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Concetti Chiave

  • Nel Medioevo, papa e imperatore rappresentavano le autorità universali, con poteri derivanti da una continuità di legami spirituali e politici.
  • I conflitti tra Chiesa e Impero, in particolare la "guerra per le investiture", portarono a una risoluzione nel 1122 con il concordato di Worms, stabilendo diritti reciproci.
  • L'ascesa dei comuni e degli stati nazionali nel 12° e 13° secolo segnò una crisi per l'impero, con città italiane che fiorirono e una nuova borghesia emergente.
  • Tra il 12° e il 14° secolo, la Chiesa affermò la sua supremazia, esercitando potere sia spirituale che temporale e trasformando i prelati in figure politiche attive.
  • Il progetto teocratico avviato da Innocenzo III e Bonifacio VIII si concluse rapidamente a causa della pressione dell'impero francese, culminando con l'arresto di Bonifacio VIII e la cattività avignonese.

Le autorità universali nel Medioevo

Per gran parte del Medioevo le due autorità universali furono incarnate dal papa e dall’imperatore, due figure guida per tutti i popoli cristiani dell’Europa occidentale. Le autorità detenute dal papa e dal clero si originavano dall’investitura ricevuta da Pietro direttamente da Gesù Cristo, per quanto riguarda l’imperatore il suo potere si basa sulla continuità del potere con l’autorità ecclesiastica: Carlo Magno nell’800 volle che fosse il papa ad incoronarlo.

Quali sono i conflitti tra Chiesa e Impero?

Il rapporto tra autorità “politica” e “spirituale” però non furono sempre concordi. Chiesa e Impero entrarono in conflitto nella “guerra per le investiture”; Papa Gregorio VII nel 1075 vietò ai re di nominare i vescovi. La “disputa” si risolse nel 1122 con il concordato di Worms che riconosce al papa il diritto di scegliere e nominare i vescovi, e all’imperatore quello di attribuire ai vescovi alcuni poteri politici, rendendoli così propri vassalli.

Ascesa dei comuni e crisi dell'impero

Dopo questa tregua le due forze maggiori, Chiesa e Impero, perdono gran parte del loro potere, infatti da meta 12°secolo i comuni e gli stati nazionali diventavano padroni della scena politica. Il primo ad entrare in crisi fu l’impero, tra il 12° e il 13° secolo gli imperatori entrarono in lotta con la società urbana, che si presenta in netto contrasto con l’idea di impero. Dopo l’anno mille fioriscono città e quelle già esistenti rinascono; in Italia, intorno al 1100 fioriscono molti centri urbani tra cui Genova, Milano, Firenze e Venezia, che superano i 50.000 abitanti. Lo sviluppo delle città danneggia la nobiltà feudale, rimasta ancora legata all’ideale del possedimento di terreno. N città si forma e si afferma una nuova classe sociale, la borghesia, formata da artigiani, mercanti, notai e giudici.

All’interno delle città sorgono i comuni, forme di organizzazione del potere, questi pretendono dall’imperatore e dal feudatario il riconoscimento di una maggiore autonomia politica; questo porta i comuni ad entrare progressivamente in conflitto con l’Imperatore. Nel 1176 a Legnano la “lega delle città lombarde” sconfisse Federico I barbarossa. Nel 1183 venne firmata la pace di Costanza.

Supremazia della Chiesa e riforma teocratica

Con l’indebolimento dell’impero i papi affermano la supremazia della chiesa. Con l’indebolimento dell’impero i papi affermano la supremazia della chiesa, infatti tra 12° e 14° secolo la chiesa esercitò oltre al potere spirituale anche quello temporale, si ebbe come conseguenza che Papi e prelati divennero a tutti gli effetti “uomini politici”.

Il trionfo e la caduta del progetto teocratico

Con Innocenzo III (1198-1216) e Bonifacio VIII (1194-1303) prende il via una riforma teocratica del sistema. Innocenzo II sostiene che il Papa sia nettamente superiore all’imperatore, mentre Bonifacio VIII cerca di ridurre le richieste della nobiltà laziale e interviene nelle questioni politiche fiorentine e in quelle dell’Italia Meridionale. Il 1300 si prospetta come l’anno del trionfo del progetto teocratico voluto da Bonifacio VIII, ma esso fu un successo breve poiché la chiesa venne minacciata dall’impero francese. Causa di un’aspra contesa Filippo IV il bello, rivendica al papa la propria autonomia e lo fece arrestare e imprigionare. La sede papale venne trasferita ad Avignone, del 1309 al 1377, periodo detto “cattività avignonese”.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le due autorità universali nel Medioevo?
  2. Nel Medioevo, le due autorità universali erano il papa e l'imperatore, figure guida per i popoli cristiani dell'Europa occidentale, con poteri derivanti da investiture religiose e politiche.

  3. Qual è stata la causa principale dei conflitti tra Chiesa e Impero?
  4. I conflitti tra Chiesa e Impero, noti come "guerra per le investiture", furono causati dal divieto di Papa Gregorio VII nel 1075 ai re di nominare i vescovi, risolto nel 1122 con il concordato di Worms.

  5. Come ha influito l'ascesa dei comuni sulla crisi dell'Impero?
  6. L'ascesa dei comuni e degli stati nazionali ha portato a una perdita di potere per Chiesa e Impero, con i comuni che richiedevano maggiore autonomia e scontrandosi con l'Impero, come dimostrato dalla vittoria della lega delle città lombarde nel 1176.

  7. In che modo la Chiesa ha affermato la sua supremazia nel periodo medievale?
  8. Con l'indebolimento dell'Impero, tra il 12° e il 14° secolo, la Chiesa ha esercitato potere sia spirituale che temporale, trasformando papi e prelati in veri e propri "uomini politici".

  9. Qual è stata la conseguenza della riforma teocratica avviata da Innocenzo III e Bonifacio VIII?
  10. La riforma teocratica ha portato a un iniziale trionfo del potere papale, ma è stata seguita da una crisi con l'arresto di Bonifacio VIII da parte di Filippo IV il Bello e il trasferimento della sede papale ad Avignone, segnando l'inizio della "cattività avignonese".

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