindi le permette di agire.

La Parola di Dio è più della Scrittura: Dio parla all’uomo in diversi altri modi: la natura, le persone e la vita personale. Attraverso questo dialogo Dio è presente nella storia di ogni uomo e guida la sua vita. Ma questi eventi hanno però bisogno della Scrittura, che è il fondamento su cui si basa la vita dell’uomo: senza essa gli eventi della vita non avrebbero significato. Attraverso la Scrittura, inoltre, si riesce a distinguere ciò che viene da Dio da quello che viene dal maligno.

Come riportato anche nella Dei Verbum (DV 12, DV 13), Dio, però, si è rivelato all’uomo usando il linguaggio umano e parlando loro come ad amici (Es 33,11; Gv 15,14-15). E il linguaggio umano possiede tre caratteristiche:

  • La parola è informazione: quindi informa sui fatti, cose e avvenimenti con un linguaggio descrittivo;
  • La parola è espressione: l’uomo dà parola alla propria intimità e tira fuori ciò che prova al suo interno;
  • La parola è appello: l’uomo attraverso la parola si relaziona con l’altro e vive per incontrare e comunicare con l’altro. 2

Sei leggi per leggere la Bibbia

Legge della gratuità

Il Concilio Vaticano II nel I capitolo della Dei Verbum tratta della Rivelazione, mettendo in risalto che l’iniziativa della rivelazione appartiene a Dio e nella gratuità opera con bontà e sapienza. Perciò bisogna accostarsi alla Scrittura come un dono inaspettato ed immeritato.

Legge del cristocentrismo

L’oggetto dell’azione spontanea e gratuita di Dio è la sua Rivelazione, avvenuta in 2000 anni da Abramo a Cristo e proprio in Cristo diventa il culmine della Rivelazione di Dio, ossia il Verbo fatto carne.

Legge della dialogicità

Come dice il Concilio, Dio parla agli uomini come ad amici e quindi ha una comunicazione a livello personale e confidenziale.

Legge della comunione

Dio, attraverso la Rivelazione, invita ed ammette l’uomo alla comunione trinitaria, ossia quando viene letta la Parola, Dio fa comunione con coloro che ascoltano le Scritture.

Legge della storicità

La Rivelazione di Dio all’uomo avviene attraverso la storia, dove gli eventi e le gesta sono chiarite con le parole e le parole dichiarano le opere e il mistero in esso contenuto. La Parola di Dio, nello stesso tempo, è creatrice ed interprete della storia. Quando si dice Storia della Salvezza si intende il progetto di Dio per la salvezza dell’uomo, che ha avuto inizio con la creazione dell’umanità e si concludeva con la sua fine, anche se la Rivelazione ha avuto il suo compimento in Cristo.

Legge dell’ecclesialità

La Rivelazione di Dio, sotto forma di Tradizione e Scrittura, è affidata alla Chiesa. La Sacra Tradizione è la tradizione orale che la Chiesa cattolica considera, come la Scrittura, fonte della rivelazione di Dio, che trova il suo compimento in Cristo, il quale invia gli apostoli a predicare il Vangelo. Gli Apostoli poi hanno lasciato questo compito ai vescovi.

Inoltre, alla Chiesa spetta anche il compito di interpretare la Parola di Dio. Ma il Magistero della Chiesa non è superiore alla Parola, ma al suo servizio. Lo scopo della Sacra Tradizione, della Sacra Scrittura e del Magistero della Chiesa è unico: la salvezza delle anime. 2 Cfr. M. C, «Sei leggi per leggere la Bibbia», in Introduzione alla Sacra Scrittura, (Dispensa), Civitavecchia Arlino Tarquinia 2018, 6-10. 2 3 4

Dei Verbum

La Dei Verbum è un documento del Concilio Vaticano II e tocca temi come la Rivelazione di Dio, la Parola di Dio, l’Ispirazione di Dio e il valore e l’importanza dell’Antico e del Nuovo Testamento nella vita della Chiesa stessa.

Capitolo I: la rivelazione

Il Primo capitolo della Dei Verbum tratta della Rivelazione di Dio, un Dio che si rivela agli uomini, prima con le opere e le parole, poi di persona come ad amici, attraverso la figura di Cristo. Ma prima di arrivare a Gesù, Dio si è manifestato al popolo di Dio dell’Antico Testamento attraverso i Patriarchi, Mosè e i Profeti. La storia della rivelazione si è poi concretizzata in Gesù che si è fatto uomo tra gli uomini, portando a compimento l’opera di salvezza di Dio e completando la Rivelazione di Dio stesso. E dal momento che non ci sarà nessun’altra rivelazione prima di quella dell’ultimo giorno, sta all’uomo accogliere con fede questa Rivelazione, abbandonando tutto se stesso nelle mani di Dio e creando così un rapporto personale con Dio stesso, che, con la sua grazia, soccorre e aiuta l’uomo. Il rapporto tra uomo e Dio è un patto di alleanza e di amore, che Dio offre e che l’uomo può scegliere di accettare o rifiutare. Nel momento in cui accetta questo patto, la Bibbia diventa Parola di Dio, un libro che pone un dialogo tra l’uomo e Dio stesso.

