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Concetti Chiave

  • Le colture legnose comprendono alberi permanenti come i frutteti, con particolare riferimento ai vigneti nella Renania, dove le viti sono disposte in filari regolari.
  • Gli impianti di irrigazione sono fondamentali per le coltivazioni, con una rete di canali e fossi che permette di controllare l'afflusso d'acqua tramite chiuse.
  • I prati non coltivati crescono spontaneamente e vengono tagliati per produrre foraggio, mentre i pascoli sono destinati al pascolo degli animali.
  • I boschi coltivati forniscono risorse come cellulosa e materia prima per la produzione di pellet, con alberi disposti in file ordinate.
  • Le zone meno adatte alla coltivazione tradizionale sono valorizzate per la loro capacità di sostenere prati e pascoli, contribuendo alla biodiversità agricola.

Colture legnose e frutteti

Si definiscono colture legnose le coltivazioni di alberi permanenti, cioè i frutteti. La Renania, la regione attraversata dal Reno, è rinomata per i vigneti; le piante della vite sono disposte in filari, tra i quali rimane uno spazio di due o tre metri per facilitare le operazioni di potatura, irrigazione e raccolta dell’uva .

Alcuni terreni sono utilizzati per coltivare alberi d’alto fusto: le piante sono disposte in file ordinate e, quando sono cresciute abbastanza, vengono tagliate per ottenere legname.

Irrigazione e gestione dell'acqua

Le coltivazioni hanno necessità di acqua, perciò gli uomini hanno costruito degli impianti di irrigazione che permettono di irrigare i campi. Una fitta rete di canali e fossi attraversa la campagna coltivata e consente di regolare l’afflusso dell’acqua per mezzo di chiuse, ovvero uno sbarramento artificiale del corso d’acqua. I contadini, poi, spruzzano l’acqua sulle coltivazioni per mezzo di idranti fissi o mobili.

Prati e pascoli

Le zone meno adatte alle coltivazioni sono lasciate a prato, cioè non vengono coltivate in modo che vi cresca spontaneamente l’erba. I prati sono tagliati quando l’erba è abbastanza alta per produrre il foraggio per il bestiame. I pascoli sono i terreni in cui si lasciano pascolare gli animali. Nelle pianure coltivate solo aree poco estese sono ancora occupate da boschi naturali. I boschi, tuttavia, possono essere coltivati: gli alberi sono disposti in file ordinate e occupano la superficie regolare di un appezzamento di terreno, dove non esiste il sottobosco. I boschi coltivati forniscono cellulosa (pioppeti) o materia prima per produrre pellet (combustibile di legno pressato).

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche principali delle colture legnose?
  2. Le colture legnose si riferiscono alle coltivazioni di alberi permanenti, come i frutteti, e includono anche alberi d’alto fusto per la produzione di legname. Nella Renania, ad esempio, i vigneti sono disposti in filari per facilitare le operazioni agricole.

  3. Come viene gestita l'irrigazione nelle coltivazioni?
  4. L'irrigazione è fondamentale per le coltivazioni, e gli uomini hanno costruito impianti che includono una rete di canali e fossi per regolare l'afflusso d'acqua. Inoltre, i contadini utilizzano idranti fissi o mobili per spruzzare acqua sulle coltivazioni.

  5. Qual è la differenza tra prati e pascoli?
  6. I prati sono aree lasciate a crescita spontanea dell'erba, tagliati per produrre foraggio, mentre i pascoli sono terreni dedicati al pascolo degli animali. Entrambi rappresentano zone meno adatte alle coltivazioni intensive.

Domande e risposte

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