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Concetti Chiave

  • Le proposizioni interrogative indirette dipendono da verbi come chiedere, dire e sapere, e usano pronomi, aggettivi, e avverbi interrogativi.
  • Le domande reali nelle interrogative indirette possono essere introdotte da -ne o num, mentre le retoriche raramente da nonne.
  • Nel latino classico, le interrogative indirette utilizzano il congiuntivo, mentre in italiano si preferisce l'indicativo.
  • La consecutio temporum regola la concordanza dei tempi nelle interrogative indirette, basandosi sul tempo del verbo della reggente.
  • Le interrogative disgiuntive utilizzano le stesse particelle delle dirette, con l'aggiunta di -ne nel secondo membro.
Le proposizioni interrogative indirette

Le interrogative indirette sono proposizioni che dipendono da un verbo che significa chiedere, dire, sapere, spiegare e simile.

Le interrogative indirette sono introdotte dagli stessi pronomi, aggettivi e avverbi interrogativi delle dirette; per le particelle invece c'è una leggera differenza:
- le domande reali possono essere introdotte indifferentemente da -ne o da num;
- le domande retoriche, che sono rarissime, solo da nonne.

Nel latino classico le interrogative indirette hanno il verbo al congiuntivo, mentre in italiano si usa di più l'indicativo. I tempi del congiuntivo nelle interrogative indirette sono i seguenti:
- se il tempo del verbo della reggente è presente o futuro, per indicare il rapporto di anteriorità si usa il perfetto, per la contemporaneità si usa il presente, per la posteriorità il participio futuro + sim;
- se il tempo del verbo della reggente è un tempo storico (passato), per indicare il rapporto di anteriorità si usa il piuccheperfetto, per la contemporaneità si usa l'imperfetto, per la posteriorità il participio futuro + essem;

La norma che regola questa concordanza dei tempi si chiama consecutio temporurm. Come le interrogative indirette si comportano le proposizioni dubitative, che dipendono da verbi che significano dubitare, non sapere, ignorare, essere incerto e simili.

Le interrogative disgiuntive

Le interrogative disgiuntive vedono usate le stesse particelle delle dirette con l'aggiunta di -ne nel secondo membro.

Le proposizioni interrogative indirette articolo

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra le interrogative indirette e dirette in termini di introduzione delle particelle?
  2. Le interrogative indirette possono essere introdotte dalle stesse particelle delle dirette, ma con una leggera differenza: le domande reali possono essere introdotte da -ne o num, mentre le domande retoriche, che sono rare, solo da nonne.

  3. Come si utilizza il congiuntivo nelle interrogative indirette nel latino classico?
  4. Nel latino classico, il congiuntivo nelle interrogative indirette segue la consecutio temporum: se il verbo della reggente è al presente o futuro, si usa il perfetto per l'anteriorità, il presente per la contemporaneità e il participio futuro + sim per la posteriorità; se il verbo della reggente è al passato, si usa il piuccheperfetto per l'anteriorità, l'imperfetto per la contemporaneità e il participio futuro + essem per la posteriorità.

  5. Quali verbi introducono le proposizioni dubitative e come si comportano rispetto alle interrogative indirette?
  6. Le proposizioni dubitative dipendono da verbi che significano dubitare, non sapere, ignorare, essere incerto e simili, e si comportano come le interrogative indirette, seguendo le stesse regole di concordanza dei tempi.

Domande e risposte

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