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Concetti Chiave

  • La filosofia di Descartes si basa sulla ragione, che permette all'individuo di pensare e distinguersi dagli animali, con il celebre "Cogito ergo sum" come fondamento della sua esistenza.
  • Il dubbio è un elemento cruciale del suo pensiero, in quanto consente di liberarsi delle vecchie conoscenze e raggiungere una nuova certezza attraverso il ragionamento.
  • Le regole morali di Descartes comprendono l'obbedienza alle leggi, la perseveranza nelle azioni, l'adattamento dei pensieri alla realtà e la condotta basata sulla "bona mens".
  • Il metodo di Descartes include quattro regole fondamentali: evidenza, analisi, sintesi e revisione, per garantire una comprensione chiara e rigorosa della realtà.
  • Descartes distingue le idee in avventizie, fittizie e innate, sostenendo che le idee innate, come Dio, sono presenti indipendentemente dall'esperienza sensibile.

Signor Descartes, la sua recente pubblicazione ("Le passioni dell'anima" N.d.R.) ha consolidato ulteriormente il suo rapporto con i lettori ma ancora una volta ha surriscaldato gli animi della critica dei nostri giorni.

Oggi lei ha gentilmente accettato l'invito a partecipare al nostro talk show: la prego di essere più obiettivo possibile nella risposta alle domande che le porrò, domande che mi sono state inviate dai nostri più fedeli ascoltatori.

Quindi, è pronto?

Sì, certamente!

Il cogito e la ragione

Era il 10 novembre 1619, era stata una giornata molto stressante e non riuscivo a dormire serenamente, mi svegliai di soprassalto e pronunciai nel buio della mia camera da letto 3 parole: "Cogito ergo sum", queste parole mi hanno cambiato l'esistenza.

Io fondo la mia filosofia sulla ragione, tutti gli uomini sono dotati della ragione...

...sì, è proprio la "bona mens" che permette all'uomo di "pensare" e, quindi, di essere tale, di distinguersi dalle bestie. Un libro aperto con pagine ingiallite, simbolo di pensiero profondo e saggezza, pronto per essere esplorato.La ragione è uno strumento che mi permette di indagare la realtà per conoscerne l'essenza.

Questo è un quesito che mi viene posto frequentemente.

Il dubbio e la conoscenza

L'individuo ragiona solo dal momento in cui dubita di qualcosa, il dubbio è molto importante: permette all'individuo di essere certo del suo "ragionare" ma allo stesso tempo lo libera dal vecchio sapere, dal vecchio impianto filosofico. Quindi solo l'individuo può avere la certezza di ragionare, io sono certo esclusivamente del mio ragionamento.

C'è chi vede il solo fatto che io dubiti come un'esplicita manifestazione di scetticismo, io ritengo che il dubbio aiuti l'uomo a radere al suolo tutte le vecchie conoscenze, l'uomo deve fare tabula rasa di tutto il vecchio sapere, deve sostituirlo a nuovo sapere strutturato, scientifico.

Tuttavia, ritengo che lo scettico compia, in linea di principio, un buon lavoro anche se con qualche imperfezione.

Il dubbio scettico è un dubbio "totale", questi, infatti, dubita perfino della propria esistenza nonché dell'esistenza di Dio stesso. Io, invece, come ho già detto, dubito di tutto il vecchio sapere, dubito perfino di quelle che certezze che mi possono sembrare tali perché dettate da un "genio maligno".

Sì, perfettamente, solo il dubbio con il ragionamento mi può portare alla certezza.

La morale e le regole

La morale occupa un capitolo tra i più importanti della sua filosofia.

Ogni uomo ha il dovere di darsi delle norme di comportamento che siano rigorose e che valgano per ogni situazione che egli debba affrontare.

Io ritengo che l'individuo debba dedicare l'intera esistenza alla ricerca di regole assolute, le quattro regole che io mi sono dato sono provvisorie, di transizione, sono tuttora alla ricerca delle regole definitive.

Mi sono imposto quattro regole delle quali una, la quarta, è una raccomandazione di carattere generale.

La prima regola prevede l'obbedienza alle leggi e ai costumi del paese in cui si vive.

La seconda detta il perseverare, da parte dell'uomo, nelle azioni e nelle iniziative intraprese anche se queste possono apparire fallaci: imboccata una strada questa deve essere percossa fino alla fine.

La terza regola della morale prevede che qualora le mie idee dovessero essere in contrasto con la realtà è bene che io modifichi i miei pensieri e non cerchi di stravolgere il mondo.

La quarta e ultima regola prevede la necessità che tutta la condotta degli uomini sia basata sulla bona mens e sul metodo da me messo a punto.

Il metodo e le sue regole

Il metodo è lo strumento che permette all'uomo di comprendere a fondo il mondo in cui vive per arrivare alla certezza. Il metodo consta di ventuno regole, che ho opportunamente ridotto a quattro allo scopo di ovviare all'esigenza di uno strumento gnoseologico che accompagni l'uomo verso la certezza.

