Concetti Chiave
- Il testamento di Tiberio nominava coeredi i nipoti Gaio e Tiberio, ma il Senato scelse di acclamare Gaio, noto come Caligola, imperatore.
- La decisione del Senato fu influenzata dalla popolarità della famiglia di Germanico, considerato una vittima delle crudeltà di Tiberio e un generale di grande valore.
- Il regno di Caligola fu segnato da atti di umiliazione verso il Senato e dall'eliminazione fisica dei suoi oppositori, con la volontà di affermarsi come sovrano assoluto.
- Caligola tentò di trasformare il suo potere in un'assolutismo divino, richiedendo onori e cerimonie in contrasto con le tradizioni romane.
- Nonostante la sua iniziale popolarità, Caligola fu assassinato nel 41 d.C. in un colpo di Stato orchestrato dai pretoriani.
La successione di Tiberio
Il testamento di Tiberio nominava coeredi, e di conseguenza li designava all’Impero, i nipoti Gaio (figlio di Germanico) e Tiberio (figlio del proprio fratello Druso), ma il Senato, a furor di popolo, annullò il testamento e acclamò imperatore Gaio, che a quell’epoca aveva venticinque anni. Gaio sarebbe poi passato alla storia come "Caligola”, dal nome della calzatura militare (la caliga) che da bambina portava, quando si trovava negli accampamenti con il padre.
La popolarità di Germanico
La scelta del Senato, in effetti, era dettata dalla popolarità di cui godeva la famiglia di Germanico e nello stesso tempo dal desiderio di una svolta politica: agli occhi dell’opinione pubblica, infatti, Germanico era stato una vittima di Tiberio e le persecuzioni a cui dopo la morte era stata frutto della crudeltà del vecchio imperatore; Germanico per giunta, era stato un generale di grande valore, fautore di una politica estera aggressiva che andava incontro alle ambizioni dei militari e agli interessi di preda e di bottino di una certa parte della popolazione romana, in contrapposizione alla prudenza manifestata da Tiberio.
Il regno di Caligola
Ma il breve impero di Caligola fu caratterizzato dall’eliminazione fisica degli oppositori interni e da continui atti di umiliazione della classe senatoria: al punto che, secondo la tradizione, egli si sarebbe spinto fino a nominare senatore il proprio cavallo. Sebbene le fonti antiche vedano in ciò soprattutto un esempio di “pazzia” sanguinaria del giovane e immaturo principe, negli atti di Caligola è invece percepibile un disegno preciso: il desiderio di trasformarsi in un sovrano assoluto, cui bisognava rendere onori divini, sul modello delle monarchie orientali e in totale contrasto con le tradizioni romane. Caligola assunse, infatti, atteggiamenti autocratici e pretese che gli venisse eretto un tempio; esigeva inoltre l’osservanza di un minuzioso cerimoniale e l’obbligo dell’inchino davanti alla sua persona.
L'assolutismo di Caligola
In sostanza, mentre gli altri imperatori affermavano formalmente di volere essere difensori delle leggi romane tradizionali, Caligola sembrava sostenere il principio assolutistico dell’identificazione dello Stato con la sola persona dell’imperatore.
La caduta di Caligola
Malgrado si fosse reso popolarissimo con elargizioni e giochi circensi (che per giunta dissestarono le finanze statali), Caligola ebbe molti oppositori e nel 41 d.C. finì per rimanere vittima di un colpo di Stato ordito dai pretoriani.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della scelta del Senato di acclamare Gaio come imperatore?
- Qual era la popolarità di Germanico e come influenzò la successione imperiale?
- In che modo Caligola cercò di trasformarsi in un sovrano assoluto?
La scelta del Senato di acclamare Gaio, noto come Caligola, come imperatore portò a un regno caratterizzato da atti di umiliazione verso la classe senatoria e dall'eliminazione fisica degli oppositori, segnando un distacco dalle tradizioni romane e un tentativo di instaurare un potere assoluto (testo).
Germanico godeva di grande popolarità, considerato una vittima di Tiberio e un generale di valore; questa sua reputazione influenzò il Senato a scegliere Gaio come imperatore, desideroso di una svolta politica e di un cambio di direzione rispetto alla prudenza di Tiberio (testo).
Caligola cercò di affermare il suo potere assoluto attraverso atti autocratici, come l'erezione di un tempio in suo onore e l'imposizione di un cerimoniale rigoroso, contraddicendo le tradizioni romane e identificando lo Stato con la sua persona (testo).