Concetti Chiave
- L'integrazione del testo costituzionale è necessaria quando la materia relativa all'organizzazione fondamentale dello Stato non è completamente trattata nel testo stesso.
- Le integrazioni possono avvenire tramite procedimenti aggravati, rinvii a legislazione ordinaria e attraverso consuetudini e sentenze delle Corti costituzionali.
- Nel secondo dopoguerra, la tutela dei diritti si intensifica, con riconoscimento costituzionale e possibilità di annullare norme in contrasto con principi fondamentali.
- Si identificano tre generazioni di diritti: diritti civili e politici, diritti sociali ed economici, e diritti legati alla solidarietà internazionale.
- La terza generazione di diritti si focalizza su temi come ambiente e pace, evidenziando la necessità di una tutela internazionale.
Integrazione del testo costituzionale
Quando non tutta la materia relativa all’organizzazione fondamentale dello Stato è contenuta nel testo costituzionale, questo necessita di un’integrazione, dunque di un completamento.
Integrazione e completamento sono possibili attraverso:
- integrazioni con procedimenti aggravati (es. leggi costituzionali ex art.138 cost. in Italia; leggi organiche di Francia, Belgio, Spagna; leggi cardinali in Ungheria);
- rinvii a legislazione ordinaria con riserva di legge (assoluta se il Parlamento deve disciplinare in modo completo la materia; relativa se il Parlamento può emanare una legge quadro da attuare poi con intervento dell’esecutivo; rinforzata se vengono previste particolari condizioni procedurali.);
- consuetudini, convenzioni e sentenze delle Corti costituzionali.
L’integrazione permette il completamento del testo costituzionale per renderne possibile una completa attuazione.
Tutela dei diritti nel dopoguerra
Nel secondo dopoguerra si intensifica la tutela dei diritti che, oltre a servirsi di Dichiarazioni e atti separati, ottiene un riconoscimento costituzionale. Ne consegue la possibilità per le Corti costituzionali di privare di efficacia le norme in contrasto con i principi fondamentali. Si riconoscono tre generazioni di diritti:
- la “prima generazione” si compone dei diritti civili (libertà negative perché non vogliono un intervento dello Stato) e politici (libertà positive perché assicurate al cittadino dallo Stato democratico) affermatisi con le prime costituzioni liberali del XVIII secolo;
- la “seconda generazione” è costituita dai diritti sociali ed economici introdotti con le Costituzioni sovietiche e di derivazione liberale in cui si afferma il c.d. Stato sociale;
- la “terza generazione” si compone dei diritti nascenti dalla esigenza di solidarietà fra gli uomini in ordine a ambiente, pace, umanità e caratterizzati da una tutela prevalentemente internazionale.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'integrazione nel testo costituzionale?
- Come si è evoluta la tutela dei diritti nel secondo dopoguerra?
- Quali sono le tre generazioni di diritti riconosciute?
L'integrazione del testo costituzionale è necessaria quando non tutta la materia relativa all'organizzazione fondamentale dello Stato è contenuta nel testo stesso. Essa avviene attraverso procedimenti aggravati, rinvii a legislazione ordinaria e consuetudini, permettendo così una completa attuazione del testo costituzionale.
Nel secondo dopoguerra, la tutela dei diritti si intensifica con il riconoscimento costituzionale, permettendo alle Corti costituzionali di annullare norme contrarie ai principi fondamentali. Si riconoscono tre generazioni di diritti: civili e politici, sociali ed economici, e diritti di solidarietà.
Le tre generazioni di diritti sono: la prima generazione, composta da diritti civili e politici; la seconda generazione, che include diritti sociali ed economici; e la terza generazione, che riguarda diritti legati a solidarietà, ambiente e pace, con una tutela prevalentemente internazionale.