Capitolo II: la trasmissione della divina rivelazione

Il Secondo capitolo della Dei Verbum tratta di come la Rivelazione è stata trasmessa attraverso le Scritture e la Tradizione. Dio, che ha voluto che le sue parole rimanessero integre e fossero trasmesse in futuro, affidò questa trasmissione prima agli Apostoli, i quali lasciarono il messaggio di Cristo ai Vescovi, i quali dovevano conservarlo integro. Pertanto alla base della Tradizione c’è la predicazione apostolica, la quale continua nella Chiesa con l’aiuto dello Spirito Santo con la predicazione dei Vescovi. Attraverso la Tradizione nasce la Scrittura, che ha bisogno della Tradizione per essere compresa come Parola di Dio. Lo scopo delle Scritture e della Tradizione è lo stesso: comunicare la Parola di Dio. Ma l’ufficio di interpretare tale Parola è affidato solo al Magistero della Chiesa, il quale non è superiore alla Parola, ma la serve, insegnando solo ciò che è stato trasmesso.

Capitolo III: l’ispirazione divina e l’interpretazione della Sacra Scrittura

Il Terzo capitolo della Dei Verbum tratta dell’Ispirazione divina e dell’interpretazione della Sacra Scrittura. Secondo il Concilio, la Bibbia è allo stesso tempo un libro divino e umano, perché ha Dio e l’uomo come autori: Dio ha ispirato e guidato gli uomini, i quali nel possesso delle loro capacità, scrissero come veri autori ciò che Dio voleva che fosse scritto. Quindi Dio ha parlato nella Scrittura per mezzo degli uomini alla maniera umana, grazie agli agiografi che si sono espressi con i loro linguaggi per lasciare intendere agli uomini ciò che Dio ha voluto dire. E visto che l’agiografo si esprime con il suo linguaggio, è necessaria per un’esegesi accurata, una ricerca dei vari generi letterali fino ad arrivare alla cultura, alle abitudini e quindi al tempo e al luogo dell’autore originale.

Capitolo IV: il vecchio Testamento

Il quarto capitolo tratta dell’Antico Testamento, il quale racconta la storia della salvezza e della rivelazione di Dio agli uomini, attraverso i Patriarchi, Mosè e i Profeti, attraverso i quali si possono trarre degli insegnamenti su Dio per una corretta vita dell’uomo. Ma nell’Antico Testamento si può trovare una sorte di profezia anche sulla venuta di Cristo: pertanto questa parte della Bibbia è fondamentale anche per i cristiani, in quanto trova maggiore importanza e significato nei libri del Nuovo Testamento, creando con questo unità e coesione; il Nuovo Testamento è nascosto nell’Antico e l’Antico viene svelato con Cristo nel Nuovo.

Capitolo V: il nuovo Testamento

Il quinto capitolo della Dei Verbum tratta del Nuovo Testamento, il quale racconta della rivelazione storica e umana di Dio in Gesù; ma Dio volle che queste cose fossero nascoste alle generazioni future e svelate solo agli Apostoli, che dovevano predicare il Vangelo. E proprio i Vangeli risultano il fulcro di tutto il Nuovo Testamento e la Chiesa ne riconosce solo quattro, in quanto in essi sono state tramandate solo cose vere e sincere su Gesù. Oltre i quattro Vangeli, il Nuovo Testamento raccoglie altri testi, le lettere paoline e gli altri scritti apostolici, composti per ispirazione dello 3 Cfr. F. D G, «La Costituzione Dogmatica del Concilio Vaticano II Dei Verbum», in Introduzione alla I Iovambattista Sacra Scrittura, (Dispensa) Roma 2013, 5-6. 4 Cfr. C E V II, «Dei Verbum», in Oncilio Cumenico Aticano http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html [accesso il 27 settembre 2020]. 3 Spirito Santo con lo scopo di far conoscere tutto ciò che riguarda Cristo e la sua dottrina e narrare la nascita della prima Chiesa.

