Concetti Chiave
- Roma iniziò come un piccolo oppidum, con una comunità agricola che praticava l'assegnazione collettiva della terra attraverso il senato.
- L'influenza etrusca portò a un notevole sviluppo della città, con l'integrazione di commercio e artigianato nella sua economia.
- Il crescente numero di immigrati etruschi contribuì a modificare la struttura sociale, creando nuovi gruppi di artigiani e mercanti.
- Parole etrusche e nuove divinità arricchirono la cultura romana, evidenziando l'importanza dell'immigrazione etrusca.
- Roma si trasformò da oppidum a populus, diventando una grande città con diversi gruppi etnici, tra cui Romani, Sabini ed Etruschi.
Quali sono le origini di Roma?
L’«oppidum» Roma contava poche centinaia di abitanti, dediti all’agricoltura ed alla pastorizia. La terra era in comune (ager publicus); a ciascun capo di famiglia (pater) ogni anno ne veniva assegnato un pezzo diverso da coltivare. Per decidere sui problemi collettivi (assegnazione delia terra, difesa da eventuali nemici) si riuniva l’assemblea dei «patres» più anziani, che veniva detta «senatus» (senato), poiché in latino «vecchio» si dice «senex».
L'influenza etrusca su Roma
Col passare del tempo l’«oppidum» Roma si sviluppò: assalì degli «oppida» vicini, abitati dai Sabini (altra tribù latina) e li incorporò. Cominciarono anche ad infiltrarvisi elementi etruschi. Sappiamo che gli Etruschi erano ottimi artigiani e mercanti: molti di loro presero a visitare le rozze città agricole dell’Italia centrale, portandovi e barattandovi oggetti di ogni genere. Spesso, si vi fermavano stabilmente. Ciò avvenne anche a Roma.
Cambiamenti sociali ed economici
A Roma gli Etruschi si infiltrarono in gran numero, determinando molti fatti nuovi. In primo luogo introdussero nella piccola città, la cui economia era prevalentemente agricola e pastorale, il commercio e l’artigianato. In secondo luogo determinarono mutamenti anche nelle strutture sociali; accanto ai vecchi nuclei familiari ai quali toccava per tradizione l’assegnazione dell’ager publicus, si crearono nuovi nuclei di abitanti: artigiani, operai, pittori, mercanti, la cui ricchezza non proveniva dal lavoro della terra, ma da altre attività.
Ciò provocò la fine degli scambi in natura e rese necessaria l'introduzione della moneta, che gli Etruschi conoscevano già da tempo.
L'immigrazione etrusca e la cultura
L’immigrazione etrusca in Roma andò sempre crescendo, tanto è vero che si formò un grande quartiere etrusco, il vicus Tuscus. Parole etrusche entrarono nel linguaggio romano, nuove divinità (Menrva, Uni, Vestuna, Aplu, Neituns, Maris) vennero ad aggiungersi ai piccolo numero di divinità adorate dai Romani (Juppiter Laziaris, Fauno, Pale, che erano divinità agricole).
La trasformazione in "populus"
Roma, a un certo punto, da «oppidum» divenne «populus», cioè una grossa città, con un vasto territorio, numerosi abitanti dediti all’agricoltura, al commercio, all’artigianato.
Questo «populus» era in sostanza formato da tre elementi etnici: I Romani, i Sabini, gli Etruschi.
A quei tempi si usava dire che il «populus romanus» era composto da tre tribù: i Ramni (l'antichissimo nome dei primi abitatori della città), i Tizi (i Sabini) e i Lùceri (gli Etruschi).
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali dell'«oppidum» Roma all'inizio della sua storia?
- In che modo l'immigrazione etrusca ha influenzato l'economia e la società di Roma?
- Come si è evoluta Roma da «oppidum» a «populus»?
All'inizio, Roma era un piccolo «oppidum» con poche centinaia di abitanti dediti all'agricoltura e alla pastorizia, con la terra in comune e decisioni collettive prese dall'assemblea dei «patres» nel senato.
L'immigrazione etrusca ha introdotto il commercio e l'artigianato a Roma, trasformando la sua economia e creando nuovi nuclei sociali di artigiani e mercanti, portando alla necessità di utilizzare la moneta.
Roma si è trasformata in un «populus» con un vasto territorio e numerosi abitanti, grazie all'influenza di tre elementi etnici: Romani, Sabini ed Etruschi, che hanno contribuito alla sua crescita e diversificazione culturale.