Concetti Chiave
- Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono tutelati per legge in Italia e coperti da assicurazione sociale obbligatoria presso l'INAIL.
- Le malattie professionali sono correlate a specifici lavori e possono includere intossicazioni e condizioni come sordità e silicosi.
- Gli infortuni extra-lavorativi, che includono incidenti domestici e durante attività ricreative, sono in aumento a causa della meccanizzazione della vita quotidiana.
- Gli infortuni stradali sono un grave flagello sociale, con una percentuale elevata di giovani vittime, richiedendo un'educazione alla sicurezza stradale.
- Nel 1971, il 27% delle vittime mortali e il 32% dei feriti in incidenti stradali in Italia erano ragazzi sotto i 14 anni.
Cosa sono gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali?
Gli infortuni sul lavoro sono ormai riconosciuti e tutelati per legge in ogni Paese del mondo.
Insieme alle malattie professionali, cioè alle malattie strettamente legate ad alcuni lavori (esempio: le intossicazioni da piombo, mercurio, fosforo, cromo, idrocarburi, ossido di carbonio; la sordità da rumori; la cataratta da energie radianti; la silicosi, ecc...), gli infortuni sul lavoro sono soggetti in Italia ad assicurazione sociale obbligatoria presso l'INAIL e vengono indennizzati secondo le norme contenute nella legge 30 giugno 1965, n. 1124. Tali norme si applicano a tutti i lavoratori subordinati, e perciò anche agli apprendisti ed agli allievi degli istituti tecnici e professionali e dei laboratori-scuola nei quali si faccia uso di macchine ed attrezzature meccaniche.
Infortuni extra-lavorativi e prevenzione
Gli infortuni extra-lavorativi comprendono tutti gli incidenti a persone avvenuti nell’ambiente domestico ed anche durante le passeggiate, gite, vacanze, sport, giochi: le attività che non costituiscono lavoro alle dipendenze di terzi, insomma. Essi sono purtroppo in continuo aumento, a causa della sempre maggiore meccanizzazione] di ogni aspetto della nostra esistenza, e ciascuno di noi è responsabile, più che per gli altri, della loro prevenzione. La sommaria classificazione, con l’indicazione percentuale dei casi mortali, qui riportata può servire più di un lungo discorso a mettere in guardia contro le loro cause.
Infortuni stradali e giovani vittime
Gli infortuni stradali rappresentano oggi, e lo saranno ancora più in futuro col sempre maggiore incremento della motorizzazione, un vero flagello sociale, in quanto la strada costituisce l’ambiente più rischioso della nostra epoca. Inoltre è accertato che la percentuale di giovanissimi vittime di incidenti stradali è assai elevata in tutti i Paesi, poiché l’irrequietezza e la naturale indisciplina della loro età sono validi incentivi al verificarsi degli infortuni. Basti pensare che in Italia, nel 1971, il 27% dei morti ed il 32% dei feriti sulla strada è stato costituito da ragazzi al disotto dei 14 anni! La scuola deve quindi impegnarsi anche ad educare i giovani a muoversi con sicurezza per la strada, come essi dovrebbero già saper fare in casa, e come un 'adeguata formazione tecnica insegnerà loro a fare sul lavoro.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali?
- Cosa comprende il concetto di infortuni extra-lavorativi e quali sono le loro cause?
- Qual è l'impatto degli infortuni stradali sui giovani e quale ruolo ha la scuola nella loro prevenzione?
Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono tutelati per legge in ogni Paese e in Italia sono soggetti a indennizzo tramite l'INAIL. Le malattie professionali sono legate a specifici lavori, come intossicazioni e sordità, e le norme si applicano a tutti i lavoratori subordinati, inclusi apprendisti e allievi.
Gli infortuni extra-lavorativi includono incidenti avvenuti in ambito domestico e durante attività ricreative. Sono in aumento a causa della crescente meccanizzazione della vita quotidiana, e la responsabilità della loro prevenzione ricade su ciascuno di noi.
Gli infortuni stradali rappresentano un grave problema sociale, con una percentuale elevata di giovani vittime. Nel 1971, il 27% dei morti e il 32% dei feriti erano ragazzi sotto i 14 anni. La scuola deve educare i giovani a muoversi in sicurezza sia in strada che in casa.