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Ingegneria sanitaria lezione 1

Inquinamento ambientale: gli elementi di tutela e i principali procedimenti

Obiettivi del corso

Acquisizione di conoscenze specifiche sui principi generali della tutela ambientale. Concetti basilari dell’ingegneria ambientale finalizzati alla comprensione dei processi di trasformazione delle sostanze in natura e di quelli alla base delle unità di trattamento negli impianti di disinquinamento. Capacità di studiare ed analizzare l’ambiente nelle sue molteplici componenti e sintetizzarne le caratteristiche, al fine di risolvere problemi connessi ai processi ambientali.

Programma dell’insegnamento

Elementi introduttivi e generali di tutela ambientale. Studio dei principali procedimenti in campo ambientale VIA/VAS/AIA/bonifiche siti inquinati. Studio delle principali componenti ambientali acqua, aria e suolo, con particolare riferimento ai sistemi di tutela e di protezione ambientale, compreso le principali tecnologie adottate.

La questione ambientale

Aurelio Peccei – Fondatore del “Club di Roma” commissiona “The Limits to Growth”. Negli ultimi anni la questione ambientale è finalmente sotto i riflettori e le agende dei governi mondiali. Le risposte sono ancora deboli ma perlomeno il problema è stato riconosciuto. Agli occhi di un bambino potrebbe sembrare che l'urgenza sia dettata da un problema contemporaneo e del tutto sconosciuto nel passato.

In realtà l'attuale attenzione ai problemi ambientali è il risultato di un lungo e complesso processo sociale e scientifico durato 40 anni e che ancora oggi non ha raggiunto gli obiettivi prefissati.

1968 – Aurelio Peccei – Club di Roma 1972 “Limit to Growth”. Il rapporto rappresentava una lucida analisi del mondo contemporaneo spinto dall'incremento demografico e lo sviluppo economico senza limiti in condizioni ambientali però limitate. In altri termini, partendo dalla considerazione di scarsità delle risorse, presto o tardi le fondamenta dell'intera società moderna si sarebbero rotte.

In quegli anni le crisi petrolifere occidentali avvalorarono la tesi del rapporto che, possiamo sintetizzare in: dalla crescita infinita all'equilibrio globale.

1992 – Massachusetts Institute of Technology. Il rapporto del Club di Roma fu rivisto nel 1992 da ricercatori del Massachusetts Institute of Technology i quali aggiornarono le analisi riconfermando la tesi scritta venti anni prima. Dall'eccessivo sfruttamento delle risorse sarebbe scaturita la crescita dei costi energetici e una diminuzione della produzione alimentare nel momento di massima densità demografica globale. Per rallentare questo processo l'uomo avrebbe dovuto spingere l'acceleratore sull'efficienza e contemporaneamente frenare consumi e crescita demografica. In altri termini era nato il principio dello sviluppo sostenibile.

Ambientalismo

Visione tecnocentrica “accomodante”: Conservazione dell’ambiente mediante una gestione razionale delle risorse. Si auspica una crescita sostenibile che tenga in debita considerazione i limiti da rispettare.

Visione ecocentrica: Nella visione ecocentrica si propongono politiche di preservazione dell’ambiente mediante vincoli preventivi sull’uso delle risorse o sullo sfruttamento dell’ambiente.

Deep Ecology: Nella visione ecocentrica “estrema” sono accettate esclusivamente le politiche di preservazione dell’ambiente.

Ambiente e salute

L’emergere della questione ecologica nel corso del XX secolo ha posto il nesso ambiente e salute al centro di qualunque politica e attività di prevenzione e di promozione della qualità della vita.

1986 – Conferenza di Ottawa

  • L’ambiente è considerato uno dei principali determinanti extra-sanitari della salute umana – determinanti di salute.

La tematica ambientale va di pari passo insieme alle problematiche di salute.

Definizione di salute dell’OMS: stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia.

Salute non significa solamente non essere malati, ma prevede una concezione più ampia di benessere in cui rientra sicuramente anche il vivere agiato, sicuro e protetto, con tutte le comodità che la scienza, la tecnologia ed il progresso hanno implementato in questi ultimi anni. Per fare questo occorre comunque preservare l'ambiente come capitale naturale, elemento essenziale ed imprescindibile per garantire il necessario sviluppo economico soddisfacente i bisogni della società. Una buona salute, in sostanza, è una risorsa significativa per lo sviluppo sociale, economico e personale, ed è una dimensione importante della qualità della vita.

Fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici possono favorire la salute, ma possono anche danneggiarla. L’azione della promozione della salute punta a rendere favorevoli questi fattori, di cui l’ambiente è parte sostanziale e di rilevante e crescente importanza.

Lo stato di salute di una popolazione dipende:

  • Qualità e quantità delle prestazioni sanitarie riparatrici 10 – 15%
  • Ecosistema 20%
  • Patrimonio genetico delle persone 20 – 30%
  • Fattori socio-economici, culturali, abitudini e stili di vita 40 – 50%

Prevenzione

L’insieme degli interventi che consistono nell’impedire l’insorgenza e la progressione delle malattie per mezzo di interventi sulla popolazione e sull’ambiente di lavoro.

Prevenzione primaria: Impedire l’insorgenza di nuovi casi di malattia nelle persone sane.

Prevenzione secondaria: Scoperta e guarigione dei casi di malattia prima che essi si manifestino clinicamente.

Prevenzione terziaria: Impedire l’invalidità in persone già ammalate di malattie croniche e favorire il recupero di persone portatrici di handicap.

Prevenzione e promozione della salute

  • Fattori demografici
  • Fattori economici
  • Mass media
  • Fattori ambientali
  • Fattori climatici
  • Fattori culturali
  • Fattori educativi
  • Fattori comportamentali
  • Fattori genetici

Medicina clinica

  • Servizi sanitari
  • Salute
  • Ambiente e salute

Lo sviluppo è sostenibile se soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Le persone non possono raggiungere il loro pieno potenziale di salute se non sono capaci di controllare quei fattori che determinano la loro salute.

Ciò significa che la promozione della salute non è competenza, né istituzionale né culturale, del solo sistema sanitario, bensì richiede un’azione coordinata da parte di tutti i soggetti coinvolti: i governi, il settore sanitario e gli altri settori (ambientali, socio-economici, educativi e così via), le organizzazioni non governative e di volontariato, le autorità locali, l’industria ed i mezzi di comunicazione di massa.

Soluzione = Equilibrio

Se l'economia soddisfa i bisogni della società rispettando le esigenze dell'ambiente è possibile avere uno sviluppo sostenibile, garanzia di elevato livello di protezione ambientale e di utilizzo razionale delle risorse, e, come abbiamo visto, in grado di assicurare un fondamentale determinante di salute per la popolazione.

Principi fondamentali dello sviluppo sostenibile:

  • Sfruttamento delle risorse rinnovabili, ma senza andare oltre le capacità di rigenerazione (es. acqua, legno, ecc.);
  • Sfruttamento delle risorse non rinnovabili ad una capacità non superiore a quella dello sviluppo delle risorse alternative infinite o rinnovabili, ottenibile con la tecnologia innovativa (es. produzione di energia da risorse sole, vento, moto idrico, ecc.);
  • Produzione e rilascio di rifiuti in base al carico sopportabile dell’ambiente;
  • Prevenzione dell’inquinamento in modo da preservare le alterazioni climatiche;
  • Consapevolezza sociale circa gli effetti ambientali che la produzione economica comporta.

Fino ad oggi l'economia ha riversato i suoi effetti nell'ambiente, creando non pochi problemi. Da oggi può essere vero anche il contrario, nel senso che l'ambiente può produrre effetti positivi anche per l'economia, grazie ai principi dello sviluppo sostenibile.

Globalizzazione ambientale

La questione ambientale non è puntiforme, non riguarda solamente i paesi maggiormente industrializzati e sviluppati che sono certamente i maggiori responsabili dei nuovi effetti ambientali, ma riguarda tutto il mondo in quanto l'inquinamento non conosce confini.

Per governare un problema planetario occorrerebbe un'autorità mondiale, che oggi non esiste. L’unica alternativa sembra essere, seppur con tutte le sue difficoltà e limiti, quella dello sviluppo culturale della società mondiale.