Le regole del metodo sono le seguenti:

La prima regola è l'evidenza: ovvero non si può accettare nulla che non abbia il carattere della chiarezza e della distinzione. E' chiaro ciò che è evidente, la presenza e il manifestarsi della cosa stessa; è distinto ciò che non si confonde con le altre cose.

La seconda regola è l'analisi: il problema da analizzare non va affrontato nella sua interezza ma scomposto prima nelle parti più semplici.

La terza regola è la sintesi: il problema scomposto nella sue parti semplici va ricostruito a partire da questi dati, una volta siano stati accettati e provati corrispondenti alla realtà in modo certo e incontrovertibile.

La quarta regola è l'enumerazione e revisione: ovvero la verifica dell'affermazione, una regola prudenziale che impone l'esigenza di rivedere ogni fase del processo critico in modo da eliminare eventuali errori residui.

La sostanza e Dio

Il termine "sostanza" indica letteralmente l'ente che per esistere non necessità di nient'altro, è qualcosa di assolutamente autonomo.

...non è del tutto vero: Dio è la sostanza più alta, per antonomasia, ma, tuttavia, esistono altra due sostanze, la sostanza pensante e la sostanza estesa.

Le due sostanze sono separate, l'una è indipendente dall'altra.

Il mondo, la sostanza estesa, è oggettivamente esistente, è autonomo dal soggetto ed è sostanza in misura in cui è stato creato da Dio, l'essere perfetto, sostanza infinita, eterna, immutabile, onnisciente, onnipotente, e dalla quale io stesso, e tutte le altre cose siamo stati creati e prodotti.

La sostanza pensante, l'intelletto, è tale in quanto per esistere non necessita di alcuna cosa, è autofondante.

Dio è l'anello di congiungimento di tra le due sostanze.

Il mondo è estensione di un movimento, è composto da una realtà fisica, naturale e dal movimento.

Il movimento è dato al mondo da Dio in una determinata quantità che non varia mai con il passare del tempo: i corpi si cedono vicendevolmente il movimento alternandosi nel movimento.

Le idee e la loro origine

Le idee devono essere distinte relativamente alla loro origine in avventizie, fittizie e innate.

Le idee avventizie sarebbero quelle idee che provengono dall'esperienza sensibile, quindi da ciò che è a noi esterno.

Le idee fattizie sarebbero quelle idee prodotte in noi, a prescindere da una nostra esperienza sensibile, quindi solamente a partire dalla nostra mente.

Le idee innate non provengono, invece, né da una realtà esterna a noi, né dalla produttività della nostra mente. Esse sono infatti presenti in noi a prescindere da una nostra esperienza sensibile e a prescindere da una nostra creatività interiore, dunque le idee innate sono eterne.

Dio è l'idea innata per eccellenza, è sinonimo di perfezione.

Platone considerava erroneamente le idee oggettivamente esistenti, entità astratte che formerebbero un mondo intelligibile, perfetto.

Io ho motivo di ritenere che le idee siano delle entità estremamente soggettive, rappresentano il pensiero, la psicologia dell'individuo in base alla quale egli agisce nel mondo.

Conclusione dell'intervista

Bene, la ringrazio sentitamente per averci concesso questa intervista esclusiva, ricordo, inoltre, ai telespettatori il titolo della sua ultima "fatica editoriale": "le passioni dell'anima".

Arrivederci signor Descartes, alla prossima.

Ringrazio lei per aver ritagliato uno spazio nel suo show allo scopo di divulgare il mio pensiero e la ringrazio a nome della collettività per questi momenti di televisione "sana", educativa.

A presto!

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il fondamento della filosofia di Descartes?
  2. La filosofia di Descartes si fonda sulla ragione, che permette all'uomo di pensare e di distinguersi dalle bestie, come afferma nel suo lavoro "Le passioni dell'anima".

  3. Qual è il ruolo del dubbio nella conoscenza secondo Descartes?
  4. Il dubbio è fondamentale per Descartes, poiché consente all'individuo di liberarsi del vecchio sapere e di arrivare a nuove certezze attraverso il ragionamento.

  5. Quali sono le quattro regole morali che Descartes si è imposto?
  6. Le quattro regole morali di Descartes includono l'obbedienza alle leggi, la perseveranza nelle azioni, l'adattamento delle idee alla realtà e la condotta basata sulla "bona mens".

  7. Come si struttura il metodo di Descartes per arrivare alla certezza?
  8. Il metodo di Descartes si basa su quattro regole: evidenza, analisi, sintesi e revisione, che guidano l'individuo nella comprensione del mondo.

  9. Qual è la distinzione tra le idee avventizie, fittizie e innate secondo Descartes?
  10. Le idee avventizie derivano dall'esperienza sensibile, le idee fittizie sono prodotte dalla mente senza esperienza esterna, mentre le idee innate sono presenti in noi a prescindere da qualsiasi esperienza e sono eterne, con Dio come idea innata per eccellenza.

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