Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La successione di Nerone fu decisa dai militari, con le legioni che sostennero i propri candidati in un periodo di instabilità politica noto come "anno dei quattro imperatori".
  • Flavio Vespasiano, primo imperatore non aristocratico, si affermò tramite una legge speciale che gli conferiva poteri straordinari, simile a quella di Augusto.
  • La gestione economica di Vespasiano si concentrò sul risanamento delle finanze statali e sulla realizzazione di grandi opere pubbliche, tra cui il Colosseo.
  • La guerra contro gli ebrei, conclusasi con la conquista di Gerusalemme, rappresentò un grande impegno economico e militare per Vespasiano e il suo impero.
  • Vespasiano stabilì il principio della successione ereditaria designando i suoi figli Tito e Domiziano come successori, per garantire stabilità al potere.

La successione di Nerone

A decidere chi dovesse succedere a Nerone furono i militari: mentre il Senato era assolutamente esautorato, le legioni sostenevano i loro candidati con le armi in pugno. Il 69 d.C. fu il cosiddetto “anno dei quattro imperatori”. Galba fu rovesciato dai pretoriani, che imposero sul trono il loro candidato, Ottone; questi a sua volta dovette fronteggiare la ribellione delle truppe schierate lungo il Reno che sostenevano Vitellio, il quale sconfisse e uccise l’avversario. Tuttavia fu l’esercito d’Oriente ad avere la meglio; infatti le legioni mandate a fronteggiare la rivolta degli ebrei proclamarono imperatore il loro comandante, Flavio Vespasiano, che riuscì a insediarsi a Roma e a eliminare Vitellio. Con lui ebbe inizio una nuova dinastia, quella “Flavia”. L’avvento al trono di Vespasiano segnò un' importante svolta politica nella storia romana: il passaggio dei poteri avvenne, infatti, non per via legittima, ma fu imposto dagli eserciti attraverso una serie di combattimenti che sembravano riportare lo Stato al fosco periodo delle guerre civili. In questo modo, come scrive Tacito, “fu svelato il segreto del potere”: fu chiaro a tutti quindi che esso apparteneva a chi aveva la forza di imporlo sugli altri con le armi in pugno; il ruolo dei militari ne risultò di conseguenza tanto ingigantito quanto gravemente diminuito era ormai il prestigio del Senato.

L'ascesa di Vespasiano

Vespasiano apparteneva alla classe dei cavalieri: suo padre era un appaltatore delle imposte di Rieti ed egli fu il primo imperatore che non proveniva dall’aristocrazia. Per affermare legalmente i suoi diritti al trono, egli indusse il Senato a promulgare una legge speciale (lex de imperio Vespasiani), simile a quella che era stata promulgata a suo tempo per Augusto: questa legge decretava che Vespasiano, nell’interesse dello Stato, aveva il diritto di concludere trattati internazionali, intervenire nelle elezioni di magistrati e non essere vincolato da leggi o plebisciti. Dalla tradizione antica Vespasiano venne definito “avaro”, ma il suo atteggiamento verso il denaro non era solo un tratto di personale prudenza, bensì un segnale politico di mutamento rispetto alle tendenze della casta Giulio-Claudia. Si trattava, del resto, di una reale necessità: la rovinosa politica di Nerone aveva svuotato le casse statali, mentre la situazione internazionale richiedeva grandi spese militari. In primo luogo queste derivavano dalla necessità di finanziare la guerra contro gli ebrei, che si protrasse, che per alcuni anni e rischiò di destabilizzare tutto l’Oriente romano. La guerra si concluse infine con la conquista di Gerusalemme (70 d.C.) da parte di Tito, figlio dell’imperatore, che portò a Roma un ingente bottino. Il conflitto fu sanguinosissimo: secondo i calcoli degli storici antichi, la guerra costò la vita a più di un milione di persone e moltissime altre furono ridotte schiavitù.

Le riforme di Vespasiano

Attraverso un’oculata amministrazione, in ogni caso, Vespasiano seppe risanare il bilancio, si fece promotore di grandi lavori pubblici e diede inizio alla costruzione del più grande e celebre anfiteatro del mondo, vale a dire il Colosseo (ovvero “anfiteatro flavio”).

Memore delle vicissitudini seguite alla morte di Nerone, che avevano messo a dura prova l’esistenza stessa dello Stato, e anche per prevenire il rischio di guerre civili, Vespasiano designò come suoi successori i due figli Tito e Domiziano. Con questo atto si affermava così il principio della trasmissione ereditaria del potere.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Chi ha deciso la successione di Nerone e quale impatto ha avuto sulla politica romana?
  2. La successione di Nerone fu decisa dai militari, mentre il Senato era esautorato. Questo portò a una serie di combattimenti e al "anno dei quattro imperatori", rivelando che il potere apparteneva a chi aveva la forza militare, riducendo il prestigio del Senato.

  3. Qual è stata la provenienza sociale di Vespasiano e come ha influenzato il suo regno?
  4. Vespasiano proveniva dalla classe dei cavalieri e non dall'aristocrazia, il che rappresentò una novità. Per legittimare il suo potere, fece promulgare una legge speciale che gli conferiva diritti simili a quelli di Augusto, segnando un cambiamento rispetto alla tradizione aristocratica.

  5. Quali erano le principali sfide economiche che Vespasiano dovette affrontare?
  6. Vespasiano ereditò una situazione economica difficile a causa della politica di Nerone, che aveva svuotato le casse statali. Dovette affrontare spese militari elevate, in particolare per la guerra contro gli ebrei, che culminò con la conquista di Gerusalemme nel 70 d.C.

  7. Quali riforme e opere pubbliche Vespasiano intraprese durante il suo regno?
  8. Vespasiano attuò un'amministrazione oculata che risanò il bilancio e promosse grandi lavori pubblici, tra cui la costruzione del Colosseo, noto anche come "anfiteatro flavio", simbolo della sua epoca.

  9. Come Vespasiano ha garantito la successione al potere e quale principio ha affermato?
  10. Vespasiano designò i suoi figli Tito e Domiziano come successori, affermando così il principio della trasmissione ereditaria del potere, per prevenire il rischio di guerre civili e garantire la stabilità dello Stato.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community