Concetti Chiave
- I valori di pH normali sono compresi tra 7.35 e 7.45, ma il range più preciso è 7.38-7.42, con differenti implicazioni per acidosi e alcalosi.
- Per interpretare l'emogas, il pH è il primo valore da analizzare, considerato "too good pH" in un contesto di valori alterati.
- La chetoacidosi diabetica comporta un aumento degli acidi e un'iperattività respiratoria che può non compensare adeguatamente l'acidosi metabolica.
- L'anion gap è utile per identificare acidosi metaboliche: un aumento indica la presenza di acidi aggiunti, mentre un valore normale suggerisce una perdita di bicarbonati compensata.
- Compensi per pH estremi possono superare i limiti fisiologici, in particolare per la pCo2, portando a diagnosi errate sui disturbi respiratori e metabolici.
Indice
Valori di pH e compensi
I valori normali di pH insegnati sono fra 7.35-7.45 ma sono valori da biochimici, che nella realtà spesso non vengono rispettati. I valori da utilizzare sarebbero 7.38-7.42.
L’organismo ha ovviamente dei compensi per correggere i disturbi, ma quando lo fa esce dal range 7.38-7.42 ma magari è ancora all’interno del primo. Quindi, volendo essere precisi, il cut-off 7.35-7.45 distingue l’acidosi o l’alcalosi franca, mentre tra 7.35-7.38 e 7.42-7.45 si è in situazioni di acidosi o alcalosi compensata.
Qual è l'interpretazione dell'emogas?
L’ordine mentale per interpretare l’emogas è molto facile, basta leggerlo in ordine e il primo valore è il pH. Per interpretarlo bene in realtà bastano 4-5 valori. Il pH è proprio al centro del range e viene definito “too good pH” perché è l’unica cosa giusta in mezzo ad altri valori alterati.
Questo è un disturbo doppio: acidosi respiratoria ed alcalosi metabolica che si autocompensano. Questo è comune da incontrare. L’alcalosi metabolica può essere causata dall’utilizzo di diuretici ad alto dosaggio, che sono spesso assunti da pazienti con problematiche respiratorie come la Bpco. Può anche capitare, più raramente, che i due disturbi invece che autocompensarsi si potenzino a vicenda, avendo acidosi sia respiratoria che metabolica.
Chetoacidosi diabetica
Paziente con chetoacidosi diabetica gravissima. Questi pazienti hanno acidi aggiunti che derivano dallo shift del metabolismo verso la lipogenesi, e iperventilano moltissimo (anche 50 atti respiratori al minuto) per salvarsi dall’acidosi metabolica. Tuttavia, non ci riescono perché hanno un quantitativo di equivalenti acidi così esagerato che consumano tutti i sistemi tampone. Quindi HCO− è ridotto al minimo e anche la pCo2 è bassissima.
Anion gap e acidosi
Anion gap: differenza fra le cariche positive e quelle negative nel sangue. Va considerato solo nelle acidosi metaboliche. Quando è aumentato vuol dire che c’è un acido aggiunto che sta consumando i sistemi tampone, mentre quando è normale una perdita primitiva di bicarbonati che riescono ad essere compensati con un recupero di cloro. Anche qui si tratta di un disturbo doppio. Il pH è chiaramente acido; la pCo2 sopra 40 indica acidosi respiratoria; Hco− è normale nonostante dovrebbe aumentare per compensare l’acidosi respiratoria. Il fatto che non compensi è di per sé un disturbo che configura un’acidosi metabolica. Ci sono delle regole per i compensi che ci si attende in determinate situazioni.
Compensi e limiti fisiologici
Per i pH troppo estremi esiste sempre una quota di doppio disturbo che però non è sempre una malattia perché a volte i valori di compenso attesi supererebbero i limiti fisiologici. Spesso questo problema riguarda la pCo2 perché non può essere negativa (come vorrebbe il compenso in caso di grave acidosi metabolica) e nemmeno troppo alta (perché non si può smettere di respirare per compensare). Vedendo questo emogas di potrebbe pensare che ci sia un’acidosi respiratoria ipercompensata per la pCo2
Ciò è sbagliato perché la prima cosa da guardare è il pH che in questo caso è alcalotico. Quindi il primo disturbo è l’alcalosi metabolica non ben compensata dalla pCo2 perché, come detto, non si può smettere di respirare. L’ipercompenso non esiste, si tratta sempre di un secondo disturbo.
Domande da interrogazione
- Qual è il range corretto di valori di pH da considerare nella pratica clinica?
- Come si interpreta correttamente un'emogas?
- Quali sono le caratteristiche della chetoacidosi diabetica?
- Cosa indica un aumento dell'anion gap nel sangue?
- Quali sono i limiti fisiologici dei compensi nel pH?
I valori di pH da utilizzare nella pratica clinica sono 7.38-7.42, mentre i valori tradizionali di 7.35-7.45 possono non riflettere la realtà fisiologica (Valori di pH e compensi).
L'emogas si interpreta leggendo i valori in ordine, con il pH come primo valore. È importante notare che un pH "too good" può indicare un disturbo doppio di acidosi respiratoria e alcalosi metabolica che si autocompensano (Interpretazione dell'emogas).
Nella chetoacidosi diabetica, i pazienti presentano un'elevata produzione di acidi e iperventilano per contrastare l'acidosi metabolica, ma spesso non riescono a compensare a causa dell'eccesso di acidi (Chetoacidosi diabetica).
Un aumento dell'anion gap indica la presenza di un acido aggiunto che consuma i sistemi tampone, mentre un anion gap normale suggerisce una perdita di bicarbonati compensata da un recupero di cloro (Anion gap e acidosi).
I compensi per pH estremi possono superare i limiti fisiologici, specialmente per la pCo2, che non può essere negativa. Questo può portare a interpretazioni errate, come considerare un'acidosi respiratoria ipercompensata quando in realtà si tratta di un'alcalosi metabolica (Compensi e limiti fisiologici).