Capitolo VI: la Sacra Scrittura nella vita della Chiesa

Il sesto capitolo della Dei Verbum tratta della centralità della Sacra Scrittura nella vita della Chiesa, la quale si nutre sempre nelle liturgie dell’Eucarestia e della parola di Dio, la quale deve stare alla base della predicazione ecclesiastica. Inoltre i fedeli devono accedere alla Scrittura e la Chiesa ha dato tante possibilità di farlo con le tante traduzioni che si sono susseguite, in modo che la Parola di Dio sia a disposizione di tutti in ogni tempo. Infatti la Chiesa è in continuo studio per poter al meglio predicare la Parola di Dio e in continuo contatto con gli esegeti, che devono offrire agli ecclesiastici una spiegazione migliore delle Scritture. E l’invito finale che la Chiesa fa al suo magistero e ai fedeli laici è di avere un contatto continuo con le Scritture, attraverso una lettura assidua, sia in maniera personale che in maniera liturgica, perché solo così si può apprendere la dottrina di Cristo. E per stabilire questo dialogo con Dio è necessario la preghiera. 5

L’ispirazione

La Bibbia è allo stesso tempo un libro umano e divino, perché ha come autore sia Dio sia l’uomo: Dio ha ispirato, guidato e aiutato l’uomo attraverso lo Spirito Santo, ma l’uomo comunque ha dato il suo contributo. E come afferma la Dei Verbum (DV 11): “Dio, attraverso lo Spirito Santo ha scelto di ispirare e guidare degli uomini, i quali erano in possesso delle loro facoltà e scrissero tutte quelle cose che voleva che fossero scritte.”

Nelle Sacre Scritture

Nell’Antico Testamento, l’ispirazione divina dei testi venne riconosciuta gradualmente.

La Scrittura esprime come Dio agisce sulle menti dei profeti per la proclamazione del suo messaggio (Nm 22,38). E questo è possibile perché è lo Spirito di Dio che agisce, sia per creare sia per porre sulla bocca dei profeti delle parole di Dio da pronunciare (2Sam 23,2; Is 59, 21; Ez 11,5).

Dio dà il suo spirito anche per portare a termine delle missioni, come guidare Israele, e attraverso questo Spirito Santo gli uomini, di carne e ossa, sono trasformati in uomini carismatici dello Spirito, chiamati da Dio ad agire e a parlare in suo nome, diventando loro stessi protagonisti della storia della salvezza, luogo dove Dio si rivela (Gdc 14,6.19; Is 61,1).

L’ispirazione e quindi la forza dello Spirito Santo sono presenti nella storia della Salvezza e nella parola dei profeti, ma non è scritto mai che nella Bibbia che lo Spirito Santo prendesse possesso di un uomo per fargli scrivere un libro. D’altra parte, però, Dio chiede spesso a qualcuno di scrivere (Es 17,14; Es 34,27) oppure ordina ai profeti di mettere per iscritto le visioni loro concesse (Is 30,8; Dn 7,1; Ap 1,19).

Quindi gradualmente si arrivò, da parte degli ebrei, a credere nell’origine divina delle Scritture. Inizialmente si credeva che la Torah fosse stata creata da Dio prima della creazione del mondo per poi essere consegnata agli uomini. Man mano l’origine divina fu attribuita anche a Profeti e agli scritti. Davanti a tutto ciò, allora si sentì il bisogno di raccogliere le parole in libri, come è riportato in 2Mac 2,13s e 2Mac 8,23.

Nel Nuovo Testamento i testi sono ritenuti divini, perché anche qui essi hanno un vincolo con lo Spirito Santo e quindi possono essere considerati come divini. Gesù usa spesso il termine ebraico Scrittura per indicare la totalità dell’Antico Testamento, dando loro autorità e validità “La Scrittura non può essere annullata”.

Ci sono dei testi della Scrittura che sottolineano l’apporto umano alla composizione del libro: in particolare il prologo di Siracide e il prologo del Vangelo di Luca, dove a loro interno gli autori parlano di aver fatto delle proprie ricerche per scrivere il proprio testo.

Fondamenti dell’ispirazione nella Sacra Scrittura

Ma il fondamento dell’ispirazione dell’Antico Testamento è affermata espressamente in:

  • 2Tm 3,16: viene sottolineata come la Scrittura è una realtà vivente ed efficace per la salvezza, perché è opera dello Spirito Santo che viene da Dio;
  • 2Pt 1,21: viene sottolineata che la parola dei Profeti non era parola di uomini, ma parola di Dio in forma di parola umana. 5 Cfr. F. D G, «L’Ispirazione», in Introduzione alla Sacra Scrittura, (Dispensa) Roma 2013, 6-13. I Iovambattista 4

Ci sono anche dei testi che danno origine ai libri del Nuovo Testamento:

  • 2Pt 3,16: mette sullo stesso livello le lettere di Paolo e gli scritti dell’Antico Testamento;
  • Libro de
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher palma_alex_93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla Sacra Scrittura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof Dubinin Pietro Antonio.
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