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Concetti Chiave

  • La crisi dell'eurozona, iniziata nel 2010, è stata innescata dalla situazione economica precaria della Grecia, rischiando di contagiare altri paesi indebitati.
  • La moneta unica è stata introdotta senza istituzioni in grado di imporre una politica di bilancio comune, limitando l'efficacia delle misure economiche.
  • La Banca Centrale Europea può solo acquistare titoli di stato sul mercato secondario, non potendo finanziare direttamente i debiti pubblici al momento dell'emissione.
  • La BCE ha implementato il quantitative easing per aumentare la liquidità e sostenere l'economia, cercando di raggiungere un obiettivo d'inflazione del 2%.
  • I singoli stati non possono utilizzare l'inflazione per ridurre il debito, poiché non possono stampare moneta a causa della moneta unica, il che complica la gestione delle crisi debitorie.

La crisi dell'eurozona

La crisi finanziaria globale esplosa nel 2008 ha coinvolto, a partire dal 2010, i paesi della zona euro che i mercati hanno ritenuto non in grado di sostenere i loro debiti sovrani: e quindi in particolare quelli col debito più elevato in rapporto al prodotto interno lordo e col tasso di crescita più basso, costretti a pagare interessi sempre maggiori per collocare sul mercato i propri titoli. La crisi dell’eurozona è scoppiata a causa della situazione della Grecia che, per debolezza economica e finanza pubblica fuori controllo, era parsa sull’orlo di dichiarare fallimento (default): tale situazione rischiava di travolgere le banche che l’avevano fino ad allora finanziata, soprattutto francesi e tedesche, esponendo al «rischio contagio» altri paesi fortemente indebitati (Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia) al punto da minacciare la stessa sopravvivenza dell’euro.

Il ruolo della Banca centrale europea

Bisogna tenere conto del fatto che la moneta unica, la quale nelle intenzioni avrebbe dovuto favorire una maggiore solidità delle economie europee attraverso l’abolizione del rischio di cambio, è stata introdotta in assenza di istituzioni capaci di imporre una comune politica di bilancio; inoltre, se alla Banca centrale europea è stato affidato dai trattati il compito di fissare l’ammontare di moneta da mettere in circolazione, sottraendo questo potere alle banche centrali nazionali, ad essa è stato espressamente vietato di finanziare i debiti pubblici attraverso l’«acquisto diretto» di titoli di stato (vale a dire al momento dell’emissione: art. 123 Tfue).

Strategie della Bce e limiti della moneta unica

Può effettuare acquisti solo sul mercato secondario (vale a dire di titoli già collocati). Ciò non è poco, potendo in questo modo influire sui tassi di interesse: infatti, facendo ricorso proprio alle operazioni a mercato aperto, la Bce guidata dal governatore Mario Draghi ha condotto una strategia (il quantitative easing) volta ad aumentare la liquidità del sistema bancario, sostenere l’economia produttiva, perseguire l’obiettivo di un’inflazione al 2%, concorrendo in misura decisiva al superamento della crisi finanziaria.

Resta però che con la moneta unica i singoli stati non possono far ricorso al metodo un tempo utilizzato per fronteggiare crisi del proprio debito: stampare carta moneta e, mediante l’inflazione da ciò generata, aumentare il Pil nominale e ridurre il debito, in altre parole svalutare direttamente la moneta nazionale per migliorare la competitività (con effetti però negativi sul piano sociale).

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le cause principali della crisi dell'eurozona?
  2. La crisi dell'eurozona è stata innescata dalla situazione economica della Grecia, che, a causa di debolezza economica e finanza pubblica fuori controllo, rischiava il default. Questo ha esposto le banche, in particolare francesi e tedesche, a un "rischio contagio" che minacciava altri paesi indebitati e la stessa sopravvivenza dell'euro.

  3. Qual è il ruolo della Banca centrale europea nella crisi?
  4. La Banca centrale europea ha il compito di gestire la moneta unica, ma non può finanziare direttamente i debiti pubblici. Può solo acquistare titoli sul mercato secondario, influenzando i tassi di interesse e sostenendo l'economia attraverso strategie come il quantitative easing, come evidenziato dalla leadership di Mario Draghi.

  5. Quali sono i limiti della moneta unica per gli stati membri?
  6. Con l'introduzione della moneta unica, gli stati membri non possono più stampare moneta per affrontare le crisi del debito, come avveniva in passato. Questo impedisce loro di svalutare la moneta nazionale per migliorare la competitività, portando a effetti negativi sul piano sociale.

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