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Concetti Chiave

  • La riorganizzazione dello Stato romano ha contribuito alla ripresa economica delle province, eliminando gli appalti e favorendo l'emergere di lavoratori liberi.
  • Le province, con una minore presenza di schiavi, hanno visto un aumento della produzione e dell'innovazione tecnica, grazie all'entusiasmo dei lavoratori liberi.
  • Innovazioni tecniche significative sono emerse nelle province, come l'aratro a ruote in Rezia e il mulino ad acqua in Asia, che hanno migliorato la produttività.
  • Le province hanno sviluppato grandi città produttive, come Aquileia e Londra, che hanno svolto un ruolo cruciale nell'economia dell'impero.
  • Italia e Roma hanno subito una decadenza economica a causa della dipendenza dalla schiavitù, che ha reso impossibile competere con la produzione delle province.

Quali sono i mutamenti economici e sociali?

Nel periodo iniziale della Roma imperiale si hanno importanti mutamenti economici e sociali.

La riorganizzazione dello Stato, con l'eliminazione degli appalti (e dello sfruttamento da parte degli appaltatori), permise la ripresa economica delle province. Questa ripresa fu favorita anche da un altro fenomeno: nelle province non esisteva una schiavitù numerosa come a Roma, in quanto le province non potevano effettuare guerre di conquista (in politica estera dipendevano da Roma), quindi non potevano procurarsi schiavi in gran numero. Ciò determinò nelle province l’apparizione di lavoratori liberi, i quali, lavorando per il proprio interesse, dettero un grande impulso alla produzione di beni ed al miglioramento della tecnica, in vari settori.

Il lavoro dei liberi è più entusiasta e produttivo di quello degli schiavi; inoltre il lavoratore libero cerca di inventare nuovi strumenti, per guadagnare di più; allo schiavo, invece, tutto ciò non interessa affatto.

Innovazioni tecniche nelle province

In questo periodo solo nelle province si hanno innovazioni tecniche: nella Rezia viene inventato l’aratro a ruote, in Gallia la falciatrice, in Asia il mulino ad acqua, in Spagna nuove tecniche di fusione dei metalli, in Gallia l’ottone, in Egitto il vetro per le finestre.

Nelle regioni periferiche dell’impero si sviluppano grandi città produttive, come Aquileia, Antiochia, Cadice, Arles, Lione, Colonia, Londra.

Decadenza dell'Italia e di Roma

Al contrario, l’Italia e Roma, che sono al centro del sistema imperiale romano, decadono. Decadono perché non producono nulla, in quanto in Italia la produzione era affidata agli schiavi e non poteva reggere alla concorrenza delle province, che fornivano roba migliore ed a prezzi più bassi, grazie al lavoro libero.

Ciò finì per annullare del tutto la produzione in Italia. Per quanto riguarda l’agricoltura, poi, le cose andavano ancora peggio. Le terre abbandonate nelle mani degli schiavi restavano incolte e non producevano nulla, ragion per cui bisognava importare da fuori i prodotti necessari all’alimentazione. Questi prodotti venivano pagati dallo Stato con il danaro che lo Stato riceveva sotto forma di tributi dalle province: in definitiva questo danaro tornava alle province dalle quali era partito.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono i principali mutamenti economici e sociali durante l'inizio dell'era imperiale romana?
  2. Durante l'inizio dell'era imperiale romana, si verificarono importanti mutamenti economici e sociali grazie alla riorganizzazione dello Stato, che eliminò gli appalti e lo sfruttamento da parte degli appaltatori, favorendo la ripresa economica delle province, dove il lavoro libero iniziò a sostituire la schiavitù.

  3. Quali innovazioni tecniche si svilupparono nelle province romane?
  4. Nelle province romane si svilupparono significative innovazioni tecniche, come l'aratro a ruote in Rezia, la falciatrice in Gallia, il mulino ad acqua in Asia e nuove tecniche di fusione dei metalli in Spagna, contribuendo alla crescita di grandi città produttive.

  5. Perché l'Italia e Roma entrarono in decadenza durante questo periodo?
  6. L'Italia e Roma entrarono in decadenza perché non producevano nulla, affidandosi al lavoro schiavistico, che non poteva competere con le province, le quali offrivano beni migliori a prezzi più bassi, portando all'abbandono delle terre e alla necessità di importare prodotti alimentari.

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