Concetti Chiave
- Gli indici dinamici di precarico sono efficaci solo in pazienti intubati e ventilati meccanicamente, con necessità di cannulazione arteriosa per la misurazione.
- Le fluttuazioni della pressione arteriosa durante il ciclo respiratorio possono essere fisiologiche, ma un volume intravascolare ridotto aumenta la loro entità.
- Per valutare se un paziente in shock è un fluid responder, si possono utilizzare metodi alternativi come il catetere di Swang-Ganz o la termodiluizione transpolmonare.
- Il Leg raising test aiuta a identificare l'ipovolemia sollevando le gambe del paziente, e un aumento della gittata cardiaca indica necessità di fluidi.
- In assenza di monitoraggio della gittata cardiaca, si può osservare l'andamento della pressione e della frequenza cardiaca per determinare il fluid responder.
Indice
Limitazioni degli indici dinamici
Gli indici dinamici di precarico sfruttano l’interazione cuore-polmoni con due importanti limitazioni: sono validi solo nei pazienti senza attività respiratoria spontanea, in ventilazione artificiale meccanica in volume controllato, curarizzati e senza aritmie significative che alterano le onde di pressione misurate in maniera invasiva. Per poter misurare questi indici devo tenere incannulata l’arteria radiale o femorale.
Misurazione e fluttuazioni pressorie
Vale il ragionamento del punto precedente, per cui in inspirazione la pressione transmurale diminuisce, aumenta il precarico del ventricolo sinistro e diminuisce il postcarico. Si ha quindi una fluttuazione dei picchi sistolici dell’onda pressoria in inspirio ed espirio: fino ad un 10% di variabilità le fluttuazioni sono considerate fisiologiche, se si ha una diminuzione del volume intravascolare, le fluttuazioni saranno di entità percentuale maggiore. Se il paziente si trova nella parte a destra della curva di Frank-Starling (elevata volemia), le variazioni dei picchi di pressione sistolica sono minimi, sempre inferiori al 10% tra inspirio ed espirio. Viceversa, se si trova nella parte iniziale della curva.
E' la differenza tra la pressione arteriosa sistolica (Pas) e la pressione arteriosa diastolica (Pad) in fase inspiratoria ed espiratoria. Le variazioni della PPV nel paziente in Vam legate al ciclo respiratorio sono fisiologiche fino ad un valore del 10%.
Qual è la valutazione del fluid responder?
Poiché però, gli indici dinamici possono essere usati solo nel pz intubato e ventilato in volume controllato senza attività respiratoria spontanea, sono necessari altri sistemi per valutare se il pz è fluid responder o meno, e quindi capire se il pz in shock ha bisogno di fluidi o no. Questo è un aspetto importante, perché a volte i pz in terapia intensiva sono ventilati con modalità in cui i ventilatori non sostituiscono, ma integrano l’attività respiratoria del paziente, e in questi casi gli indici dinamici non sono applicabili. Tra questi sistemi, abbiamo quelli di misurazione della Gc come il catetere di Swang-Ganz o la termodiluizione transpolmonare.
Metodi alternativi di valutazione
In questi casi, viene misurata la Gc basale e successivamente viene fatto un Leg raising test: consiste nel sollevare le gambe del paziente in acuto a 45 gradi, provocando un effetto simile a quello di un bolo di fluidi per favorire il ritorno venoso. Se ottengo un aumento della GC allora sarà un pz ipovolemico e quindi fluid responder.
Test di riempimento e leg raising
Se però non ho un sistema di monitoraggio della Gc, posso invece usare con buona approssimazione la misurazione della pressione e della frequenza cardiaca: il pz in stato di shock ipovolemico è ipoteso e tachicardico e se sollevando le gambe si ha un aumento della pressione ed una riduzione della Fc allora sarà un pz fluid responder. Lo stesso può essere fatto con il filling test o test di riempimento: faccio un bolo fluidico rapido di 250 ml di cristalloidi o colloidi e vedo come variano i parametri emodinamici del pz. Se sono nella parte discendente della curva di Starling i parametri peggiorano, se, viceversa, sono nella parte ascendente, questi migliorano. Tra i due però si preferisce il passive leg raising test, visto che non vengono somministrati fluidi.
Domande da interrogazione
- Quali sono le limitazioni degli indici dinamici di precarico?
- Come influiscono le fluttuazioni pressorie sul precarico del ventricolo sinistro?
- Quali metodi alternativi possono essere utilizzati per valutare il fluid responder?
- In cosa consiste il Leg raising test e quale informazione fornisce?
- Come si può valutare un paziente in stato di shock ipovolemico senza monitoraggio della gittata cardiaca?
Gli indici dinamici di precarico sono validi solo per pazienti intubati e ventilati in volume controllato, senza attività respiratoria spontanea e senza aritmie significative. È necessaria l'incannulazione dell'arteria radiale o femorale per la misurazione (Limitazioni degli indici dinamici).
Durante l'inspirazione, la pressione transmurale diminuisce, aumentando il precarico del ventricolo sinistro e diminuendo il postcarico. Fluttuazioni fino al 10% sono considerate fisiologiche, ma in caso di diminuzione del volume intravascolare, queste fluttuazioni possono aumentare (Misurazione e fluttuazioni pressorie).
In assenza di indici dinamici applicabili, si possono utilizzare metodi come il catetere di Swang-Ganz o la termodiluizione transpolmonare per misurare la gittata cardiaca e valutare se il paziente ha bisogno di fluidi (Valutazione del fluid responder).
Il Leg raising test consiste nel sollevare le gambe del paziente a 45 gradi per simulare un bolo di fluidi. Se si osserva un aumento della gittata cardiaca, il paziente è considerato ipovolemico e quindi fluid responder (Metodi alternativi di valutazione).
Si può misurare la pressione e la frequenza cardiaca; un aumento della pressione e una riduzione della frequenza cardiaca dopo il sollevamento delle gambe indicano che il paziente è un fluid responder. Anche il filling test può essere utilizzato per osservare le variazioni emodinamiche (Test di riempimento e leg raising).