Concetti Chiave
- Leopardi esprime la tentazione di bestemmiare contro il cielo e la natura, sentendosi condannato a una sofferenza perpetua.
- Nell'età adulta, il disincanto di Leopardi si manifesta attraverso riflessioni amare e un profondo disagio che risale all'infanzia.
- La poetica del vago e dell'indefinito è centrale nel suo lavoro, con riferimenti agli antichi per recuperare poesia e immaginazione.
- In "L'Infinito", il poeta raggiunge una conquista positiva, mentre in "La Sera del dì di festa" il risultato è negativo, evidenziando una variazione tematica.
- Leopardi trova conforto nella caducità, ritenendo che anche il suo dolore avrà una fine, sottolineando l'idea che "tutto è nulla".
Leopardi e la Tentazione della Bestemmia
Nella primavera del 1820 Leopardi scrisse una lettera all’amico Giordani in cui dice di essere tentato dalla bestemmia, tentato di bestemmiare contro il cielo e la natura perché l’hanno destinato alla perenne sofferenza. A questo tema se ne associano altri molto cupi e pessimistici come quello della vanità delle cose umane e quello del tempo che distrugge ogni creazione umana.
Riflessioni Amare e Disincanto
L’età adulta per Leopardi rappresenta il disincanto. Molte percezioni sensoriali generano riflessioni amare nel Leopardi. L’ultima immagine della poesia è frutto della rimembranza, perché l’autore ricorda che già da piccolo nutriva un certo disagio. Tutto è strettamente legato alle sue riflessioni.
Poetica del Vago e dell'Indefinito
Il fatto che la prima immagine sia una citazione omerica consapevolmente utilizzata ci dice che secondo Leopardi dagli antichi si potevano recuperare brandelli di poesia e di immaginazione. Tutta la poetica del vago e dell’indefinito è ampiamente utilizzata in questo componimento.
Confronto tra L'Infinito e La Sera
Rispetto all’Infinito, ci sono tanti elementi in comune, ma anche alcune novità. Nell’Infinito il poeta era posto di fronte alla dimensione naturale, mentre nella Sera del dì di festa l’io lirico si trova di fronte alla natura, ma anche ai soggetti umani. Ancora una volta però il ragionamento dell’autore porta a una precisa conquista concettuale. L’Infinito si conclude con una conquista positiva, mentre nella Sera al dì di festa la conquista è negativa.
Consolazione nella Caducità
Anche in questo componimento però c’è la possibilità di trovare un fine positivo: infatti l’autore potrebbe pensare che data la caducità delle cose umane allora anche il suo dolore prima o poi avrà una fine. È una delle idee chiave del componimento ed è consolatoria per l’autore. Leopardi disse che “tutto è nulla, anche la mia disperazione”.
Fenomenologia dell'Infinito nei Piccoli Idilli
Il tema dell’infinito e dell’infinità del tempo ci riporta al terreno concettuale della poesia L’infinito. Blasucci disse che nei piccoli idilli c’era una sorta di fenomenologia dell’infinito. Il tema dell’infinito secondo Blasucci è uno degli elementi che lega tutta la poesia dei piccoli idilli. Era arrivato a una conclusione analoga anche il critico Binni. Blasucci sottolineò che l’io lirico dei piccoli idilli era solo al singolare. Nelle opere successive invece c’è un’universalizzazione del dolore, che riguarda tutti gli uomini.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale tentazione di Leopardi espressa nella lettera a Giordani?
- Come si manifesta il disincanto nell'età adulta di Leopardi?
- Qual è la differenza principale tra le conclusioni di "L'Infinito" e "La Sera del dì di festa"?
Leopardi si sente tentato di bestemmiare contro il cielo e la natura a causa della sua perenne sofferenza, un tema che si intreccia con la vanità delle cose umane e il potere distruttivo del tempo.
Per Leopardi, l'età adulta è segnata da riflessioni amare e un profondo disagio, evidenziato dalla rimembranza di esperienze sensoriali che lo portano a una visione pessimistica della vita.
Mentre "L'Infinito" si conclude con una conquista positiva, "La Sera del dì di festa" porta a una conquista negativa, evidenziando un cambiamento nella percezione del rapporto tra l'io lirico e la natura e gli esseri umani.