Protocollo di Kyoto

Siglato da 160 paesi l'11 dicembre 1997, prevedeva:

  • L’impegno di ridurre le emissioni di gas serra (anidride carbonica, gas metano, protossido di azoto, esafloruro di zolfo, idrofluorocarburi e perfluorocarburi).
  • La promozione di metodi sostenibili di gestione forestale, di imboschimento e rimboschimento.
  • La promozione di forme sostenibili di agricoltura.
  • La ricerca, la promozione e lo sviluppo di forme energetiche rinnovabili e, più in generale, di tecnologie ecocompatibili.
  • L’incoraggiamento di strategie politiche mirate alla riduzione della emissione di gas non compresi nel Protocollo.

Il Protocollo di Kyoto introdusse anche meccanismi di mercato (cd meccanismi flessibili) per ridurre le emissioni al costo minimo possibile e acquistare crediti sulle emissioni:

  • CDM – Clean Development Mechanism: consente di realizzare progetti nei paesi in via di sviluppo che producano benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni di gas serra in cambio di crediti di emissione per il paese che promuove gli interventi.
  • JI – Joint Implementation: consente di realizzare progetti per la riduzione delle emissioni di gas serra in un altro paese dello stesso gruppo e di utilizzare i crediti derivanti, congiuntamente con il paese ospite.
  • ET – Emissions Trading: consente lo scambio di crediti di emissione tra paesi; un paese che abbia conseguito una diminuzione delle proprie emissioni di gas serra superiore al proprio obiettivo può così cedere i “crediti” a un paese in ritardo sul raggiungimento dei propri impegni di riduzione delle emissioni di gas serra.

Alcuni aspetti rendono particolarmente fragile il Protocollo:

  1. Gli Stati Uniti non hanno ancora sottoscritto il Protocollo pur essendo i principali produttori di gas serra con il 36,1% del totale delle emissioni. L'Australia, che aveva firmato ma non ratificato il protocollo, lo ha ratificato il 2 dicembre 2007.
  2. Dal rispetto del Protocollo di Kyoto sono esclusi i paesi in via di sviluppo, una decisione presa nel 1997 al fine di non ostacolare la loro crescita economica. Dal 1997 ad oggi alcuni paesi emergenti sono divenuti vere e proprie potenze industriali, in particolar modo Cina e India.

Legislazione ambientale

Il testo unico dell’ambiente

D.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 – Norma nazionale. Il Dlgs 3 aprile 2006 n. 152 (meglio noto come “Codice ambientale”) rappresenta il provvedimento nazionale madre in materia di tutela dell’ambiente. Entrato in vigore il 29 aprile 2006, il Codice ambientale ha sostituito molti dei precedenti provvedimenti di settore ed ha – a sua volta – subito rilevanti modifiche da oltre 35 successivi provvedimenti, ultimi tra i quali il Dlgs 3 dicembre 2010, n. 205 (in materia di rifiuti, in vigore dal 25 dicembre 2010) ed il Dlgs 10 dicembre 2010, n. 219 (in materia di acque, in vigore il 4 gennaio 2011).

Esordio negativo

In data 3 luglio 2006 l’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia delle Comunità europee a causa della definizione restrittiva di “rifiuto” introdotta nella normativa nazionale. In principio il T.U. era impostato in modo da far confluire nel concetto di “prodotto” intere categorie che sono in realtà “rifiuti”, producendo effetti di distonia rispetto alle regole europee e generando pericolose zone franche da regole e controlli che potevano favorire la proliferazione di attività illegali e criminali innestate sul ciclo di quelli che – di fatto – sono sostanzialmente rifiuti.

Riallineamento del T.U. alla normativa ambientale europea

  • Oltre 35 modifiche
  • Recepimento di 9 direttive CE

Eliminate le nozioni di:

  • Sottoprodotto
  • Materia prima secondaria sin dall’origine

Introdotti una serie di principi generali che allineano la normativa unica ambientale al diritto costituzionale ed alle norme europee.

  • Valutazione impatto ambientale
  • Valutazione ambientale strategica
  • Autorizzazione unica AIA

Il Dlgs 152/2006 traduce in un unico "corpus" le previgenti norme sulla valutazione d'impatto ambientale, abrogando i diversi provvedimenti nazionali nei quali si è fino ad oggi polverizzata l'attuazione delle disposizioni comunitarie. Il Dlgs 152/2006, in particolare, recepisce il contenuto delle direttive 2001/42/CE (sulla valutazione degli effetti di determinati piani e progetti sull'ambiente) e 85/337/CEE (sulla "Via", come modificata dagli omonimi provvedimenti 97/11/CE e 2003/35/CE) e prevede un coordinamento con la normativa "Ippc" Autorizzazione Ambientale Integrata.

Difesa del suolo e tutela delle acque

Il Dlgs 152/2006 abroga la preesistente "legge quadro" sulle acque (il Dlgs 152/1999) e recepisce la direttiva 2000/60/CE sulla qualità delle risorse idriche. In materia di tutela del suolo, invece, il Dlgs 152/2006 riorganizza e coordina le previgenti norme. Scarichi, emissioni di acqua nel suolo, gestione della falda acquifera, sia superficiale che sotterranea.

Rifiuti e bonifiche

Il Dlgs 152/2006 abroga il Dlgs 22/1997 (cd. "Decreto Ronchi") e l'articolo 14 del Dl 138/2002 recante l'interpretazione autentica della definizione di "rifiuto" censurata dalla Corte europea di Giustizia. Nel riscrivere la gestione dei rifiuti, il Codice ambientale introduce anche un nuovo sistema di tracciamento telematico delle relative operazioni, sistema meglio noto con l’acronimo “Sistri”.

Tutela dell’aria

Il Dlgs 152/2006 riscrive le regole relative ad emissioni di impianti industriali e termici civili, composti organici volatili (cd. "Cov") e carburanti. Prevista la progressiva dismissione (con un regime transitorio che interessa gli impianti già in funzione) del Dpr 24 maggio 1988, n. 203 e provvedimenti satellite.

Danno ambientale

Il Dlgs 152/2006 abroga l'articolo 18 della legge 349/1986 (previgente norma di riferimento in materia di risarcimento dei danni all'ambiente) e reca una nuova disciplina impostata sul recepimento della direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale.

  • Cosa deve essere fatto da chi ha determinato il “danno ambientale”.

Finalità (articolo 2): "promozione dei livelli di qualità della vita umana" da attuarsi attraverso "la salvaguardia e il miglioramento delle condizioni dell'ambiente". Il Legislatore ha inteso dichiarare esplicitamente l'obiettivo della riscrittura completa di gran parte delle norme in materia ambientale (il provvedimento abroga il Dlgs 22/1997, cd. Decreto Ronchi e moltissime altre norme in materia ambientale). L'obiettivo dovrà essere perseguito nel rispetto del diritto comunitario e delle attribuzioni di Regioni ed enti locali.

Principi generali

In una delle recenti modifiche sono stati introdotti nell'ambito della Parte prima del decreto alcuni articoli e nel contempo è stato modificato il titolo della medesima Parte, denominata ora non più solo "disposizioni comuni" ma anche "principi generali", con l'intento evidente di estendere la portata degli stessi dal testo in esame a tutta la "materia" della tutela dell'ambiente. Con l'introduzione di tali sei nuovi articoli, il Legislatore ha inteso quindi dotare l'intero sistema del diritto ambientale di principi generali che si rifacessero sia a norme costituzionali sia a norme comunitarie.

Principio della produzione del diritto ambientale

Principio della "produzione del diritto ambientale" (articolo 3-bis), in base al quale i principi fondamentali, in conformità al Titolo V della Costituzione, limitano la potestà legislativa di Regioni ordinarie ed Enti ad autonomia speciale. I principi fondamentali devono essere considerati nell'adozione degli atti normativi, di indirizzo e di coordinamento e nell'emanazione dei provvedimenti di natura contingibile e urgente.

Principi (articolo 3)

Principi di "prevenzione" e di "precauzione" (articolo 3-ter), in base ai quali occorre in primis evitare di creare rischi per l'ambiente, e solo in subordine cercare di arginare quelli esistenti o quelli che si dovessero verificare; nel dubbio, anche scientifico, è ovviamente necessario adottare le massime cautele.

Principio "chi inquina paga" (articolo 3-ter), che obbliga all'integrale ripristino dello "status quo ante" dell'ambiente.

  • Chi viene identificato come autore di un inquinamento, è tenuto a ripristinare lo stato precedente dell’ambiente. I Procedimenti di bonifica vengono fatte a spese del soggetto responsabile dell’inquinamento.

Principio dello "sviluppo sostenibile" (articolo 3-quater), in base al quale la P.A. deve dare priorità alla...

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/03 Ingegneria sanitaria-ambientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Foxy. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ingegneria sanitaria ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Ingegneria e Architettura Prof.
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